Una levatrice a New York

Roberto Bisogno

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unnamedIl romanzo Una levatrice a New York di Kate Manning (SuperBeat 2014), contiene i diari trovati casualmente da Teresa Smithhurst-O’Rourke in una cappelliera dove erano finiti misteriosamente nell’appartamento di suo padre dopo la sua morte. Sette diari rilegati in cuoio, scritti nel corso di molti anni da una sua trisavola, Ann, morta nel 1925, tenuti nascosti dalla famiglia per quasi un secolo, forse a causa della loro natura controversa. Siamo nel 1860 e nelle strade di New York è frequente incontrare frotte di minori abbandonati o smarriti dai genitori, orfani di tutti e due o di uno soltanto, scappati di casa, figli di immigrati irlandesi, italiani, tedeschi e russi, servi e schiavi. Una massa di ragazzini cenciosi (si dice che fossero circa trentacinquemila) che sopravvivono grazie ad elemosine, piccoli furti ed espedienti vari. Di questa folla di diseredati facevano parte Annie, detta Axie, 12 anni, Dutch, 7 anni e Joe di appena due anni, orfani del padre caduto, in stato di ubriachezza, da un’impalcatura mentre portava un carico di mattoni. La madre, lavandaia, vive, in cattive condizioni di salute, in un misero locale di un caseggiato di Chery Street. I tre fratelli incontrano il Reverendo Charles Brace di un’associazione per la protezione dell’infanzia che, dopo averli ospitati in un orfanotrofio li trasferisce insieme ad altri bambini a Rockford nell’Illinois per essere adottati da famiglie contadine. Dei tre fratellini Ductch e Joe vengono accolti, mentre Axie, carattere ribelle ed ostinato, viene ricondotta a New York, dove finisce nella casa dei coniugi Evans, entrambi medici, per dare una mano in cucina alla cameriera e governante tuttofare, Mrs Brader. Ma ben presto Axie lascia i lavori domestici per lavorare nella clinica degli Evans dove si fa apprezzare e che un lungo apprendistato le consente di diventare una esperta levatrice. In particolare, grazie ai segreti del mestiere appresi e, soprattutto, alla conoscenza della formula della polvere che consente alle donne di non rimanere incinte, raggiunge in città una certa notorietà in alcuni ambienti, finendo per diventare la levatrice delle donne più povere ma anche delle signore della borghesia “interessate a cancellare la propria vergogna”. Ma, scossa profondamente dalla morte di parto della madre, fa del suo mestiere non solo strumento del proprio riscatto personale, ma anche per conquistare una più ampia notorietà e il ruolo di paladina delle dei diritti delle donne, sfidando le leggi dell’epoca. Come rivela la stessa autrice, questa vicenda è basata sulla storia vera di una nota levatrice della New York di fine Ottocento, Mrs Ann Lohman nota anche come Madame Restell: una storia molto coinvolgente e che ci rivela un nuovo talento letterario.

 

Kate Manning giornalista e documentarista, è al terzo romanzo, anche se questo è il primo pubblicato in Italia. Collabora ad alcuni tra i più prestigiosi giornali e riviste americane come il New York Times, il Washington Post e il Los Angeles Times Book Review. Come scrittrice e produttrice di documentari ha al suo attivo alcuni riconoscimenti importanti, fra i quali due Emmy Awards e un Edward E. Murrow Awards.

 

Autore: Kate Manning
Titolo: Una levatrice a New York
Editore: SuperBeat
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo: 16,50 Euro
Pagine: 456

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Roberto Bisogno

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