Sotto un immenso cielo di stelle

Alessandra Stoppini

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coverIl romanzo storico Sotto un immenso cielo di stelle di Nancy Horan (Einaudi Stile Libero 2014) narra il rapporto profondo che legò Robert Louis Stevenson (Edimburgo 1850 – Vailima 1894) a Fanny Van de Grift Osbourne (Indianapolis 1840 – Santa Barbara 1914). Tutto aveva avuto inizio da un lungo viaggio in mare, quando alla fine di agosto del 1875 una giovane donna americana era sbarcata insieme ai suoi tre figli, Belle, Sammy, il piccolo Hervey e la governante Kate nel porto di Anversa. La traversata dell’Atlantico era durata dieci giorni ma l’ultima parte del viaggio, dal canale della Manica fino alla città portuale olandese, era stata compiuta su un piroscafo a ruote. Quando gli altri viaggiatori avevano domandato a Fanny quale fosse stato il motivo che l’aveva spinta a “prendere il largo”, Mrs Osbourne aveva risposto “per l’arte! Che altro? La cultura! Non è forse per questo che gli americani vanno in Europa?”. Era ovvio che alla fine dell’Ottocento, una donna che prendeva una decisione del genere, cioè passare un anno intero all’estero, sola con tre figli, poteva essere o pazza o semplicemente eroica. Ma la vera ragione era un’altra: Fanny era scappata da Oakland e da suo marito Samuel dedito alla ricerca di giacimenti d’oro californiani e soprattutto impenitente traditore. In diciotto anni di matrimonio ogni volta che veniva a galla qualcuno dei suoi tradimenti, Samuel giurava solennemente di cambiare e Fanny finiva sempre per fare pace. Non questa volta. C’era voluto un intero mese di viaggio in atroci condizioni, fatto di una folle corsa su di un carro a cavalli per riuscire a prendere il treno per New York. “Ora c’erano diecimila chilometri tra lei e suo marito”. Dopo Anversa la seconda tappa di Fanny e dei figli era stata Parigi, dove avevano preso in affitto un appartamento nel quartiere di Montmartre in Rue de Naples, e Mrs Osbourne e Belle avevano iniziato a frequentare l’Académie Julian, scuola privata di pittura e scultura ma la morte di Hervey aveva condotto Fanny quasi alla disperazione. Soltanto il soggiorno in una locanda denominata Hotel Chevillon a Grez sulle rive del fiume Loing avrebbe riportato un po’ di pace nell’animo addolorato di Fanny. L’Hotel Chevillon era “il più bohémien dei ritrovi per bohémien ai margini della foresta di Fontainebleau”, Grez allora era frequentata da quei pittori che avevano abbandonato i loro atelier per dipingere en plein air nella foresta, per sperimentare tecniche cromatiche e studiare da vicino la natura da rappresentare. In quel luogo idilliaco stava per giungere Robert Louis Stevenson, per gli amici semplicemente Louis, il “Gran Rallegratore”. “Eccomi!”.
Under the Wide and Starry Sky (titolo originale del romanzo) è l’intensa rievocazione di una passione tempestosa tra un uomo e una donna fuori dal comune. Fanny la “belle américaine” dalla pelle color caramello, possedeva una personalità ardimentosa e volitiva. Dotata di temperamento artistico Mrs Stevenson seppe prodigarsi nei confronti di suo marito Louis (la coppia si sposò nel 1880 a San Francisco), ammalato di tubercolosi. Il grande scrittore dai capelli biondo scuro, occhi castani e distanti, labbra carnose e un torace piuttosto esile, era un uomo fragile tormentato da un padre, che lo voleva avvocato, incapace di comprendere il formidabile talento del figlio. Ciò che accomunava Fanny e Louis era la passione per i viaggi “per vedere le cose con occhi nuovi bisogna partire” e la sensazione di sentirsi entrambi degli esuli “dai valori borghesi, dai vincoli dell’aristocrazia, da una storia d’amore finita male. Dalle troppe ore passate tra i banchi di una chiesa”. L’autrice si dimostra bravissima nel ritrarre questi due cuori che si muovono tra la Parigi fin de siècle popolata di “spiriti liberi”, una nebbiosa Londra “Londra mi è insopportabile, nuoce alla mia salute fisica e mentale” e le isole del sud dell’Oceano Pacifico dalla “visione paradisiaca”. Infine bellissimo e suggestivo l’esergo di un libro indimenticabile: “Dal mio Paese e da me stesso fuggo”. Robert Louis Stevenson.
Nancy Horan è l’autrice di Mio amato Frank (2007), best seller americano tradotto in sedici Paesi. Vive con la famiglia su un’isola dello Stretto di Puget Sound, al largo di Seattle.
Il romanzo Sotto un immenso cielo di stelle è tradotto da Carla Palmieri.
Autore: Nancy Horan
Titolo: Sotto un immenso cielo di stelle
Editore: Einaudi – Stile Libero
Pubblicazione: 2014
Prezzo: 21,00 Euro
Pagine: 528

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Alessandra Stoppini

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