Porca guerra Benedetta pace

Sara Meddi

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coverPorca guerra benedetta pace è un altro diario sulla Prima guerra mondiale ripescato da un vecchio baule, sull’onda della ritrovata memoria che ha portato quest’anno il centenario. Precisiamo che dicendo “un altro” non si vuole in nessun modo sminuire il libro. Innanzitutto perché fino ad ora la memorialistica sulla Grande guerra era stata piuttosto carente, soprattutto se paragonata alla grande quantità di materiale reperibile sulla Seconda, e dunque ben venga il centenario a ricordarci che di guerra mondiale ce n’era stata anche un’altra; e poi perché il diario di Luciano De Simoni è bello.

Bello perché scritto bene, quasi con una consapevolezza narrativa, oltre che in un italiano più che buono. E bello anche perché racconta, oltre alle difficoltà della vita militare, quel mutare di sentimenti di chi partito da “nazionalista” (sull’onda della filosofia della guerra come sola igiene del mondo) e si trova davanti alla verità della guerra, all’incapacità dei vertici militari e alla lontananza dagli affetti.

De Simoni parte già sposato e padre di un figlio, durante la guerra gliene nascerà un altro che poi morirà, vivrà l’addestramento, la vita di trincea, la disfatta di Caporetto e poi la prigionia.

Questo suo essere “padre di famiglia” è un sentimento fortissimo, che condizionerà tutta l’esperienza militare, per capirlo basta leggere questo: “E poi a 20 anni molte cose si sopportano ma a 30, col pensiero della moglie e figli lasciati era qualche cosa di veramente doloroso.”
Trent’anni, un secolo fa, erano davvero tanti; non era un ragazzo che partiva ma un uomo che costantemente scrive alla moglie lettere, tra l’altro, bellissime e appassionate: “Tesoruccio mio, ho ricevuto la tua dolcissima lettera del 22 ed ogni parola che vi è scritta è stata un balsamo per il mio cuore. Tu mi dici che sono la vita tua, che senza di me non puoi vivere… e che debbo dirti io allora che ti desidero come l’aria che respiro […]”.

Il libro si divide in tre parti: “Diario di guerra”, “Diario di prigionia” e “Lettere”. E arricchito, inoltre, da un ricco apparato iconografico.

Porca guerra benedetta pace si distingue tra i molti libri usciti recentemente sulla Grande guerra, è consigliatissimo perché, leggendo le pagine del soldato De Simoni, pare davvero di essere lì.

“Seguitiamo a sistemarci nella nostra trincea, con sacchetti a terra, assi e con quanto trovavamo scavando nella terra buche profonde che in qualche modo ci riparano. Nella giornata altro duello delle artiglierie. Su di noi aeroplani nostri e loro.”

“Alle 4 comincia la nostra discesa verso Caporetto. Si cammina mesti, abbattuti, straziati come dietro a un funerale. Spesso ci volgiamo indietro come per avere ancora una volta la visione di ciò che lasciamo, di queste splendide posizioni che ci erano diventate tanto care.”
Titolo: Porca guerra benedetta pace

Autore: Luciano De Simoni

Casa editrice: Stampa Alternativa

Pagine: 208

Prezzo: 15,00 euro

Anno: 2014

 

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Sara Meddi

Sara è nata nel 1985 vicino Roma. Da bambina, prima di convertirsi alla letteratura, sognava di fare la paleontologa o, in alternativa, la disegnatrice di costruzioni Lego. Adesso lavora da qualche anno nell’editoria come redattrice freelance. Votata da sempre al pendolarismo adesso si divide tra Roma e il Trentino; quando non è in treno vive con il marito, un bimbo, due gatte e un congruo numero di libri. Nel (raro) tempo libero corre, guarda film horror e gioca con discreto successo a Super Mario.

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