La stagione degli scapoli

Sara Meddi

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Cover_Scapoli.qxp:Layout 1Cyril Billingwest festeggia il suo addio al celibato con un appassionato discorso sulle gioie del matrimonio: chi ascolterà i vostri guai? Chi riderà delle vostre idee? Ma lei, la vostra compagna di vita! Questo è più o meno il tono del discorso prima che il promesso sposo venga interrotto da una telefonata: l’adorata “compagna di vita” se ne è scappata con tutti i regali di nozze, e, come se non bastasse, in compagnia del maggiordomo. Ma inaspettatamente la notizia della fuga viene accolta da congratulazioni e brindisi di champagne. E così, improvvisamente illuminato dalla scoperta di quanto possa essere poco soddisfacente un matrimonio, Billingwest compone Le dodici mosse di Ulisse, una guida in dodici mosse per schivare astutamente ogni rischio amoroso. Cyril potrebbe dirsi soddisfatto se suo cugino George, affascinante e squattrinato, non lo convincesse ad aprire il primo Scapolificio di Londra: tanti giovani emigrano nelle colonie e sono ben mezzo milione le donne in esubero, come difendere dunque gli scapoli inglesi, soprattutto quelli facoltosi, da un’orda di fanciulle da marito? Lo Scapolificio Billingwest fornirà piena assistenza, al prezzo di una lauta tassa di iscrizione, ben inteso. Ad assisterli viene chiamata dal Dorset una segretaria tuttofare, brutta e antipatica, tale Penelope Truton, che brutta non lo è per niente e antipatica appena un poco. Quello che basta che per distrarre Cyril e George dal loro intento…

Ah, se lo avesse saputo la signorina Austen che l’Inghilterra si sarebbe trovata con mezzo milione di donne da marito e uno Scapolificio pronto a far saltare i matrimoni si sarebbe messa le mani nei capelli… d’altronde lei lo sapeva bene che le faccende del cuore si intrecciano spesso malamente con quelle del portafoglio. In questo senso La stagione degli scapoli è una commedia d’altri tempi ben riuscita e ben scritta, con personaggi un po’ surreali, intelligenti (o che credono di esserlo) e una buona dose di umorismo british. L’autore è invece italianissimo, e questo giustifica un gioco a volte un po’ forzato dei luoghi comuni della commedia britannica. Monfrecola riprende e gioca con temi cari alla Austen, la superficialità e le convenzioni sociali, e a Wilde, gli equivoci e la satira. Il risultato è comunque ottimo e credibile, non si scade mai nell’imitazione, e il romanzo non manca di divertire con garbo e intelligenza. Consigliato.

 

Vincenzo Monfrecola (Napoli, 1959) giornalista e scrittore, è stato responsabile della sede di Londra dell’Osservatorio sui Beni Culturali, Faldbac Trade Union. Attualmente lavora per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha pubblicato Il Decisionista (Cavallo di Ferro, 2010) e Lo strano furto di Savile Row (Cavallo di Ferro, 2012).

 

Autore: Vincenzo Monfrecola

Titolo: La stagione degli scapoli

Editore: Gargoyle Books

Pagine: 208

Prezzo: 16,00 euro

Anno: 2014

 

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Sara Meddi

Sara è nata nel 1985 vicino Roma. Da bambina, prima di convertirsi alla letteratura, sognava di fare la paleontologa o, in alternativa, la disegnatrice di costruzioni Lego. Adesso lavora da qualche anno nell’editoria come redattrice freelance. Votata da sempre al pendolarismo adesso si divide tra Roma e il Trentino; quando non è in treno vive con il marito, un bimbo, due gatte e un congruo numero di libri. Nel (raro) tempo libero corre, guarda film horror e gioca con discreto successo a Super Mario.

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