Niente è come te

Alessandra Stoppini

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copIl romanzo Niente è come te di Sara Rattaro (Garzanti 2014) descrive un rapporto tra un padre e la figlia adolescente da ricostruire. “Angelika è morta. Deve venire a prendere Margherita prima che sia tardi…”. A Francesco le sorprese non erano mai piaciute, “non le avevo mai amate, neanche prima di diventare un padre a metà, prima di quel giorno che sembra non arrivare mai al tramonto, prima delle sentenze del tribunale, delle accuse, e di questa ricerca senza fine”.
Angelika, “il mio ideale diventato realtà”, danese, alta, bella da togliere il fiato, splendidi occhi blu, era morta in un incidente stradale. Ora Margherita, la figlia nata dal loro matrimonio ormai finito da tempo, tornava a casa dopo dieci lunghi anni trascorsi tra speranze e delusioni. “Piangevo per Angelika e per te, come se il dolore per la sua morte e la gioia di poterti, finalmente, rivedere fossero inscindibili”. Volando verso la Danimarca Francesco non sapeva in quali condizioni psico-fisiche avrebbe trovato sua figlia ma la cosa più importante era che “tu saresti tornata da me. Qui in Italia”. Dieci anni prima Francesco e Angelika erano una coppia come tante, lui aveva un’enoteca gestita insieme con l’amico Andrea, lei lavorava come traduttrice. La piccola Margherita era stata il frutto di una grande passione. “Eri nata il 20 ottobre ed eri bellissima. Lo dicevano tutti”. Poi era arrivato un momento difficile pieno di stanchezza e incomprensioni per via del lavoro di Francesco e dell’impegno costante richiesto dalla figlia. Un giorno Angelika era partita con Margherita per la Danimarca, il padre era molto malato. Dopo aver comunicato al marito che lei e la bambina erano arrivate sane e salve, Angelika non aveva più risposto alle telefonate sempre più allarmate di Francesco. “Era arrivato un elemento difficile da gestire, il silenzio”. Alla fine con una lettera Angelika scriveva a Francesco che voleva il divorzio e che non sarebbe più tornata in Italia, iniziava per lei nella campagna danese una nuova vita insieme con il suo compagno e a Margherita. A Francesco erano state concesse rare e sporadiche visite a sua figlia solo alla presenza delle assistenti sociali, obbligato a parlare solo in danese.
“Mi sembrava di essere precipitato in un incubo” pensava l’uomo, finché non aveva conosciuto l’associazione che unisce tanti padri e madri che vivevano la sua stessa situazione. Tra lui e Margherita c’erano solo sporadici contatti telefonici fino a quando una mattina Angelika aveva detto a Francesco che sarebbe stato meglio che “io non la cercassi più perché la mia presenza frammentaria” creava solo confusione alla bambina, impedendo il naturale avvicinamento con l’uomo che adesso viveva con Angelika. “Esiste una forma di dolore che rischia di non vedere mai la fine”. Margherita era stata allevata dalla tata Ingrid fino all’improvvisa scomparsa della madre. “La donna che più avevo amato e odiato era sparita per sempre lasciando un vuoto peggiore di quello che aveva creato”. Adesso Francesco doveva dimostrare che non era troppo tardi. “… ci sono le persone che sanno darti tutto, o almeno così ti fanno credere, finché un giorno quel tutto se lo portano via e tu ti accorgi che ti hanno sottratto molto di più, anche quello che ti apparteneva: il tuo inviolabile diritto ad essere padre”.
Ispirato a una storia vera, il romanzo costruito sulle due voci dei protagonisti, affronta un tema delicato, quello relativo alle dinamiche familiari. “Mi chiamo Margherita e sono appena rientrata a vivere in Italia. Chi sono? Non lo so. Quello che so è che mi piace suonare il violino”. Francesco deve riscoprire il proprio ruolo di genitore con la strada che è tutta in salita e la quindicenne Margherita, alla quale piace la musica “perché è l’unico momento in cui non mi sento straniera, come una pianta senza vaso, come un violino in attesa del suo archetto”, deve ritrovare suo padre e di conseguenza il suo posto nel mondo. I loro punti d’incontro e inizialmente di scontro sono i pochi ricordi in comune, necessari per comprendere che il passato non è necessariamente una terra straniera ma un modo per riprendere in mano le redini di un rapporto bruscamente interrotto. “Non esistono né vincitori né vinti”.
La sensibile autrice, dopo il grande successo di Non volare via, a lungo in classifica in Italia tra i libri più venduti, torna con una storia intensa capace di toccare il cuore dei lettori. “Ma di una cosa sono convinto: sarà grazie a ognuno di questi singoli minuti che un giorno capirai che niente, ma proprio niente, è come te, Margherita”.

 
Sara Rattaro nasce e cresce a Genova, dove si laurea con lode in Biologia e Scienze della comunicazione. Nel 2010 esce per un piccolo editore il suo primo romanzo Sulla sedia sbagliata. Nel 2011 esce il suo secondo romanzo Un uso qualunque di te, che ben presto scala le classifiche e diventa un fenomeno del passaparola. Il suo primo romanzo pubblicato con Garzanti è stato Non volare via, un successo che ha visto la scrittura di Sara conquistare i più importanti editori di tutta Europa.

 
Autore: Sara Rattaro
Titolo: Niente è come te
Editore: Garzanti
Pubblicazione: 2014
Prezzo: 14,90 Euro
Pagine: 220

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Alessandra Stoppini

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