Leni Riefenstahl e Olympia – Un saggio di Massimiliano Studer

Michele Lupo

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OlympiaLeni Riefenstahl com’è noto amava i corpi. La regista tedesca che Hitler pensò di mettere al centro della cinematografia nazista, ne esaltava la plastica potenza nei tratti più enfatici di  Olympia (1938), – epperò, nell’accumulo di immagini oscillanti fra la limpidezza delle linee e una retorica ampollosa, per fortuna nel celebre documentario si annidano anche momenti apparentemente minori di corpi stremati dalla fatica, segaligni, scomposti. Come Hitler era costretto a sopportare la presenza di inglesi o americani e per giunta negrissimi che vincevano medaglie con irrisoria facilità, così la Riefenstahl inseriva nel suo film il racconto di atleti dalle fattezze non sempre apollinee ma funzionali a una nozione meno subdolamente orientata del concetto di documentario.

Non che l’ideologia sia assente, tutt’altro. Il film ne è intriso fino al midollo. Il combinato di volk e tecnica, natura e ambizione umana che finisce per sovrastarla in un delirio di onnipotenza  sta tutto scritto nella cifra hitleriana. Massimiliano Studer, Il curatore del volume-dvd che inaugura la collana “Videns” di Mimesis editore, ne sottolinea però (e con lui lo fa Leonardo Quaresima, autore dell’unica monografia italiana dedicata alla Riefenstahl) l’originalità inventiva della scrittura: nelle angolazioni di ripresa, nei movimenti di macchina, nella perizia nel montaggio: insomma lo specifico di un linguaggio filmico che poi ha mostrato la strada sia a registi di valore che e a meri mestieranti. Studer non si limita a ricordare come Olympia fosse diventato col tempo lo schema-matrice cui ispirarsi per la produzione documentaristica cine-televisiva sulle olimpiadi. Egli procede a una disamina tecnica molto approfondita, da un’analisi linguistica minuziosa di ciò che è costruito internamente all’inquadratura, a una lettura più ampia del racconto secondo “un modus operandi tipico dell’arte cinematografica: immagini dinamiche montate sequenzialmente per esprimere un concetto senza alcun ricorso all’uso della parola”. – Ricerca della spettacolarità ed esaltazione del gesto, nozione non esornativa del contrappunto musicale, un estetismo sontuoso e a tratti roboante nell’economia del film hanno un peso maggiore dei travagli, delle cadute, dei sudori privi del riscatto della vittoria di cui si diceva all’inizio, ma tant’è. Insieme al libro c’è come detto il dvd: in una sorta di tema con variazioni (espressive, di stile, magari meno di tono) che passano da uno sport all’altro, e ancora dal dettaglio alla visione d’insieme che costituisce il progetto Olympia, la ricerca della Riefenstahl di un continuum fra un certo spirito greco e l’evento delle Olimpiadi può essere messa alla prova direttamente dallo spettatore.

 

Massimiliano Studer

OLYMPIA di Leni Riefenstahl

Libro + Dvd

DIALOGO CON LEONARDO QUARESIMA

Mimesis – Videns 1

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Michele Lupo

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