Non sono mai andato a scuola. Storia di un’infanzia felice

Michela Gelati

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cop.aspxÈ difficile, nonostante quello che scrive l’ autore André Stern, vedere “Non sono mai andato a scuola. Storia di un’infanzia felice” (Nutrimenti 2014), solo come la descrizione di un’esperienza personale. Il libro è infatti un manifesto perfetto per una contro-educazione, intesa come educazione al di là della scuola, e contro di essa, anche se l’autore non è mai polemico né eccessivo nei suoi giudizi sull’istituzione scolastica.

 L’autore racconta infatti la sua esperienza personale di bambino cresciuto con i genitori – un pedagogo e una maestra d’asilo  – ed educato da autodidatta, senza mai andare a scuola e apprendendo dalla vita reale: visite a mostre e musei coi genitori, lavoro manuale presso laboratori artigianali, gioco libero all’aria aperta e libera organizzazione del tempo, senza costrizioni né limiti, con frequentazioni varie: non solo bambini, ma persone di ogni età.

 Provando a riassumere il pensiero di Stern, per lui il bambino va lasciato libero di esplorare il mondo attorno a sé, di dare libero sfogo alla propria curiosità e quindi di apprendere per passione e non per costrizione. Di leggere quel che vuole, perché è la curiosità e non l’obbligo a stimolare l’apprendimento. Difendendosi dalla possibile e più ovvia obiezione, vale a dire che la scuola è utile anche per socializzare, per imparare a relazionarsi con i propri simili, dice che il bambino dovrebbe essere invece inserito in ambienti vari, con persone di ogni età, per essere educato davvero alla realtà, e non a una sua versione edulcorata e “chiusa” come fa invece la scuola. Sfida i genitori a trattare i bambini da persone intelligenti, curiose, con un potenziale immenso, e racconta di concerti di musica classica ascoltati da lui e dalla sorella da piccoli, in religioso silenzio, di mostre guardate con curiosità e interesse anche se naturalmente coi tempi e modi di un bambino.

 Racconta la sua passione per la meccanica, lo svelare cosa c’è dietro e dentro gli oggetti e iol loro funzionamento, così come per la liuteria: passioni sempre assecondate dai genitori, che lo lasciavano libero di giocare senza porgli orari, senza programmi definiti, senza calendari di attività. Racconta, soprattutto, di genitori tranquilli, quasi sempre sereni, capaci di esserci ma stando in disparte, stimolando con amore l’indipendenza e la creatività individuale. Se forse non convince pienamente l’idea di eliminare completamente la scuola (Stern aveva genitori pedagoghi e colti: si pensi a famiglie disagiate e contesti marginali, in cui invece la scuola può giocare un grande ruolo per il riscatto sociale e per far sì che i figli possano avere un futuro diverso e migliore di quello dei genitori), il libro di Stern è un bellissimo stimolo a ripensare sia il ruolo della scuola e degli insegnanti, sia quello dei genitori di oggi, che oscillano tra l’assenza – spesso sofferta, imposta dal mondo del lavoro – e l’eccessiva presenza, e che a volte rischiano di riempire anche il tempo libero dei figli di impegni che finiscono per essere obblighi e non stimolano quella creatività e passione di cui parla l’autore. Come dice il libro, è un invito a un pensiero diverso, e a una nuova  fiducia in se stessi: degli insegnanti, dei genitori e dei bambini.

 

 André Stern è nato nel 1971. Figlio dell’educatore e ricercatore Arno Stern, è cresciuto seguendo gli innovativi metodi di apprendimento creativo teorizzati dal padre: la sua esperienza è raccontata in molte conferenze e workshop e nei suoi libri. Sposato e padre di un bambino, è musicista, compositore, liutaio, relatore di conferenze, giornalista e autore. È stato nominato direttore dell’iniziativa “Männer für morgen” (Uomini per domani) dal professor Gerald Hüther, ricercatore di neurobiologia avanzata. È promotore del movimento “ecologia dell’educazione” e direttore dell’istituto Arno Stern (laboratorio di osservazione e preservazione delle inclinazioni naturali del bambino). È uno dei protagonisti del film Alphabet, del regista austriaco Erwin Wagenhoder, e coautore dell’omonimo libro (Ecowin Verlag, 2013).

 

Autore: André Stern

Titolo: Non sono mai andato a scuola. Storia di un’infanzia felice

Editore: Nutrimenti

Anno di pubblicazione: 2014

Pagine: 192

Prezzo: 15 euro

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Michela Gelati

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