Mano Nera

Michele Lupo

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coverDentro una storiografia e una bibliografia ormai debordanti come quelle relative alla persecuzione antisemita dei nazisti ogni tanto capita di pescare storie meno note: è questo il caso del libro di Frediano Sessi (un assiduo frequentatore dell’argomento), Mano Nera, edito da Marsilio.

Eugen Haagen era un medico nazista, un virologo che sugli internati di Schirmeck e Natzweiler in Alsazia praticò una serie di esperimenti per individuare il vaccino che debellasse il tifo e altre malattie infettive. Com’è noto, l’Alsazia è stata una delle regioni più inquiete d’Europa, contesa per molto tempo fra tedeschi e francesi: motivo sufficiente per far ritenere a Hitler, una volta occupata Parigi, che fosse urgente una rapida e se necessaria brutale germanizzazione dell’area. E naturalmente si agì subito sulla scuola, sulla lingua: sui giovani. Non tutti però si sottomisero. Alcuni giovani di indubbio coraggio misero a repentaglio le loro vite pur di non subire passivamente il nazismo. Dall’altra parte, per contrastarne la resistenza si tirarono su due lager col compito di rieducare i riottosi. Non stupisce che al solito – fallendo il proposito di portarsi quei giovani dalla propria parte – i tedeschi li considerassero sottouomini: alla bisogna, come nel caso di Haagen, mezzi per fare esperimenti. Costui era uno scienziato in carriera, come lo definisce l’autore – uomo che ai suoi occhi indizia una specie di male più diffuso di quanto si pensi: il tipo che è convinto di agire per il bene dell’umanità – che poi essa si riduca a quella nazista era un dettaglio che non lo turbava. Così procede nel tentativo di scovare rimedi contro varie malattie sulla carne viva di cavie non volontarie.

Dall’altra parte di questa storia  c’è un organizzazione di resistenti. Si chiama Mano Nera, fondata a Strasburgo da un ragazzo di soli sedici anni, Marcel Weinum, di famiglia cattolica. Con i suoi futuri sodali costituirà il nucleo di riferimento della resistenza in Alsazia. Il sabotaggio  sarà lo schema privilegiato della loro azione. Naturalmente non avrebbero pututo avere la meglio sui nazisti, che potevano agilmente accusarli di furti, detenzione illegale di esplosivi, sabotaggio dei mezzi della Wehrmacht, volantinaggio, istigazione al rovesciamento dell’ordine pubblico. Eccetera. Alcuni fra i liceali e altri membri dell’organizzazione incroceranno perciò il proprio destino con quello di Haagen nel lager di Schirmeck. La storia di questo libro è la storia di questo incrocio; Frediano Sessi, autore peraltro di diversi libri su Primo Levi, la racconta con agile passo narrativo, accorto uso del montaggio che mostra attraverso una vicenda poco nota il conflitto fra il desiderio di libertà e le pratiche dell’orrore.

 

 Autore  Frediano Sessi 

Titolo, Mano Nera,

Editore Marsilio 

Anno 2014

pag 252

Euro 17,00

 

 

 

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Michele Lupo

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