L’isola confine

Alessandra Stoppini

copL’isola confine di Gabriele Peritore (Edizioni Librerie Croce 2014) “è un posto dove le forze si oppongono e la fantasia finisce per assomigliare alla realtà. Verità e magia si fondono”. In una piccola isoletta dispersa nel Mediterraneo, Claudio è un medico condotto in un centro di prima accoglienza, ancoraggio per tutti quei disperati provenienti dall’Africa che si aggrappano alla loro ultima speranza.
“Sono quelle barche malandate, sono quei relitti che sbarcano o si arenano sulle spiagge come balene moribonde”. Quasi ogni giorno il povero cadavere di un africano emerge dalle acque, il corpo irriconoscibile “putrefatto dalla salsedine e bruciato dal sole”. Claudio non riconosce più la sua terra, il suo mare e la linea dell’orizzonte sempre più intasato da pattuglie di ronda, imbarcazioni arrangiate, gommoni, scialuppe, qualche salvagente bucato e soprattutto disperazione e paura. Anche i colori sono mutati, si è passati dall’azzurro del cielo e del mare, dai toni del giallo arancio e del rosso dell’alba e del tramonto alle chiazze marroni e grigie di nafta.
Sì, il colore del Mediterraneo è proprio mutato, o forse è mutato lui, Claudio, i suoi occhi non sopportano più di guardare quella continua invasione che per altro attrae solo turisti incuriositi da situazioni di disagio umano e studiosi del fenomeno. “Per il resto l’afflusso turistico è del tutto crollato”. Inoltre a preoccupare il medico condotto sono le condizioni emotive della moglie Mara preda di crisi di nervi e paure infondate mentre il loro figlio Fabrizio non riesce né ad ambientarsi né a integrarsi sull’isola. “Non sopporto più questo silenzio. Questa luce. Questo caldo asfissiante”.
Nel volume dedicato “A Chiara al suono della sua risata”, l’autore descrive un’isola confine che assomiglia a Lampedusa, diventata il simbolo del grande flusso di migranti e delle varie tragedie che sono avvenute nel canale di Sicilia. I personaggi e i luoghi sono frutto di fantasia, precisa Peritore all’inizio del romanzo ma la realtà ci dimostra che uno degli argomenti di più scottante attualità è l’integrazione.
Il mondo, continua lo scrittore, è un continuo movimento di gente che “migra, emigra, immigra, e le migrazioni stanno lentamente cambiando le dinamiche e gli equilibri sociopolitici del nostro pianeta nonostante le svariate forze che vi si oppongono”. A tal proposito occorre ricordare il monito di Papa Francesco, pronunciato l’8 luglio 2013 durante la visita (la prima dall’inizio del suo Pontificato) a Lampedusa, contro la globalizzazione dell’indifferenza che fu un richiamo al ruolo della comunità internazionale. In un libricino di poche pagine lo scrittore trattando un tema forte e impegnativo riesce a coinvolgere ed emozionare il lettore catturato da un luogo dove la luce è l’assoluta protagonista.
“Claudio sa che la sua piccola isola è un esempio fin troppo chiaro del susseguirsi nella storia di popoli, dominazioni, lingue, usi e consumi”.

 
Gabriele Peritore nato ad Agrigento, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato un libro di poesie dal titolo A respiro trafitto (Del Giano Edizioni), è inserito in varie antologie di poesie e racconti, tra cui: La congiura dei poeti (Fabio Croce Editore), Il resto è poesia, una collaborazione tra Regione Lazio e Lettere Caffè, e Peccati Veniali (Coniglio Editore). Organizza letture di poesie e manifestazioni culturali presso i più importanti cenacoli italiani. Con Edizioni Libreria Croce ha pubblicato: Io sono la vera vite. Simbologia e fitoterapia delle piante dei Vangeli (2007) e Vino e Venere (2012).

 
Autore: Gabriele Peritore
Titolo: L’isola confine
Editore: Edizioni Libreria Croce
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo: 13,00
Pagine: 80

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Alessandra Stoppini

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