Apocalisse. Alle origini della fantascienza latinoamericana

Sara Meddi

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apocalisseUno scrittore si risveglia nella sua camera, un’isolata mansarda presa in affitto in una pensione, intorno a lui solo il buio e il silenzio più totale. In quella oscura solitudine pare che tutti si siano addormentati, i cani per le strade e gli scriccioli sopra i tetti, finché la luce fievole di una candela non rivela allo scrittore i volti degli uomini morti nelle stanze accanto. La morte è passata, spegnendo il mondo, e pare essersi dimenticata solo di lui. Intanto le stelle in cielo appaiono più fioche e la luce delle candele inizia a sbiadire. Solo il viso di Laura spinge l’uomo ad uscire per strada e a sfidare a tentoni, strada dopo strada, il buio e la morte che avvolgono ogni cosa.

Un uomo stanco delle donne e dedito ormai solo al cibo e alla lettura consuma il suo ricco pasto mentre uno schiavo gli legge un libro di geografia. Questa routine morbida e opulenta viene interrotta da una piccola scheggia infuocata, un frammento di rame incandescente. È la prima goccia di una pioggia di fuoco che colpisce la città. La quiete più assolta degli abitanti rintanati in casa accompagna la pioggia di rame e una gioiosa e colorata festa di strada quando questa si quieta, allontanando sgomento e inquietudine. Alla festa segue una nuova pioggia, che questa volta cade violenta e implacabile, appiccando incendi, carbonizzando alberi e case. All’uomo non resta che rintanarsi nella cantina, mangiando e bevendo, in attesa che il fetore dell’incendio raggiunga anche l’ultimo rifugio sicuro.

Questi sono due spunti di Apocalisse, una raccolta di cinque storie che raccontano la fine del mondo non come la immaginiamo noi, che abbiamo nutrito per anni la nostra immaginazione di fantascienza anglosassone e film catastrofistici. Non ci sono guerre nucleari, invasioni aliene, rivolte di robot o disastri ambientali a mettere in pericolo la Terra: questi sono racconti di scrittori sudamericani all’alba della loro modernità, tra il 1850 e il 1930. Uno spazio di tempo in un cui l’immaginazione poteva ancora trovare un terreno vergine, e pensare alla fine del mondo senza che nessuno avesse ancora posto dei canoni del genere. Il risultato è sorprendente: tra gli echi della tradizione biblica e l’interpretazione della modernità e dei cambiamenti sociali in atto, questi cinque scrittori mettono in scena delle apocalissi che proprio perché sono così lontane da noi ci appaiono in tutta la loro originalità e raffinatezza. Il volume raccoglie i racconti La pioggia di fuoco e La luna rossa degli argentini Leopoldo Lugones e Roberto Arlt; L’ultima guerra del messicano Amado Nervo; Demoni e La fine del mondo dei brasiliani Luísio Azevedo e Joaquim Manoel de Macedo; ed è accompagnato da un’accurata introduzione che traccia le linee guida della prima fantascienza sudamericana. Uno dei più bei libri di fantascienza letto negli ultimi anni, che dovrebbe trovare posto in ogni libreria di appassionati del genere o di amanti della buona letteratura.

 

 

Autore: AA.VV.

Titolo: Apocalisse

Editore: Nova Delphi

Prezzo: 10 euro

Pagine: 168

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Sara Meddi

Sara è nata nel 1985 vicino Roma. Da bambina, prima di convertirsi alla letteratura, sognava di fare la paleontologa o, in alternativa, la disegnatrice di costruzioni Lego. Adesso lavora da qualche anno nell’editoria come redattrice freelance. Votata da sempre al pendolarismo adesso si divide tra Roma e il Trentino; quando non è in treno vive con il marito, un bimbo, due gatte e un congruo numero di libri. Nel (raro) tempo libero corre, guarda film horror e gioca con discreto successo a Super Mario.

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