Andrea Camilleri incontra Manuel Vazquez Montalban

Alessandra Stoppini

CamilleriMontalban_72dpiAndrea Camilleri incontra Manuel Vazquez Montalban (Skira 2014) è un libretto con la copertina rosso arancio della Collana SkiraMiniSaggi diretta da Eileen Romano che contiene la trascrizione del dialogo tra i due grandi scrittori avvenuto nel 1998 a Mantova nell’ambito del Festivaletteratura. Lo scorso 6 febbraio Camilleri intervenuto al Festival del Noir BCNegra di Barcellona ha ricevuto il Premio Pepe Carvalho 2014, giunto alla nona edizione, in ricordo del personaggio del celebre investigatore creato dallo scomparso scrittore catalano Manuel Vazquez Montalban.
“Salvo Montalbano e Pepe Carvalho sono personaggi pieni di vita, tentazioni e contraddizioni, che preferiscono la strada agli uffici, che scelgono di affidarsi al proprio sguardo e alla parola piuttosto che ai computer, testardi e intransigenti nel perseguire la giustizia. Entrambi hanno bisogno di conoscere la verità e ci rendono partecipi della loro lotta per un mondo in cui i potenti non siano al di sopra della legge”. Sono state queste le motivazioni della giuria che ha indicato lo scrittore siciliano come “uno dei più autentici rappresentanti del noir mediterraneo”. La lettura di questo libretto di poche ma preziose pagine fa meglio comprendere le personalità di due autori che attraverso un dialogo a tutto campo sulla vita, la politica, la società, si specchiano nelle loro creature di carta. “… il cognome del mio personaggio, Montalbano, è piuttosto comune in Sicilia, ma la scelta nasce dal desiderio di rendere omaggio a Vazquez Montalban”.
È noto, infatti, che Camilleri delineando la figura del suo protagonista, lo scontroso e integerrimo poliziotto di Vigata, se per il carattere s’ispirò inconsapevolmente a suo padre, quando si trattò di scegliere il nome, non ebbe dubbi. Scelse Montalbano per omaggiare il poeta, scrittore e giornalista spagnolo Montalban, papà dell’investigatore Pepe Carvalho. All’inizio del dialogo Montalban sollecitato da Camilleri, racconta come il detective galiziano sia nato per una scommessa etilica. “Ora la mia curiosità è sapere se Pepe nasce da questa scommessa, e poi quale era l’alcol, perché sono perfettamente convinto che dal whisky nasca un certo tipo di letteratura, dal gin un’altra, dal vino un’altra ancora”.
In una notte di luna piena, dopo una cena non troppo buona, in una riunione di giovani di sinistra, Montalban aveva deciso di scrivere “un romanzo come quelli di una volta, un romanzo di guardie e ladri, pieno di azione; raccontare una storia dove occorra mantenere il patto della trama, dove l’intrigo sia una cosa necessaria. Scriverò un romanzo poliziesco”. Era nato così il buon Pepe, un antieroe “anarchico”, pieno di contraddizioni e difetti quindi umano, fin troppo. Camilleri domanda a Montalban perché gli investigatori “nei romanzi, sia istituzionali sia privati, hanno sempre bisogno di una sorta di risarcimento, culinario, sessuale, collezionistico?”. Semplice, risponde Montalban “per la loro incertezza quasi fisica: un investigatore è un personaggio di frontiera. L’investigatore pubblico ha dietro le istituzioni, mentre quello privato comincia la sua indagine perché glielo chiede un cliente”. C’è spazio anche per parlare della Spagna (la crisi del franchismo) e di una Barcellona “devastata dalla speculazione edilizia” nella quale ha senso solo “la distanza più breve tra vendersi e comprarsi”. Montalban è convinto che “tutto il romanzo sia una metafora”, alcune volte è “una metafora molto aperta, molto chiara, altre volte è una metafora nascosta e allora è il lettore a scoprirla”. Uno dei più grandi narratori contemporanei italiani qui cita una frase di Leonardo Sciascia “in un certo senso il romanzo poliziesco presuppone una metafisica, l’esistenza di Dio, della grazia, di un mondo al di là del fisico. L’incorruttibilità, l’infallibilità dell’investigatore, il suo ascetismo, il fatto che non rappresenta la legge ufficiale ma la legge in assoluto, la sua capacità di leggere il delitto nel cuore umano oltre che nelle cose, cioè negli indizi, lo investono di metafisica luce”. Poche, coinvolgenti pagine per non dimenticare un incontro tra due amici accomunati dallo stesso vizio: il piacere di scrivere.
Andrea Camilleri è nato il 6 Settembre del 1925 a Porto Empedocle, vive da molti anni a Roma ed è regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Con La stagione della caccia (Sellerio1994) inizia il suo successo letterario che esploderà nello stesso anno con La forma dell’acqua, primo romanzo dedicato al Commissario Montalbano. Da allora il successo si amplia, Camilleri diventa un autore best-seller con quasi 70mila copie vendute. Oltre ai romanzi dedicati al Commissario Montalbano, Camilleri ha pubblicato Il Re di Girgenti (Sellerio 2001), La presa di Macallè (Sellerio 2003), Le pecore e il pastore e Maruzza Musumeci (Sellerio 2007), Il casellante (Sellerio 2008), Il sonaglio (Sellerio 2009). Pubblicato nel 2009 anche il romanzo pirandelliano La tripla vita di Michele Sparacino (Rizzoli) e La danza del gabbiano (Sellerio). Altri romanzi pubblicati Il nipote del negus, La caccia al tesoro (Sellerio 2010), Acqua in bocca scritto con Carlo Lucarelli (Minimum Fax 2010), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigata (Sellerio 2011), La regina di Pomerania e altre storie di Vigata (Sellerio 2012). Con Skira ha pubblicato: La Vucciria (2008), Il cielo rubato. Dossier Renoir (2009), La moneta di Akragas (2010), Dentro il labirinto (2012) e La creatura del desiderio (2014). Finora Andrea Camilleri ha venduto 14 milioni di copie tradotte in oltre 30 lingue in tutto il mondo. La serie tv Il commissario Montalbano tratta dai romanzi di Andrea Camilleri protagonista Luca Zingaretti per la regia di Alberto Sironi in onda su Rai 1 dal 1998 ha raggiunto livelli record di ascolto.
Manuel Vazquez Montalban (1939 – 2003), deve la fama internazionale ai romanzi polizieschi incentrati sulla figura dell’investigatore Pepe Carvalho. Tra le sue opere principali ricordiamo: Assassinio al Comitato Centrale (1984), Tatuaggio e Il pianista (1993), Gli allegri ragazzi di Atzavara (1993), O Cesare o nulla (1998).

 
Autori: Andrea Camilleri e Manuel Vazquez Montalban
Titolo: Andrea Camilleri incontra Manuel Vazquez Montalban
Editore: Skira
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo: 7,00 Euro
Pagine: 46

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Alessandra Stoppini

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