Il viaggio verticale

Sara Meddi

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Il viaggio verticaleLeslie Stephen, padre di Virginia Woolf, scriveva parlando dell’alpinismo che “andare in montagna è uno sport come il cricket e il canottaggio. Si vince quando, nonostante tutte le difficoltà, si arriva in cima; si perde quando si è obbligati a ritirarsi”. Sulla natura dell’alpinismo e dell’arrampicata nel tempo si sono pronunciati spiritualisti e laici della montagna, contrapponendo la purezza originaria della scalata alla degenerazione dell’arrampicata sportiva in una discussione che rimane eternamente senza conclusione.
Enrico Camanni fa confluire in questo “breviario di uno scalatore” riflessioni che toccano entrambi gli aspetti dell’arrampicare, dandogli una dimensione sia fisica che spirituale. C’è il corpo innanzitutto, preparato già dai riti propiziatori (un’occhiata al cellulare, le scarpe perfettamente allineate a terra) a staccarsi da terra in continui movimenti laterali, digressioni, cambi e assestamenti di peso. Il modo più lento di percorrere la superfice terrestre (“per fortuna il segreto non sta nella velocità ma nell’equilibrio”) superando la forza di gravità che ci vuole saldamente ancorati al suolo, riscoprendo la memoria dell’impresa eroica del neonato che gattonando sale i primi gradini e del bambino che vince la prova l’albero più alto del giardino. L’arrampicata mostra così una radice spirituale nel essere una metafora della salita iniziatica, nel riscoprire i gesti rimossi delle scimmie che eravamo tanto tempo fa e la memoria più recente del bambino che sfida il divieto del “nonsifa”.

Il viaggio verticale non è né un saggio e né un memoriale (anche se non mancano le osservazioni sulla tecnica o gli aneddoti personali), è piuttosto un breviario filosofico dello scalatore, una raccolta di spunti e di impressioni sul mondo di chi vive la propria vita in un’altra dimensione, quella della verticalità, del volo estraneo all’uomo, sia che lo faccia su una mongolfiera o attaccato a una corda. Questo è un libro che si fa molto apprezzare per la ricchezza di spunti e rimandi a storia, filosofia e letteratura, un’ottima prima lettura sia per chi vuole farsi un’idea a tutto tondo su questo mondo e sia per chi di arrampicata e alpinismo già se ne intende ed è alla ricerca di suggestioni (e magari di slancio per nuove imprese). Un libro raffinato e ben scritto, assolutamente consigliato.

“In placca conta solo l’intelligenza. E il controllo. Quando sei spalmato a braccia tese sulla lavagna levigata, e ti tremano le gambe, e il chiodo è oscenamente lontano, e ti chiedi come hai fatto a spingerti lassù per cadere in una maledetta trappola senza via d’uscita non ti resta che governare i battiti del cuore, alzare lo sguardo e aguzzare la vista. «Guarda bene» sussurri per non rompere l’equilibrio «ci sarà pure qualcosa!»”

“La scalata è l’unica attività umana in cui il corpo si muova ancora a quattro zampe, anche se in posizione verticale. Non esiste movimento più spontaneo e primordiale, e sarebbe fin troppo facile appellarsi alla scimmia che ci ha preceduto nella scala evolutiva, o molto più semplicemente al bambino un po’ frustrato che rimane in noi tutta la vita. «Ritrovarsi nella condizione più antica: soli davanti alla pietra cieca e sorda» ha annotato sul diario Christopher McCandless, il ragazzo visionario di Into the Wild…”.

Enrico Camanni, alpinista e giornalista torinese, ha fondato il mensile “Alp” e 
la rivista internazionale “L’Alpe”. Oggi dirige il trimestrale “Turin” e collabora con “La Stampa”. Ha scritto Di roccia e di ghiaccio. La storia dell’alpinismo in 12 gradi (Laterza, 2013) e aggiornato La storia dell’alpinismo di Gian Piero Motti (Priuli & Verlucca, 2013). Ha trattato le Alpi contemporanee ne La nuova vita delle Alpi (Bollati Boringhieri, 2002), Il Cervino
è nudo (Liaison, 2008)
e Ghiaccio vivo. Storia e antropologia dei ghiacciai alpini (Priuli & Verlucca, 2010). Ha scritto sei romanzi ambientati in diversi periodi storici e ha curato i progetti del Museo delle Alpi al Forte di Bard, del Museo interattivo al Forte di Vinadio e del Museo della Montagna di Torino. È vicepresidente dell’associazione “Dislivelli”.

Autore: Enrico Camanni

Titolo: Il viaggio verticale

Editore: Ediciclo

Anno di pubblicazione: 2014

Pagine: 144

Prezzo: 14,50 euro

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Sara Meddi

Sara è nata nel 1985 vicino Roma. Da bambina, prima di convertirsi alla letteratura, sognava di fare la paleontologa o, in alternativa, la disegnatrice di costruzioni Lego. Adesso lavora da qualche anno nell’editoria come redattrice freelance. Votata da sempre al pendolarismo adesso si divide tra Roma e il Trentino; quando non è in treno vive con il marito, un bimbo, due gatte e un congruo numero di libri. Nel (raro) tempo libero corre, guarda film horror e gioca con discreto successo a Super Mario.

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