La creatura del desiderio

Alessandra Stoppini

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CamilleriCreatura_72dpi“La storia che racconteremo ha il suo inizio nel 1912 a Vienna e la sua fine nel 1919 a Dresda”. Il romanzo La creatura del desiderio di Andrea Camilleri (Skira 2014) racconta “una reale passione amorosa, spinta fino all’ossessione e alla follia” basata “in gran parte su documenti autentici di vita vissuta” come scrive nella nota finale del volume l’autore siciliano.

I protagonisti di questa liaison del secolo scorso, vissuta nel cuore della Mitteleuropa, sono il pittore austriaco e drammaturgo Oskar Kokoschka (1886 – 1980) e la compositrice e pittrice austriaca Alma Schindler nota come Alma Mahler (1879 – 1964), classica femme fatale allora da poco vedova del “notissimo compositore e direttore d’orchestra Gustav Mahler”. Nel 1911 il giovane Kokoschka apprezzato e nello stesso tempo discusso nei circoli artistici tedeschi, nonché stroncato dalla critica, era tornato da Berlino a Vienna dove vivevano i genitori.

Qui Oskar aveva trovato un posto stabile in un liceo privato come insegnante di disegno. Galeotto per l’incontro tra Kokoschka e Alma era stato il ritratto che il noto pittore Carl Moll aveva commissionato a Oskar. Frequentando la bella casa di Moll nella spumeggiante Vienna, Oskar aveva conosciuto una delle due figliastre dell’artista, Alma “bellissima, di grandissimo fascino” a 18 anni già amante di Klimt, aveva sposato Mahler “divenendo così la regina del mondo intellettuale dell’epoca”. In quel periodo storico nel quale l’Europa “sembrava ballare spensieratamente sull’orlo di un abisso” Alma aveva deciso di sedurre l’impacciato, timido e “selvaggio” pittore.

Al primo incontro ne sarebbero seguiti altri focosi e sempre più appassionati per poi divenire soprattutto litigiosi, perché Oskar aveva preteso che Alma abbandonasse il mondo dorato da lei frequentato che vedeva come un pericolo costante per il loro amore. Nessun uomo al mondo avrebbe potuto imbrigliare l’anima libera e indomita di Alma alla quale interessavano solamente artisti, musicisti e scienziati, cioè persone non comuni. Alma desiderava essere per loro (tra le sue conquiste l’architetto Walter Gropius, lo scrittore Franz Werfel e molti altri) non solo un’amante ma una sorta di musa ispiratrice. Con Oskar questa donna dal “palato raffinato” aveva provato “un benessere perfetto” ma le continue incomprensioni avevano posto la parola “fine” a una relazione durata quasi tre anni. Alma era uscita dalla vita di Koloschka. “È stato l’uomo col quale ho più litigato ed è stato l’uomo col quale sono stata più felice”.

Il sempre bravo Andrea Camilleri in questo romanzo ben tratteggiato diventa cronista di una passione intensa, bruciante, divorante, una vera e propria fissazione da parte del protagonista, ossessionato dal corpo di Alma. Oskar Kokoschka era geloso di ogni influenza esterna su di lei e umiliato di non poterle offrire quel tenore di vita al quale la Mahler era abituata. Testimonianza di ciò sono le oltre 400 lettere che gli amanti si scrissero e i disegni che l’artista fece alla sua musa, disegni che Alma aveva recuperato insieme alle missive nella casa che avevano condiviso sul Summering. Nel frattempo Oskar, una volta scoppiata la I Guerra Mondiale, si era arruolato come volontario cercando la morte. “Alma, il desiderio di te mi consuma… Non so dove sei adesso, ma credo che tu sia entrata totalmente dentro di me, dentro le mie emozioni…”.

Alma, fisicamente assente ma presente nei taciuti pensieri di Oskar, un’immagine tanto forte da sovrapporsi a quella di altre donne, giacché nessun’altra era riuscita a scalfire la sua presenza costante, inarrivabile, inafferrabile creatura del desiderio, entrata nel sangue come un veleno sottile o meglio come una potente droga. Impossibile dimenticarla, da qui l’idea di Kokoschka di farsi costruire, una volta rientrato in patria nel 1918 al termine del conflitto pieno di ferite materiali e morali, una bambola a grandezza naturale con le sembianze del perduto amore. “Gioco immaginario”, copia conforme, simulacro di Alma Mahler. “… sono di mese in mese sempre più impaziente di vedere questa creatura del desiderio…”. Alma Mahler e Oskar Kokoschka si incontrarono per caso nel 1922 a Venezia alla Biennale mentre lei era intenta a guardare delle tele dell’artista. Oskar le fissò un appuntamento al Florian per il mattino seguente ma l’indomani il pittore preferì non presentarsi. “Probabilmente, se ci fosse andato, non vi avrebbe trovato Alma”.

Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925) ha pubblicato per Sellerio i romanzi della serie del commissario Montalbano e diversi romanzi storici tra cui Il birraio di Preston, Il re di Girgenti, La scomparsa di Patò, Il nipote del Negus. Ha pubblicato con Mondadori alcune raccolte di racconti del commissario Montalbano e diversi romanzi tra cui La pensione Eva, Un sabato con gli amici, L’Intermittenza. Per Skira ha pubblicato nella collana di Narrativa Il Cielo Rubato. Dossier Renoir (2009), La moneta di Akragas (2011), La Vucciria di Renato Guttuso (2011) e Dentro il labirinto (2012).

Autore: Andrea Camilleri
Titolo: La creatura del desiderio
Editore: Skira
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo: 14,50 euro
Pagine: 144

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Alessandra Stoppini

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