Il taccuino di Bento

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il_taccuino_di_bento_02Da marzo in libreria per Neri Pozza, Il taccuino di Bento scritto da John Berger. Forse non tutti sanno che il filosofo Baruch Spinoza – detto Bento –, uno degli esponenti del razionalismo del XVII, antesignano dell’Illuminismo e sommo conoscitore dell’esegesi biblica, disegnava. Anzi, era intimamente ossessionato dal disegno. (segue comunicato stampa)

Dopo la scomunica e la cacciata dalla comunità ebraica di Amsterdam, si dedicò al disegno con un trasporto così assoluto che, quando non lavorava come tornitore di lenti, si rinchiudeva nel suo studio ad abbozzare figure o paesaggi, a tracciare centinaia di schizzi a matita e a china. Quando morì, i suoi amici recuperarono le sue lettere, i manoscritti, gli appunti, ma non trovarono nessuna traccia dei suoi disegni. Molti anni dopo, a John Berger viene regalato un vecchio taccuino da disegno e l’autore, mosso da un impulso segreto e convincente, sente che quel libricino è proprio quello di Baruch Spinoza.

Inizia così un dialogo a due voci e a quattro mani in cui l’autore e saggista inglese – convinto che nella silenziosa pratica del disegno risieda la chiave per accedere al senso del mondo e delle cose – immagina di rileggere le parole del filosofo olandese, e di osservare il mondo con i suoi occhi. Il risultato è un libro che, con una prosa limpida e delicata, crea un ponte tra l’Olanda del XVII secolo e il tempo inquieto in cui viviamo. Una mappa stupefacente che aiuta a orientarsi nel nostro incerto presente, a indagare la sostanza profonda delle cose, e la relazione che ci lega a esse.

ISBN 9788854505384
Traduzione dall’inglese di Maria Nadotti
Euro 12,90
Pagine 176
Collana: Biblioteca Neri Pozza
«Calorosamente avvincente, filosofico, imprevedibile e, a tratti, terribilmente commovente…».
Booklist
«Una prosa chiara, sinuosa. Un’opera dalla singolare saggezza».
The New York Times Book Review
«Un volume breve e sorprendente che ci regala una profonda riflessione sull’arte, sul processo creativo e su molto altro… paragonando la realizzazione di un disegno con il guidare una moto, Berger compie ogni interazione e connessione come se fosse fondamentale per il genere umano. E il lettore vedrà con occhi nuovi».
Kirkus
«Una riflessione edificante».
New York Times Style Magazine
John Berger (1926) è noto in tutto il mondo come critico d’arte, poeta, giornalista, narratore, sceneggiatore cinematografico, autore teatrale e disegnatore inglese. Da oltre trent’anni vive in un piccolo villaggio delle Alpi francesi. Collabora con El País, The Guardian e The Indipendent. Tra i suoi lavori tradotti in italiano ricordiamo i romanzi Ritratto di un pittore(Bompiani, 1961), Festa di nozze (Il Saggiatore, 1996) Qui, dove ci incontriamo (Bollati Boringhieri, 2005) e i saggi, Questione di sguardi (Il Saggiatore, 1998) e Modi di vedere (Bollati Boringhieri, 2004). Nel 2012 Neri Pozza ha pubblicato G. – con cui Berger vinse il Man Booker Prize nel 1972 – e, nel 2013, Contro i nuovi tiranni.

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