Inutile Tentare Imprigionare i Sogni

Augusto Leone

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InutileTentareImprigionareSogni_miniIn Inutile Tentare imprigionare i sogni (Marcos y Marcos 2013) di Cavina, il prof di meccanica dell’istituto tecnico Alberghetti  di Imola, soprannominato dai suoi allievi “ Conte Vlad” prima di abbandonare la scuola per andare a scavare pozzi in Cambogia passa a dare l’addio all’aula 7: lì guarda per l’ultima volta   i tecnigrafi da disegno che le conferiscono un’aria da pomeriggio alla giostre, la lavagna con gessi e cimosa, la finestra sulla facciata di un nosocomio e sorride all’allievo Creonti, reduce da una sospensione, accennando a dargli un  mezzo schiaffo.

Quello stanzone squallido, dove si parcheggia ogni mattina un campionario di adolescenti bizzarri, finirà per portarselo via con sé dall’altra parte del mondo. La scuola per insegnanti ed allievi è infatti la  gabbia magica, nella quale una volta liberati si vorrebbe tornare, magari restandoci per sempre, nostalgia del passato o delusione del presente che sia. Cristiano Cavina per penetrarne la misteriosa paradossalità si affida alla pirotecnica clownesca dello svogliato e inconcludente studente Creonti: è la sua effervescenza verbale a mutare corridoi, aule, docenti, spiegazioni, conversazioni, amicizie ed amori  in un castello incantato dove, come se fossimo in una pagina di Harry Potter, ogni cosa procede  inventandosi leggi proprie.

Eppure non siamo nel castello di Hogwart, siamo in Emilia Romagna e tutto ciò che ci viene descritto dalla voce narrante del protagonista corrisponde rigorosamente alla realtà: gli edifici scolastici sono fatiscenti, i programmi sono anacronistici e inadeguati, i docenti frustrati, gli studenti impreparati, risse, droga,  e non c’è assolutamente niente che con tutta la buona volontà si potrebbe idealizzare; anzi l’Alberghetti è un istituto superiore esemplare di tutte le scuole superiori del Bel Paese. Ma com’è che l’indubbia cattiveria rappresentativa del reportage nei gironi dell’inferno soprattutto ci commuove e ci fa sorridere, come se indossassimo degli occhiali multicolori trasfiguranti?

A raccontarci le sue sventure  nel locus horribilis è uno scanzonato Pinocchio dei nostri giorni: egli ricorda di aver iniziato la sua carriera del crimine tentando di liberare gli uccellini da richiamo tenuti sotto chiave nella cantine del palazzo dai suoi coinquilini cacciatori, ma scopre che solo un merlo ha avuto il coraggio di volare via, tutti gli altri della libertà sono terrorizzati; venti centimetri di gabbia immerdata è tutto quello che hanno a questo mondo, ma stanno lì a cantarsela beati tutto il giorno. Che idea stupida è stata la sua, conclude! Il Pinocchio del 2013 è consapevole che gli hanno distrutto il Paese dei Balocchi e che quindi è  costretto a costruirsene uno a sua misura altrove, in una decrepita aula 7, dove tentare di imprigionare i sogni è inutile.

Cristiano Cavina nasce a Casola Valsenio nel maggio del 1974; cresce in viale Neri, nelle case popolari, con le cantine piene di uccelli da richiamo e un albero magnifico che fa ombra in cortile. Ci vive ancora adesso: Made in Casola è il suo marchio di fabbrica, la firma in calce a tutte le sue mail. Scopre la magia della narrazione al bar, ascoltando i racconti dei vecchi; quando poi comincia a leggere libri, la sua strada è tracciata. Lui di sé dice di sentirsi un bravissimo lettore; che è un grande narratore possiamo dirlo noi, i suoi lettori sempre più numerosi, i librai che lo seguono da sempre, i critici più severi.Ama raccontare le cose che conosce da vicino: la sua infanzia in Alla grande (Premio Tondelli) e Un’ultima stagione da esordienti; l’epopea di Nonna Cristina in Nel paese di Tolintesàc; la sua storia di figlio senza padre e di padre fuori dagli schemi nei Frutti dimenticati (Premio Castiglioncello, Premio Vigevano, Premio Serantini, Selezione Premio Strega). Scavare una buca è ambientato nell’immensa cava di gesso alle porte di Casola Valsenio. Inutile Tentare Imprigionare Sogni nasce dalla condanna a cinque anni di itis che gli è toccato scontare, e rivela più che mai la sua voce forte e chiara, il suo sguardo ridente di narratore per natura.

 Autore: Crisitiano Cavina
Titolo: Inutile Tentare Imprigionare Sogni
Editore: Marcos y Marcos
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 215
Prezzo: 16 euro

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Augusto Leone

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