Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi

Michele Lupo

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Ogni storia d'amore è una storia di fantasmiAspettavamo di leggerla, la biografia di David Foster Wallace, Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi (Einaudi) scritta da D.T.Max. Perché la sua storia, umana e letteraria, non è una storia qualunque e perché si sapeva che D.T. Max aveva cercato di intrecciare l’estetica dello scrittore del Midwest  con le sue travagliate, dolorose vicende personali: mantenendosi al riguardo, va detto, sobrio e ragionevole.

Intanto, alla luce del racconto, andrebbe revocata in dubbio l’idea di alcuni recensori secondo la quale il male di DFW fosse la dipendenza. La dipendenza (da qualsiasi cosa) appare piuttosto il sintomo, il legittimo bisogno di un soccorso, di proteggersi, di farcela – non il male in sé. Forse solo chi l’ha sperimentata sulla propria pelle può comprendere la ferocia di un attacco di panico. Solo così si può comprendere lo strazio di una vita cui decidi di mettere anzitempo la parola fine perché il male te l’ha resa intollerabile. E’ quello che pensi quando ben presto, dopo poche pagine, il racconto che D.T. Max fa degli anni dell’adolescenza di David Foster Wallace, ti mette davanti i primi crolli di uno scrittore geniale (si può amare oppure no, l’autore di Infinite Jest, ovvio, ma solo un imbecille non ne vede la genialità).

Chiunque conosca le opere di DFW  prova uno terrificante sconcerto nel notare lo stridore fra il rigoglio della sua prosa e della sua intelligenza (per alcuni potrebbe essere un limite: in un certo senso, o in certi periodi della sua vita, lo era persino per l’autore) e la presenza di un male in grado di azzerare chiunque. Commovente anche per chi ha un’idea molto diversa di letteratura.

Sembra un bambinone, David, insieme imbranato e arguto, insofferente, uno sguardo comico micidiale, un insicuro patologico capace di pensare seriamente di uccidere il marito della poetessa Mary Karr che amò di un amore tutt’altro che facile. In una vita che non lo fu in niente, nonostante i suoi molti talenti, restava una costante per quest’uomo ricco di estro e humour che ben presto fu costretto a riconoscere la propria struttura neurologica come “estremamente sensibile”: un fantasma velenoso che poteva apparire in qualsiasi momento: terrore di provare ansia, poi panico e cicliche, rovinose cadute. Tanto che si può leggere questa storia come un calvario di agguati, temuti e puntualmente verificatisi: non passa mai troppo tempo fra una crisi e l’altra, a scatenarla basta poco. David lo sa; se l’insegnamento in alcuni periodi lo sfianca tanto da impedirgli di scrivere, sa pure che senza un’entrata sicura non può permettersi le cure di cui ha bisogno (quella di David è anche, e molto, una vita di college: di studente e di insegnante: ovviamente eccentrico e invidiato, ansioso e competitivo).

Il biografo (la cui documentazione è costruita con l’apporto di parenti, amici, scrittori, e donne più o meno amate) non gli risparmia nulla: episodi o vezzi non entusiasmanti sono descritti e narrati insieme agli sviluppi dell’opera. Debordante anch’essa fino una sorta di harakiri (non meramente biografico): perché lo scrittore punta le armi più sofisticate contro (una parte di) se stesso: contro la fiacchezza stucchevole del postmoderno, contro la superfetazione dei materiali narrativi (e la concettualizzazione degli stessi in corpore vili), contro l’ironia che si è fatta linguaggio dominante, pratica sociale prima che linguistica: paradosso di un mood che non irride più il potere (che non sa, non vuole farlo) ma chi (chi?) si ostina a volerlo ribaltare. Contro l’ironia sciatta (e furba) di cui è maestra la Tv. perseguita da torme di scrittori debilitati. Nella storia di DFW c’è l’attraversamento di un (impossibile?) destino della letteratura. E di ciò che una volta si definiva l’uomo occidentale.

D. T. Max (New York)  Laureato a Harvard, ha cominciato a scrivere per il «New York Observer», il «New Yorker» e il «New York Times Magazine». Il suo libro precedente era un saggio dal titolo The Family that Couldn’t Sleep. A Medical Mistery (2007). Attualmente vive in New Jersey.

 Autore: D. T. Max

Titolo: Ogni storia d’amore e una storia di fantasmi. Vita di David Foster Wallace

Traduzione: Alessandro Mari

Editore: Einaudi Stile Libero

Pag: 512

Prezzo: 19,50 euro

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Michele Lupo

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