Scrittura&Scritture: intervista a Chantal ed Eliana Corrado

Andrea Camillo

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scritturascritturePer la sua rubrica dedicata all’universo delle case editrici, il Recensore ha incontrato Chantal ed Eliana Corrado, fondatrici di Scrittura&Scritture.

Come è nata l’idea della casa editrice?
Come nascono i sogni: tu fai un sogno ma non sai perché lo hai fatto. Ecco, Scrittura & Scritture è nata così. Come un sogno. E come dai sogni ti ci svegli, prima o poi, e noi, anche da sveglie diciamo sempre, ogni giorno: “però, che bel sogno che stiamo facendo, vogliamo che continui”. Non siamo “figlie d’arte”, quindi non eravamo preparate a tutto ciò. È partito tutto dall’amore per il dietro le quinte del libro, e dalla passione per il mondo ammaliatore dell’editoria che con le sue spire ti avvolge e difficilmente ti lascia andare via, anche se richiede grandi competenze, studio, aggiornamenti, e innovazione continui, dedizione totale e una buona dose di abnegazione e sacrificio. Si va avanti perché è un sogno bellissimo che vuoi continuare a fare, notte dopo notte, o dal quale vorresti non svegliarti mai.

Raccontateci la vostra giornata lavorativa. Come è strutturata la redazione e come si svolge il vostro lavoro?
Non c’è una giornata tipo ma differenti tabelle di marcia a seconda delle priorità che le varie cose da fare hanno (e invocano a gran voce) di volta in volta. C’è però una cosa che accomuna tutte le giornate in redazione: il ripetersi ogni mattina che le risorse umane sono limitate e il tempo non può essere sprecato.

Quali sono i vostri dettami per le proposte editoriali e che cosa deve avere un’opera per colpirvi?
I dettami per le opere da proporre sono pochi e semplici e sono tutti elencati in maniera chiara sul nostro sito web. Un paio su tutti: testo in formato cartaceo, in barba all’era digitale (e qui già sentiamo il coro di buuuhhh che si alza tra i lettori-aspiranti scrittori, ma ce ne freghiamo e andiamo avanti) e una proposta che sia frutto di un qualcosa di pensato e di sensato e non i diari-sfoghi personali o le proprie biografie mascherate da pseudo-romanzi, che ci provocano, lo diciamo chiaramente fastidiose irritazioni. Un po’ per scelta, un po’ per dimensioni della casa editrice non pubblichiamo molti libri l’anno, perciò dobbiamo essere molto selettive, diciamo che ci colpiscono quei testi che ci lasciano qualcosa dentro, qualcosa che non sai bene cos’è ma è qualcosa a cui per giorni continui a pensare. Qualcosa che a volte ti fa anche male.

Il dibattito sull’editoria a pagamento è sempre attuale ed è puntualmente contraddistinto da toni accesi e condanne. Voi cosa pensate di chi paga e fa pagare per la pubblicazione di un’opera?
Crediamo che il dibattito sia fin troppo acceso. Scrittura & Scritture è notoriamente contraria all’editoria a pagamento sotto qualsiasi forma. Ma, crediamo che non siano le EAP (case editrici a pagamento) ad essere messe al bando (sebbene, meglio chiarire, non sia una cosa illegale) quanto piuttosto gli autori che cedono alle lusinghe dell’editore a pagamento. Tuttavia,  crediamo che gli aspetti che guastano l’editoria vera, quella seria, e che andrebbero veramente condannati sono ben altri ma di  questi si preferisce tacere. Per questi non si troveranno mai liste nere e liste bianche. Perciò che dirti: che si spari pure solo sugli editori, se questo può far star bene.

Avete dedicato ben due collane alle pubblicazioni in ebook: “Voci” per i romanzi “moderni, contemporanei e storici” e “I Minuti” per la narrativa breve. Da cosa  è nata questa scelta?
Precisiamo che non sono due collane di ebook ma collane già in essere per i libri cartacei. Stiamo solo provvedendo gradualmente a rendere gli stessi disponibile anche in versione e-book. Il mercato evolve e noi cerchiamo di stare al passo.

Parlateci del vostro libro di punta. Quali soddisfazioni vi ha dato e come si gestisce un volume che genera profitto e visibilità?
In una piccola casa editrice come la nostra non parliamo mai di libro di punta, sarebbe come chiedere a un genitore quale tra i suoi figli sia quello preferito, per ogni libro e autore vengono spesi in ugual misura le stesse energie, competenze, passione e quant’altro serva a mettere sul mercato dei buoni libri. Poi, ogni libro, ogni autore, trova la sua strada e il suo pubblico. Ecco, è il pubblico a scegliere. Nel bene e nel male. È il pubblico a fare di un libro un libro di punta. A noi tocca il compito di fare sempre bene il nostro lavoro e di dare sempre il massimo, prima e dopo la pubblicazione.

C’è un titolo, tra quelli dei vostri colleghi, che avreste voluto pubblicare voi?
I libri sono il nostro mondo, non solo lavorativo. Amiamo leggere e quando troviamo un buon libro siamo sempre soddisfatte e contente per il collega che lo ha scovato ed editato. Ammirazione e rispetto per i nostri colleghi, sempre.

Perché uno lettore o uno scrittore dovrebbe scegliere proprio la vostra casa editrice?
Bella domanda a cui non compete certo a noi la risposta. Domandiamolo agli scrittori e ai lettori, che ne dici?

Il nodo della distribuzione in libreria è un cardine del meccanismo editoriale. In che modo affrontate questo aspetto?
Con grande pazienza e determinazione. Mettendoci sempre nei panni del distributore o del libraio, che hanno di sicuro il loro bel da fare. Certo, molto spesso non capiamo alcune scelte promozionali o espositive, altre volte  rimaniamo di sale difronte a delle chiusure fatte “a prescindere”, ma siamo ostinate e andiamo avanti per la nostra strada provando a collaborare laddove ce ne viene offerta la possibilità, tentando di andare incontro alle esigenze di distributori e librai. A volte ci riusciamo, altre no. Ma non si può riuscire sempre in tutto, no?

Quali sono i vostri progetti futuri?
Tanti ma rivendichiamo la nostra napoletana scaramanzia. Diciamo piuttosto che siamo editrici di fatti più che di parole e preferiamo che siano i progetti realizzati a parlare per noi, piuttosto che i progetti del fare. E poi, se sveliamo tutto ora come faremmo a tenere viva la curiosità e l’attenzione del Recensore su di noi (e qui la strizzata d’occhio è d’obbligo)?!

 Un ringraziamento a Chanta ed Eliana Corrado e a Scrittura&Scritture.

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Andrea Camillo

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