La nemica – Legami di sangue

Alessandra Stoppini

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9788861923409aLa nemica e Legami di sangue di Irène Némirovsky (Elliot Edizioni 2013) sono due piccoli capolavori della grande scrittrice finora inediti in Italia che la casa editrice romana ha recentemente pubblicato. “Non lo vedi che se ne infischia di noi?”. Nel dicembre del 1919 in una Parigi da poco uscita dai drammi della I Guerra Mondiale, Gabri e Michette Bragance se ne stavano impalate nel bel mezzo dell’Avenue du Bois – de – Boulogne cercando la madre tra la folla. In quel limpido mattino d’inverno gelido e pieno di sole il viale era gremito di gente e nessuno faceva caso alle bambine, 11 anni la più grande e la seconda di 5, che attendevano impazienti come avveniva tutti i giorni, che la loro madre si profilasse all’orizzonte. Ma ecco che Mammina veniva da loro “una bella donna, fine come un soprammobile: sembrava fatta d’oro e di bianco come le bambole di Saxe”. Francine si accompagnava con un signore sconosciuto alto e dinoccolato e Gabri osservava la madre con un malanimo innato e con quel fiuto eccezionale che hanno i bambini nell’individuare quanto c’è di segreto e anormale nella vita dei propri genitori. “Egoista” e “schifosa”, così era giudicata la bella Francine dalla propria bambina, la donna agli occhi di Gabri non era altro che una piccola borghese che aveva letto troppi romanzi, avida di denaro e di lusso.

Il padre delle piccole, Léon Bragance, prima della guerra era stato un piccolo impiegato in un ufficio legale, si era arricchito nel dopoguerra ed era uno di quegli uomini che invecchiano presto minati dalla febbre per i grandi affari come altri dall’alcol e dal gioco. “Vorrei vendicarmi Michette”, era questo il pensiero fisso di Gabri quando ripensava con dolore alla sorellina morta per un banale incidente domestico. La ragazza viveva in uno stato di odio perpetuo rabbioso e triste nei confronti di Francine i cui principi erano fatti di una stoffa morbida e malleabile che si poteva tagliare e modificare a volontà. Ora Gabri era cresciuta diventando una giovane e bellissima donna che aveva in mano l’arma per potersi vendicare della propria madre, quella donna che non aveva mai pensato a osservare la figlia superstite, mai cercato di capire i suoi sogni, i desideri e i dispiaceri. La triste verità era che Francine non conosceva Gabri, perché la donna aveva sempre e solo cercato la sua felicità e il suo piacere.

Pubblicato nel luglio del 1928 sulla rivista letteraria Les Oeuvres libres dell’editore Fayard L’ennemie, è un romanzo breve, autobiografico firmato dall’autrice con lo pseudonimo di Pierre Nérey. Nérey (anagramma di Yrène/Irène) descrive la madre di Irène Némirovsky, Anna, egoista, superficiale, viziata dal marito che si dilettava a tradire e che non aveva mai amato la figlia, perché Irène come Gabri rappresentava “un estratto di nascita vivente”. Nel suo secondo libro pubblicato, l’autrice viviseziona e condanna senza appello una madre e lo fa con il suo consueto stile elegante e sintetico che non si finisce mai di riscoprire. Un altro magnifico affresco della Francia, di Parigi e dei suoi abitanti. “Il quadro era grazioso e affascinante, delimitato da una parte dagli alberi argentati del Bois e dall’altra dalla mole tarchiata dell’Arco di Trionfo, grigio e rosa nel sole”.

I Legami di sangue costano abbastanza cari in ciascuna famiglia e ciò vale anche per i Demestre, i cui membri sono legati da rivalità, ipocrisie e gelosie. Albert, Augustin e Alain si trovavano con le rispettive mogli ogni domenica a pranzo dalla madre Anne ma nel resto del tempo ciascuno aveva la propria vita “i propri crucci e i propri amici, che erano diversi dalla vita, dalle preoccupazioni e dalle relazioni dei suoi fratelli”. Albert era ricco, Augustin era dominato dalla moglie e Alain era sempre chiuso nelle sue imbronciate fantasticherie. Non si potevano considerare nemici ma estranei che “ormai avevano in comune soltanto il cognome e qualche lineamento del volto”. La madre li compativa tutti, anche se per lei quelle cene della domenica erano una grande gioia, cene dove la conversazione generale sembrava sempre un tessuto di banalità attentamente purgata da qualsiasi parola sincera o profonda. Liens du sang edito nel 1936 ci fa comprendere come a volte la famiglia sia un coacervo di odi insanabili coperti da comportamenti irreprensibili. “Le nuore provavano un piacere particolare, un po’ crudele, a dimostrarle deferenza e tenerezza”.

Irène Némirovsky nacque a Kiev, in Ucraina l’11 febbraio 1903 da una ricca famiglia ebraica e sin dalla propria adolescenza iniziò ad appassionarsi alla letteratura. Il padre, di origini francesi, era uno dei più potenti banchieri russi dell’epoca. Quando scoppiò la Rivoluzione Russa nel 1917, tutta la famiglia Némirovsky abbandonò San Pietroburgo per rifugiarsi in Francia, dove la scrittrice trascorse anni felici fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Il suo primo romanzo David Golder ottenne un grande successo. Nel 1926 sposò l’ingegner Michel Epstein e da quest’unione nacquero due figlie. Quando l’antisemitismo si fece sempre più minaccioso, Irène decise di farsi battezzare insieme alle proprie figlie ma nonostante ciò fu arrestata nel luglio del 1942 e deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, dove morì di tifo un mese dopo. La stessa sorte toccò nello stesso anno al marito, gasato appena giunto nel medesimo campo di sterminio. Dei suoi romanzi citiamo Il ballo (2005), Suite francese (2005), David Golder (2006), Jezabel (2007), I Cani e i lupi (2008), Il calore del sangue (2008), I doni della vita (2009), Due (2010), Il malinteso (2010), Il vino della solitudine (2011), Il signore delle anime (2011), I falò dell’autunno (2012) tutti pubblicati da Adelphi. Elliot ha pubblicato nella collana Lampi La sinfonia e altri racconti (2012).
La nemica e Legami di sangue sono tradotti da Monica Capuani.

Autore: Irène Némirovsky
Titolo: La nemica
Editore: Elliot
Pubblicazione: 2013
Prezzo: 16 euro
Pagine: 151
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Autore: Irène Némirovsky
Titolo: Legami di sangue
Editore: Elliot
Pubblicazione: 2013
Prezzo: 9 euro
Pagine: 90

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Alessandra Stoppini

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