La gemma di Siena

Alessandra Stoppini

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La gemma di SienaIl giorno del suo diciannovesimo compleanno, Pia de’ Tolomei, la donna più bella di tutta Siena, avrebbe ricevuto in dono una collana e un marito. È l’incipit di La gemma di Siena di Marina Fiorato (Editrice Nord 2013) il nuovo affascinante romanzo storico dell’autrice inglese di origini italiane. Siena 1723. È il secondo giorno di luglio, la data del Palio, il Drappellone conteso dalle varie contrade che si corre nella stupenda conchiglia di Piazza del Campo.

Nel giorno più atteso e importante dell’anno nel quale ciascuno aveva il proprio ruolo e il proprio posto, Pia de’ Tolomei (figlia ed erede della famiglia più importante della contrada della Civetta discendente dalla stirpe tolemaica che aveva regnato sull’antico Egitto) era infelice perché costretta a sposare Vincenzo Caprimulgo (appartenente alla contrada dell’Aquila), uomo violento e meschino. “Per otto lunghi anni aveva vissuto giorno dopo giorno, aspettando di essere impacchettata e consegnata a un qualunque giovane rampollo della nobiltà senese”. Pia aveva trascorso tutti i suoi diciannove anni chiusa in una serra, come un fiore raro e intatto. La ragazza era stata cresciuta come una gemma rara da conquistare, ora con quest’orribile unione, ogni piccola speranza era tramontata. Ma proprio durante la corsa Vincenzo aveva trovato la morte disarcionato dal suo cavallo Berio, il più veloce di tutto il granducato. La folla era ammutolita, Violante Beatrice di Baviera, Principessa di Toscana e Governatrice di Siena, vedova senza eredi da dieci anni di Ferdinando de’ Medici che assisteva allo svolgimento della gara dal balcone del meraviglioso Palazzo Pubblico era sconvolta. Pia nella ressa aveva notato uno splendido giovane che assomigliava a un angelo dipinto dai lunghi riccioli mori legati in una treccia con un nastro dei colori della Torre. La giovane allora non poteva immaginare quanto questa nobile figura di cavaliere sarebbe diventato importante per lei. “Pia non lo conosceva, ma era senz’ombra di dubbio la creatura più bella su cui le fosse mai capitato di posare lo sguardo”.

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Alessandra Stoppini

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