Io vi maledico

Andrea Camillo

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Io vi maledicoGiuseppe Corisi, operaio dell’Ilva, pochi giorni prima di morire ha fatto mettere davanti casa una lapide che recita: «Nei giorni di vento da nord veniamo sepolti da polveri di minerale e soffocati da esalazioni di gas provenienti dalla zona industriale Ilva. Per tutto questo gli abitanti maledicono coloro che possono fare e non fanno nulla per riparare.» Il viaggio di Concita De Gregorio e del suo Io vi maledico (Einaudi Stile Libero, 2013) comincia da qui.

Nel Prologo, l’autrice paragona le testimonianze che ha raccolto a tante piccole pietre di un rosario («non di una preghiera, però. Di una maledizione»), ma questo libro può essere qualcosa di più. Le storie che vengono qui raccontate trapelano di sentimento, di rabbia, frustrazione, indignazione, scoramento, indignazione, speranza. Le voci messe insieme dalla De Gregorio sembrano costituire un unico blocco di dolore che, osservato da vicino, mostra tutte le sue sfaccettature, i suoi dilanianti particolari. Non un teatro della sofferenza, ma il mosaico della dignità umana di fronte alle angosce inflitte da chi non ascolta e si gira dall’altra parte. Il rischio di scivolare impietosamente nel lamento patetico era grande, ma scorrendo le pagine di Io vi maledico al lettore non viene permesso di lasciarsi trasportare dalla rabbia cieca, né c’è spazio per un disgusto fine a se stesso e per la facile condanna. Con questo libro Concita De Gregorio consente il ritorno alla più semplice e alla più potente delle pratiche civili: l’ascolto.

Si ascoltano una dopo l’altra le storie di Giacomo Firinu, minatore della Carbonsulcis che voleva partecipare a X-Factor, di Paola che non accetta i calmanti prescritti dal medico per suo figlio Michele, quattro anni e troppo vivace, di Flavia Schiavon che ha dovuto occuparsi della ditta del padre dopo che quest’ultimo si è sparato per i debiti, c’è il racconto di Anna, laureata in Lettere classiche con un professore che non sapeva aprire le email. E ancora, le cronache vere della Spagna e della Grecia, delle donne dei call center costrette a rispondere ai maniaci per non perdere gli 80 centesimi dello scatto, di Emmanuela Antonucci e della casa crollata che ha seppellito le operaie al lavoro nel «sottano», di Biagio Sciancalepore morto nella cisterna che aveva trasportato zolfo fuso.

Episodi noti e meno noti grazie e per colpa della cronaca, che si imprimono nelle pagine come un marchio infuocato, indelebile. Si continua a leggere e qualcosa si muove nella mente, nel petto, nello stomaco, qualcosa che ci dà la sensazione di non essere di fronte a queste storie, ma di essere inevitabilmente al loro interno, come fossero nostre e di chi ci è vicino. Io vi maledico riesce a superare sia l’impostazione tradizionale dell’inchiesta, sia quella del saggio “narrato”, assumendo le fattezze di un vero e proprio racconto nella sua forma più semplice e tradizionale. Un racconto che sa di oralità, che nonostante il trasporto non si sbilancia e riesce a essere miracolosamente sobrio e appassionato, fermo ma echeggiante. Nessuna disillusa apoteosi della rassegnazione, perché non basta ricordare, non serve infuriarsi. Un libro può animare le coscienze solo quando il racconto della storia viene affidato a un grande interprete, tuttavia Concita De Gregorio non si limita a interpretare: la sua voce e quella dei suoi protagonisti diventano un avvolgente e pericoloso tutt’uno, che si confonde con i sospiri di chi legge.

Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice, firma storica de «la Repubblica» dove attualmente lavora, è stata per tre anni direttore de «l’Unità». Nel 2001 ha pubblicato Non lavate questo sangue (Laterza). Per Mondadori sono usciti Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto (2006) e Malamore. Esercizi di resistenza al dolore (2008). Nel 2010 è uscito Un paese senza tempo. Fatti e figure in vent’anni di cronache italiane (il Saggiatore). Nel 2011 ha pubblicato per Einaudi Stile Libero Così è la vita.

Autore: Concita De Gregorio
Titolo: Io vi maledico
Editore: Einaudi Stile Libero
Pagine: 192
Prezzo: 16 euro

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Andrea Camillo

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