Il patto del giudice

Roberto Bisogno

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Il patto del giudiceIl patto del giudice. Una nuova indagine di Alberto Lenzi di Mimmo Gangemi (Garzanti 2013). Stavolta l’indagine di Alberto Lenzi, il “giudice meschino”, “magistrato indolente ed indisciplinato e con un debole per le belle donne”, si svolge in una città in preda alla rivolta. Alcune centinaia di africani armati di spranghe, bastoni e catene  sfogano un odio a lungo compresso per vendicare l’uccisione di quattro compagni di lavoro.

Purtroppo si tratta di un incredibile equivoco. In realtà non c’è stato nessun omicidio. Il tutto è nato dalla bravata di due giovani in motoretta che hanno sparato, ferendoli leggermente, su alcuni uomini di colore dei piombini con una carabina ad aria compressa. Ma la notizia, transitando di bocca in bocca, si é gonfiata e alla vecchia fabbrica ove vive gran parte degli immigrati, ha soffiato di una strage, con quattro uccisi. Appena in città si sparge la voce che i rivoltosi hanno infierito su donne e bambini, si registra la reazione degli abitanti che, però, vengono dispersi dalle forze dell’ordine prima che vengano a contatto con i rivoltosi. Sazi della vendetta perpetrata incendiando automobili e provocando danni di ogni genere e  fronteggiati da poliziotti ben decisi a troncare con la forza le ostilità, i rivoltosi si ritraggono riparando nella vecchia fabbrica e nelle baracche e  nelle campagne circostanti. Il giorno dopo parte, però, l’offensiva degli abitanti del luogo, altrettanto decisi a “riappropriarsi del teRritorio oltraggiato”. Inizia una vera e propria caccia al nero, che si conclude con la morte di tre immigrati.

Passano alcuni mesi e si registra un fatto che si dimostrerà strettamente collegato alla rivolta. Le autorità del luogo vengono informati da una lettera anonima dell’arrivo nel porto di un carico di duecento chili di cocaina. Nonostante la stretta vigilanza dei carabinieri la droga scompare dalla nave segnalata e nel contempo viene ucciso un funzionario della dogana. Le due indagini vengono affidate al magistrato Lenzi, che, riesce a venire a capo della complessa vicenda, grazie, oltre che alle sue innegabili doti di perspicace investigatore, anche al rapporto che molto abilmente riesce ad instaurare con un potente “capobastone” del luogo.

Con questo nuovo romanzo Gangemi si conferma, con la sua vigorosa ed originale scrittura, oltre che tra i migliori autori polizieschi dell’ultima generazione, un acuto e penetrante narratore della realtà sociale  del Mezzogiorno.

Mimmo Gangemi, nato nel 1950 a Santa Cristina d’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria, vive a Palmi dove svolge la professione di ingegnere. E’ autore di un buon numero di romanzi, molti dei quali hanno ricevuto ambiti Premi letterari, fra i quali “Un uomo di Aspromonte” e “Quell’acre odore di aglio” pubblicati rispettivamente nel 1995 e nel 1999, ai quali sono seguiti, in ordine di tempo, “Pietre nel Levante” (Edizioni Sosed, 2001); ”Il passo del cordaio” (Il Sole 24 ore, 2002); “25 Nero” (Pellegrino, 2004); “Il giudice meschino” (Einaudi, 2009); ” La signora di Ellis Island” (Einaudi 2011).

Autore: Mimmo Gangemi
Titolo: Il patto del giudice. Una nuova indagine di Alberto Lenzi
Editore: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: 17,60 EUro
Pagine: 265

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Roberto Bisogno

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