Venezia, crocevia di storie: la Serenissima tra realtà e mito

Andrea Camillo

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venezia-crocevia-di-storie_alberto_toso_fei«Venezia va conquistata, e acquista tanto più valore tanto più la si rende inaccessibile, aprendo le sue porte solo a chi vuole veramente conoscerla.» I misteri, le leggende e la storia di quella che Thomas Mann definì “la più inverosimile città del mondo” sono i tasselli che compongono Venezia, crocevia di storie (Edizioni della Sera, 2012), un libro-conversazione con Alberto Toso Fei curato da Stefano Giovinazzo e Alessandra Stoppini.

Non è facile raccontare una città, specie se si tratta di Venezia. Nel tentativo di trovare le parole e i colori giusti per farlo, il rischio di dare forma a un dipinto dozzinale è alto. Ma non è un’immagine per turisti quella che viene fuori dalla conversazione con Alberto Toso Fei, bensì un’opera preziosa, un quadretto  incantevole. Il lettore può osservare la Serenissima senza invadenza, percorrendone le vie tra realtà e leggenda. Venezia si mette in posa ma non mostra alterigia, raccontata in ogni sua sfumatura, senza però dare la sensazione che si stia svelando per davvero.

Toso Fei si diverte a partire dall’etimologia, scorrazzando qua e là nella storia vicina e lontana, ricordandogli albori indistinti della città e facendone rivivere i rumori, le voci, gli spettri. Così si ripercorrono le leggende che scivolano silenziose nell’ombra, le torture in piazza San Marco, la maledizione di palazzo Ca’ Dario, e poi Cagliostro, il Santo Graal e la credenza che vuole Casanova ancora vivo tra i vivi, nella sua Venezia. L’intervistato gioca con le risposte e le fa germogliare, tirandone fuori una cronaca avvincente come un romanzo breve. Ma il racconto non è solo fantasia e folklore, perché parlare di Venezia permette anche di riflettere sul presente, partendo da quello della città e arrivando fino a quello dell’intero Paese. Le domande portano Toso Fei a riflettere sul problema del turismo selvaggio, con le imbarcazioni «malate di gigantismo» che riversano orde di avventori assetati solo di vedere e di esserci. Così suonano tristemente appropriate le parole dedicate da Indro Montanelli alla città: «Lui diceva due cose, per la verità: che essendo patrimonio dell’umanità, doveva essere gestita da un organismo che rappresentasse l’intera umanità; e che i peggiori nemici di Venezia erano i veneziani. Non sbagliava di molto.»

Ma non è una città lacera e lagnosa quella che viene raccontata in Venezia, crocevia di storie. C’è anche una città viva e pulsante, che si sta sì lentamente spopolando ma che allo stesso tempo prova ancora a riconquistare l’antica gloria grazie a una nuova generazione di cittadini che scommettono su di essa. Giovani pronti a unire la tradizione alle nuove tecnologie, costruendosi nella loro terra lavoro e futuro, oppure raggiungendola da lontano per farne la propria meta di vita. La Venezia in maschera e in gondola prova a convivere, anzi a rivivere, con il nuovo, mescolandosi con esso. L’intervista permette quindi di meditare e ragionare su idee e progetti, esaminando cosa è stato fatto ma soprattutto costa non è stato fatto da politica e istituzioni. Il tono si accende, così come l’animo, segnando una netta divisione tra una prima parte del volume tutta incentrata sui misteri e sulle leggende e tra una seconda invece concentrata e tesa sull’attualità, in un discorso che prima ondula a ritmo di gondola e poi scoppietta, carico di vis polemica. Considerata la brevità del volume, esso permette di assaggiare i sapori di Venezia, ingolosendo il lettore fino a estenderne la curiosità e la voglia di saperne di più, ancora. Venezia, crocievia di storie diventa quindi una lettura piacevolissima che accende l’interesse e tiene viva l’attenzione. Un libricino denso ma non sovraccarico, che delizia quel tanto che basta per decidere se proseguire o meno un viaggio affascinante alla scoperta di un gioiello unico nel suo genere.

Stefano Giovinazzo è nato a Roma il 2 aprile 1980. Si è laureato in Scienze della comunicazione all’Università degli studi “La Sapienza” con una tesi in relazioni istituzionali dal titolo “Lobbying tra teorie e prassi” con la cattedra di Sociologia della comunicazione. È autore del libro “Dentro un amore”(Giulio Perrone Editore, 2007), di “Finché non ti ho trovata” (Libertà Edizioni, 2009) e di “Il sorriso di Godot” (Edilet, 2011). Da ottobre 2009 è Direttore editoriale della casa editrice Edizioni della Sera.

Alessandra Stoppini è nata nel 1964 a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Lettere indirizzo Storia Moderna con una tesi su “Claudio Tolomei umanista senese del Cinquecento”. Scrittrice, giornalista pubblicista, critica letteraria, da sempre è appassionata di libri. In questo periodo è redattrice on line de Il Recensore.com quotidiano di cultura editoriale e collaboratrice di sololibri.net. Scrive per la rivista free press Ponte Milvio. Da settembre 2010 cura la collana Le Bussole della casa editrice Edizioni della Sera, per la quale nel 2010 ha scritto “Il volto delle donne. Conversazione con Dacia Maraini”, e nel 2011 “Certe guerre non finiscono mai. Conversazione con Pino Scaccia”.

Autori: Stefano Giovinazzo – Alessandra Stoppini
Titolo: Venezia, crocevia di storie. Conversazione con Alberto Toso Fei
Editore: Edizioni della Sera
Collana: Narrativa – Le Bussole
Pagine: 98
Prezzo: 5 euro

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Andrea Camillo

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