Il Limonov di Carrère

Michele Lupo

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limonovVero che trattandosi di Eduard Limonov la materia romanzesca devi solo raccoglierla perché è già tutta lì, nella vita “vera” del personaggio. Invece bisogna dare atto all’autore di questa biografia  di aver scritto un libro formidabile. Ha i suoi meriti Emmanuel Carrère.

Perché il rischio di raccontare una vita come quella dello scrittore russo è proprio di stancare il lettore, tentato di liquidare un personaggio del genere come un pazzoide compiaciuto delle sue stravaganze e disposto a tutto pur di stare sempre e comunque sulla scena. Se “Limonov” è uno che (lo ricorda anche Mario Caramitti nell’introduzione al Libro dell’acqua, in traduzione italiana con ALET) ha (avuto?) per idoli Mussolini e le Brigate Rosse, uno che della stessa opera dice al lettore che sta leggendo “un ibrido fra il Diario di Bolivia (del Che) e le Memorie di Casanova”, bon, Carrère sa trattenere questa materia ustoria sotto un controllo stilistico e narrativo ammirevole, in grado di non abbassare di un grado la temperatura emotiva ma riparandosi con cautela dal rischio di farsi bruciare.

Lo stesso Limonov, ancora nel Libro dell’acqua, dà dello stupido a chi crede che egli voglia scandalizzare. Definisce il suo un “temperamento eroico” e trova che gli unici buoni libri siano ormai le biografie. Specie, direi, se si tratta di biografie indubbiamente non ordinarie come la sua. Lo scrivente in effetti si sentirebbe di consigliare la lettura di questo libro assieme alla biografia di Curzio Malaparte (che Carrère dice di considerare una “versione maggiore” del russo) scritta da M. Serra e a L’ultimo comunista di Matthias Fring su un altro eccentrico sospeso fra letteratura, politica ed estetismo, lo scrittore tedesco Schernikau.

Sono casi che oltrepassano il mero fatto letterario, è evidente, che forse rendono anche la lettura dell’opera di autori del genere meno agevole perché troppe sono le pressioni esterne che influenzano il giudizio del lettore (succede persino con uno come Busi, la cui biografia pure non ha granché di così sensazionale, almeno se paragonata alle citate: la dimensione spettacolare spesso insopportabile dell’autore di Montichiari impedisce a molti di rendersi serenamente conto del suo valore di scrittore).

Carrère ricorda che Limonov è autore di sette o otto libri, tutti più o meno di matrice autobiografica, estranei al gioco degli intrecci, delle sapienti costruzioni del “prodotto editoriale” ma mossi soltanto da una personale necessità di dire (che non significa parlare solo di sé); e che però ha per anni fatto rumore più per le sue avventure e la scelleratezza volta per volta seducente o ripugnante delle sue prese di posizione. Lo scrittore francese racconta la vita di quest’uomo fuggito dalla Mosca di Breznev, il periodo da star a Parigi, le avventure spettacolari a New York, in cui vive come domestico presso un miliardario: e le donne bellissime sedotte a vagonate, il carcere in cui viene imprigionato come presunto terrorista, l’attrazione per le armi, la poco commendevole guerra nei Balcani a fianco di Milosevic. Il presente da attivista fondatore del partito nazional-bolscevico, dei “nazbol” acerrimi nemici di Putin, giovani che manifestano mescolando in un pastiche postmoderno segni che sono la storia del ‘900: bandiere simil-naziste e falce e martello, Lenin e Jim Morrison, futurismo marinettiano e Anna Politkovskaja, con la differenza che invece di un gioco intellettuale questi prendono botte, finiscono in galera.

Un uomo che rischia di suo insomma, Limonov, che coniuga fascismo e comunismo. Un uomo che dopo una vita che definire avventurosa è poco, se dovesse scegliere un luogo in cui invecchiare, penserebbe all’Asia centrale, a quelle città, scrive Carrère, “schiantate dal sole, polverose, lente, violente”. Un uomo sul quale l’ottimo Carrère sospende il giudizio ma racconta splendidamente. Perché poi intorno a Limonov c’è la storia del’ultimo mezzo secolo, fra est e ovest. E ci riguarda.

Emmanuel Carrère (Parigi, 9 dicembre 1957) è uno scrittore e sceneggiatore francese. Fra le sue opere, La settimana bianca, L’avversario (Einaudi)

Autore: Emmanuel Carrère

Titolo: Limonov

Traduzione: Francesco Bergamasco

Editore: Adelphi

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 356

Prezzo: 19 euro

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Michele Lupo

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