Neuland di Eshkol Nevo

Michele Lupo

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neuland_neriCon “Neuland” (Neri Pozza, 2012), ultimo lavoro di Eshkol Nevo, si conferma il fatto che la letteratura israeliana sia fra le più vitali degli ultimi vent’anni, cosa che sosteniamo da tempo. E non ci riferiamo agli scrittori più noti, quelli che ogni anno riescono a guadagnarsi un’ospitata dal querulo Fabio Fazio.

Fra i nomi interessanti c’è l’autore di La simmetria dei desideri, il romanzo precedente (anch’esso tradotto da Neri Pozza) di uno scrittore in grado di affrontare temi non di poco momento senza rinunciare a una certa dose di leggibilità, persino di gradevolezza sentimentale. Il romanzo, assai corposo, è insieme l’incrocio di diversi rapporti sentimentali, la storia di un viaggio – o di più viaggi -, l’analisi di legami cruciali quali quelli che intercorrono fra padri e figli, e soprattutto la figurazione di una piccola-grande utopia, la visione di una città ideale che vagheggia Israele così come dovrebbe essere, Neuland. Che per il momento è solo una fattoria nei pressi di Buenos Aires, la cui comunità, centro nevralgico della narrazione, è stata fondata da un personaggio, come accade spesso in questi casi, non sai se più visionario o fumoso.

Nell’opuscolo di presentazione della sua fattoria si mettono le mani avanti. Si precisa che è un piccolo mondo in fieri, imperfetto, ma la sua aspirazione è suggerire un modello (non etico ma il problema di un’etica se lo pone) di ciò che dovrebbe essere Israele. Ed è culmine del viaggio di Dori, il personaggio principale del libro, inquieto sognatore deluso dalla moglie – una donna troppo forte per lui – che sceglie di abbandonare per mettersi sulle tracce del padre, che a sua volta ha lasciato Israele dopo la morte della moglie. Non sono i soli a essere finiti in Sudamerica. Dori vi incontrerà una donna non meno inquieta di lui, Inbar, provata seriamente dal suicidio del fratello; e l’attrazione sarà fatale.

La narrazione articola diversi punti di vista, spostamenti repentini della focalizzazione, deviazioni della trama sulle vicende di altri personaggi che si intrecciano con i personaggi maggiori, digressioni, salti temporali in avanti e all’indietro, riflessioni sopra vicende storico-politiche. E il rischio intermittente di un tono un po’ troppo lirico, compensato da una indubbia ricchezza di temi e situazioni che partono come fughe a più voci. Un romanzo di domande non di poco momento ma, nonostante la mole, di strutturata scioltezza.

Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. Dopo un’infanzia trascorsa tra Israele e gli Stati Uniti ha completato gli studi a Tel Aviv e intrapreso una carriera di pubblicitario, abbandonata in seguito per dedicarsi alla letteratura. Oggi insegna scrittura creativa in numerose istituzioni.

Autore: Eshkol Nevo

Titolo: Neuland

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Ofra Bannet e Raffella Scardi

Pagine: 635

Prezzo: 18 euro

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Michele Lupo

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