“La signora dei fiumi”: il destino di una donna

Alessandra Stoppini

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la-signora-dei-fiumiLa signora dei fiumi” di Philippa Gregory (Sperling & Kupfer 2012) è l’appassionante narrazione delle vicende umane di Jacquetta del Lussemburgo “che non è coerentemente documentata da nessuna parte”.

Nelle note finali del volume Gregory, scrittrice più famosa nel mondo di romanzi storici, precisa il motivo per il quale ha deciso di raccontare la vita di Jacquetta quel “tipo di personaggio che amo in modo particolare: una donna che è trascurata o negata dalla storia tradizionale, ma che può essere scoperta mettendo insieme le prove”.

Rouen, primavera 1431. Jacquetta figlia del conte di Saint Paul, Pietro I del Lussemburgo, discendente dai duchi di Borgogna assiste al processo contro Giovanna D’Arco, la Pulzella d’Orleans giudicata colpevole di eresia la quale sostiene “di essere stata chiamata da Dio” per “cercare il principe di Francia e chiamarlo alla grandezza. Lei ha sentito gli angeli dirle di portarlo a essere incoronato re” per scacciare dal suolo francese gli invasori inglesi. Il rogo che arde il corpo di Giovanna è un’esperienza indelebile per Jacquetta che comprende non solo quanto sia pericoloso per una donna sfidare gli uomini sul loro stesso terreno ma soprattutto si rende conto che il dono della preveggenza che la giovane possiede (la previsione di una perdita) si può rivelare un’arma a doppio taglio. “Che il Signore che vi ha dato questo dono vi dia anche il coraggio per sopportarlo”. Prima di morire la prozia di Jacquetta lady Jehanne, la Demoiselle del Lussemburgo a capo della nobile casata da sempre alleata degli inglesi “noi siamo la famiglia più importante del mondo cristiano. Parenti dell’Imperatore del Sacro Romano Impero”, affida a Jacquetta un compito importante. “Alcune donne della nostra famiglia possiedono il dono della preveggenza. Alcune di loro hanno ereditato il potere di Melusina.(1) Alcune di loro sono figlie sue, sue eredi. Melusina cambia sempre forma… Potresti vederla ovunque, è come l’acqua”. La saggia prozia ricorda alla nipote che “gli uomini dominano il mondo… ti avverto che una donna che cerca grande potere e ricchezza deve pagare un alto prezzo. Ricorderai tutto ciò che ti ho insegnato. E andrai lontana. Più lontana di quanto tu possa immaginare ”.

The Lady of the Rivers (titolo originale del romanzo) è il terzo capitolo della trilogia della serie La guerra delle due Rose dedicata alla lotta dinastica combattuta nell’Inghilterra del XV Secolo tra i due diversi rami della casa regnante dei Plantageneti: le casate degli York (simboleggiata da una rosa bianca) e quella dei Lancaster (il cui simbolo era una rosa rossa). Fondamentale sarà quindi la figura di Jacquetta dapprima scelta come sposa dal Duca di Bedford Giovanni di Lancaster, il quale conduceva allora in terra di Francia la guerra contro l’esercito francese. “L’intera Francia ci appartiene per diritto”. Giovanni sceglie Jacquetta solo per le sue doti di preveggenza, “ho bisogno di qualcuno con i vostri doni di preveggenza. Qualcuno che sa prevedere, che è capace di guardare in uno specchio o nell’acqua e vedere la verità, il futuro”. Jacquetta abbandona la sua terra natale, attraversa il Canale di Dover per approdare infine in quella “ignota riva che dovrò chiamare patria”. Dopo la morte del marito, Jacquetta s’innamora ricambiata del fedele scudiero del Duca di Bedford, Richard Woodwille e sfidando la corte che la costringe a pagare una forte penale, lo sposa. Sarà un’unione felice e prolifica, allietata dalla nascita di quindici figli. La prima, Elisabetta, nel 1464 sposerà segretamente il re Edoardo IV, proprio mentre lo scontro tra le due casate inglesi avrebbe raggiunto il culmine. Jacquetta e sua figlia volitive, moderne e anticipatrici in un mondo dominato dagli uomini, dove la maggior parte delle donne “non sono capaci di marciare al rullo di tamburo di un uomo”. Jacquetta come Duchessa di Bedford “aveva vissuto come prima donna della Francia governata dai francesi” conosceva l’alchimia e le pratiche erboristiche. “Credo che sia molto importante che noi, lettori moderni, comprendiamo che la religione, lo spiritualismo e la magia avevano un ruolo centrale nella vita immaginativa della gente del Medioevo”.

L’autrice con questo romanzo riporta alla luce un passato, il Cinquecento inglese, sempre carico di fascino e mistero. “Ho passato la vita a studiare le donne, il loro posto nella società e la loro lotta per il potere”. Proprio a causa di ciò Philippa Gregory fa pronunciare a un personaggio femminile del XV Secolo la seguente frase: “qualsiasi donna che osa creare il proprio destino si metterà sempre in pericolo”.

(1) Secondo la leggenda Melusina fu la prima signora del casato del Lussemburgo. Una dea dell’acqua uscita dal fiume per sposare il primo duca che non riusciva a essere una donna normale.

Philippa Gregory scrittrice e giornalista radiotelevisiva, è laureata in Letteratura settecentesca all’Università di Edimburgo e vive nel Nord dell’Inghilterra con la famiglia. Sperling & Kupfer ha pubblicato tutti i suoi romanzi, inclusi i primi due volumi della serie La Guerra delle due Rose: La Regina della Rosa Bianca (2011) e La Regina della Rosa Rossa (2012), i romanzi della serie dedicata ai Tudor, tra i quali L’altra donna del re, con il quale ha vinto nel 2002 il Parker Romantic Novel of the Year Award e da cui è stato tratto l’omonimo film con Scarlett Johansson e Natalie Portman. La signora dei fiumi è tradotto da Marina Deppisch.

Autore: Philippa Gregory

Titolo: La signora dei fiumi

Editore: Sperling & Kupfer

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 19,90 euro

Pagine: 523

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Alessandra Stoppini

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