La voglia di vincere nei videogiochi di Tom Bissell

Michele Lupo

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voglia-di-vincerebissellPrima di parlare di “Voglia di vincere” (Isbn edizioni 2012), indefinibile libro dello scrittore americano Tom Bissell, debbo chiarire una cosa. Credo sia una faccenda di onestà verso il lettore.

Ritengo importante dirgli da subito, al nostro lettore, che personalmente non ho alcuna pratica e conoscenza di videogiochi. Non c’è nessun motivo particolare dietro a questa mia ignoranza.

Semplicemente, non ne sono mai stato attratto. E anche la mera curiosità non è mai durata abbastanza da consentirmi una conoscenza appena elementare di una forma di narrazione che pure in questi ultimi anni è stata così presente nella vita di milioni di persone. Ma avendo casualmente letto da più parti meraviglie sul conto di questo libro ho avuto la tentazione di dargli un’occhiata. Per scoprire che in effetti, riesce a Bissell quello che riesce agli scrittori davvero bravi: farti entrare in un mondo che altrimenti non avvicineresti mai, incuriosirti, persino rifletterci sopra. O almeno, prendere in considerazione l’idea di farlo – cosa non facile, lo sa lo stesso Bissell “Devono piacerti già da prima. I videogiochi non vengono da te”.

Bissell, che ha patito anche una forma di dipendenza, mescola il racconto della propria esperienza e una sorta di saggistica narrativa applicata all’argomento per dirci quello che abbiamo già sentito da più parti, ossia che i videogiochi se sono innanzitutto e per lo più intrattenimento (anche stilisticamente sofisticato) in taluni casi potrebbero aspirare a uno statuto per così dire artistico. Quello che è interessante è il modo persuasivo con cui lo fa, specie considerando il punto di partenza – col quale ci sentiamo più a nostro agio – dell’approccio, che è letterario.

Bissell è costretto in un certo modo a fare una critica dell’oggetto, consapevole anche della difficoltà in sé di una “critica del videogioco” – il libro poi questo è, anche se in una forma estremamente idiosincratica – per molte ragioni che egli stesso spiega benissimo non tralasciando mai di omettere paragoni o esempi con la letteratura. Così, strutture narrative e modelli formali, esplosioni o cortocircuiti dell’immaginario che un videogioco crea o sottende sono analizzate – compatibilmente con le difficoltà di cui si diceva prima, che ineriscono sostanzialmente alla natura transitoria del videogioco (spesso “non sono fruibili più di una volta”, non v’è “passato estetico” cui far riferimento, ossia una tradizione) , come opere letterarie o filmiche. Un certo genere di opere letterarie, magari, più o meno legate all’ideazione –invenzione di altri mondi, con la differenza che la simulazione implicata nei videogiochi ti chiama direttamente in causa, ti fa fare una specie di esperienza delle tue paure, dei tuoi limiti, dei tuoi desideri.

Possibile, già sentito, ma Bissell lo racconta bene, e da scrittore, sapendo – non mancando cioè di ricordarlo – che non è nell’universo dei videogiochi che possiamo recuperare tracce di quella complessità adulta – l’umano in quanto tale ossia un tantino meno complicato dell’animale portato (o addirittura costretto) a dire semplicemente sì o no a una svolta qualunque della vita – la complessità psicologica, etica, cognitiva del personaggio letterario, ecco. Della grande letteratura, beninteso. Nei videogiochi succede altro: scopri certe pulsioni primarie per esempio, dai loro liberamente sfogo, costruisci letteralmente personaggi, in certi casi sei coautore delle storie per esempio – talvolta, le scambi per “realtà”, ma questo è sempre successo, in altri modi, lo sapeva gia Cervantes e oggi milioni di fantasmi che aleggiano sui social network.

Tom Bissell (1974) è autore della raccolta di racconti Dio vive a San Pietroburgo pubblicata in Italia da Einaudi, e di due reportage di viaggio, Chasing the Sea e The Father of all Things.

Autore: Tom Bissell

Titolo: Voglia di vincere

Traduzione: Stefano Formiconi

Editore: Isbn

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 226

Prezzo: 19,90 euro

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Michele Lupo

One Comment

  1. Antonio

    Bissell è un grande! E’ sempre stata una penna raffinata..ricordo anche quando aveva accennato al mondo dei giochi flash online e mi ha fatto scoprire cosi http://dark-orbit.it/ che non ho mollato da allora! un grande!