Per ricordare Michel Petrucciani

Francesco Bove

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body-and-soulBasta leggere le testimonianze del libro curato da Alessandro Bignami, guardare il film di Radford, ascoltare i vari interventi per capire la genialità di Michel Petrucciani. Michel Petrucciani, “Body and Soul” (Feltrinelli, 2012) è un’uscita editoriale importante perché fa luce su uno dei fenomeni più importante della musica jazz che, nell’arco di una carriera molto breve, è riuscito ad esprimersi con una forza di volontà che non ha eguali.

Petrucciani soffriva di osteogenesi imperfetta, una rara malattia genetica definita anche “sindrome delle ossa di cristallo”. Paradossalmente, è stato il suo punto di partenza per sviluppare una tecnica pianistica inimitabile e cominciare un’avventura artistica e umana intensa e, purtroppo, anche sregolata. Sia dal film che dal libro viene fuori la figura di un uomo coraggioso, che dispensava gioia e ottimismo, che amava vivere fino in fondo la sua vita che sapeva essere breve.

Petrucciani è morto a 37 anni ma ha vissuto una vita piena, ha avuto due figli, delle mogli, amici in tutto il mondo ed è riuscito a concentrarsi sulla sua unica passione, il pianoforte, divenendo uno dei pianisti più quotati al mondo. E’ riuscito, nonostante mille difficoltà, a coronare i suoi sogni. Questo documento, che ci ricorda la sua arte, non è importante solo perché ci racconta la storia di gigante speciale, alto un metro e due centimetri, dal corpo precario e malato ma per la sua valenza universale, testimonia che nulla può impedire a una persona di vivere pienamente. Petrucciani, anche nei suoi eccessi, è un’icona perché ha usato il suo talento e la sua fragilità per costruirsi la vita che voleva, come spesso dichiarava ai giornali.

Cresciuto a pane e jazz, il papà aveva un negozio di dischi e una piccola band, a causa della sua diversità ha concentrato i suoi studi solo sul pianoforte sviluppando una diteggiatura anti-pianistica eccellente, acquisendo una capacità d’improvvisazione che non ha eguali e raggiungendo il successo con determinazione e volontà. Tutto questo viene rappresentato nel migliore dei modi da Michael Radford, che contrappone immagini di repertorio con un orologio a scandire il tempo della vita di Petrucciani, e da un libro che raccoglie alcuni ricordi e aneddoti importanti.

Nella lettera 3 tratta dalla corrispondenza con Manhu Roche scrive : “Sono profondamente convinto che la vita sia breve e che siamo su questa Terra per una ragione ben precisa : perciò la cosa più importante nella vita […] è realizzarla e spingerci il più lontano possibile con la nostra missione, che è anche il nostro dovere, senza perdere neanche un minuto o un secondo”.  Parole semplici ma che raccontano nel migliore dei mondi non solo l’artista ma l’Uomo Petrucciani.

Michael Radford è un regista famoso per aver diretto Massimo Troisi ne “Il Postino” e per essere stato nominato agli Oscar nel 1996 come “miglior regista”. E’ stato regista dell’anno per London Critics Circle Film Awards e miglior regista per la British Academy.

Autore: Michael Radford
Titolo: Michel Petrucciani. Body and Soul
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: 18,90 euro
Pagine: 96

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Francesco Bove

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