“Facebook in the rain”: i pericoli dei social network

Redazione

Tagged: , , ,

facebook-in-the-rainNella nostra quotidianità i social network sono uno strumento scontato, li utilizziamo spesso e, per la maggior parte di noi, non presentano pericolosi effetti collaterali. A volte, però, succede che un qualcosa di potente e ramificato come facebook possa essere, per molti, un sostegno o una valvola di sfogo, mentre c’è sempre una percentuale di individui, magari fragili e particolarmente vulnerabili, che viene catturata nella rete di amicizie virtuali e non riesce più a staccarsene, accentuando, paradossalmente, la propria solitudine.

Proprio su questi pericoli pone l’accento il piccolo romanzo di Paola Mastrocola “Facebook in the rain” (Guanda 2012). L’opera è il racconto di un profondo senso di solitudine che diventa patologico e sfiora la tragedia, trasformando un disagio più psicologico che reale in un vero e pericoloso isolamento.

Una casalinga di un piccolo paese dell’Italia centrale resta improvvisamente vedova, l’unica persona di cui si occupasse non c’è più ed Evandra, questo il suo nome, non sa in che modo riempire le sue giornate. Con una figlia lontana e le poche amiche impegnate con il lavoro e con le proprie vite, la donna non riesce a trovare un nuovo scopo, un’occupazione che possa alleggerirle lo scorrere del tempo. L’unico impegno che riesce a trovare è andare al cimitero, visitare la tomba del marito, tenerla in ordine, cambiare i fiori, scambiare quattro chiacchiere con altre vedove, tutto questo diviene il centro del suo mondo e così Evandra trascorre gran parte delle sue giornate presso la lapide del coniuge. Ma cosa succede quando piove? Come dadare un senso a quelle giornate in cui l’acqua scende giù a secchiate ed uscire è praticamente impossibile?

La pioggia diventa l’incubo della nostra protagonista, bisogna trovare una soluzione ed allora chiede aiuto all’amica Rosalena che, ingenuamente, le suggerisce l’idea giusta: perché non andare su facebook? Per Evandra si spalancano le porte di un nuovo universo, un luogo parallelo in cui non potrà mai essere sola e la sua vita diventerà finalmente piena ed elettrizzante. Aiutata a muovere i primi passi dal buono e gentile Baldo, la donna si libererà presto anche della “fastidiosa” presenza dell’amico che, le ha si insegnato a navigare, ma che ora le impedisce di avere piena libertà di chattare e di conoscere persone. Evandra si perde totalmente nella rete, al punto che anche andare al cimitero diventa per lei un peso, un qualcosa che le sottrae tempo prezioso da trascorrere dinanzi allo schermo del computer. Nello stesso momento, però, la protagonista vede queste visite al cimitero come un obbligo morale e quindi, nei giorni privi di pioggia, decidere comunque di non far visita al marito le provoca un profondo senso di colpa.

“Perché nulla è peggio nella vita che non sentirsi liberi, pur non avendo nessun impedimento fisico reale che ti vieta di essere libero. Sentirsi imprigionati senza essere in una prigione, o legati senza avere attorno alcuna corda”.

Il finale è dolce e drammatico insieme, da leggere e rifletterci su. Spesso tendiamo a sottovalutare i pericoli di strumenti che ci appaiono innocui, anzi per noi sono fonte di svago, un modo per riallacciare vecchie amicizie o per conoscere persone nuove e “virtualmente” interessanti. Poi, però, il computer bisogna spegnerlo e fare i conti con la realtà, quella vera, tangibile che non ha filtri e che ci lascia più esposti. Per alcune persone capire la differenza tra la vita e la rete è particolarmente difficile, persone che tentano di annullare la loro incapacità di creare legami nascondendosi dietro uno schermo ed un nickname, ma le trappole sono tante e il pericolo è quello di precipitare in una solitudine ancora più profonda. È proprio l’universo di queste persone semplici, ingenue, tendenzialmente solitarie che Paola Mastrocola ci descrive con grande delicatezza ma anche con un profondo realismo.

Paola Mastrocola insegna lettere presso un liceo scientifico nella provincia di Torino. Inizialmente autrice di libri per ragazzi, inizia in seguito a scrivere romanzi. La sua prima opera, La gallina volante, vince numerosi premi letterari. È stata finalista al Premio Strega nel 2001 e poi, nel 2004, vince il Premio Campiello con Una barca nel bosco.

Autore: Paola Mastrocola
Titolo: Facebook in the rain
Editore: Guanda
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo 10 euro
Pagine: 125

* articolo di Valeria Rago

/ 439 Articles

Redazione

Comments Closed

Comments for this post are now closed.