Pazzi per il gelato

Alessandra Stoppini

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“Siamo artefici del nostro destino ma… bisogna lavorarci sopra”. È il concetto centrale di Federico Grom e Guido Martinetti autori di Storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori (Bompiani Overlook 2012) racconto di “un’avventura imprenditoriale di due giovani che hanno realizzato un sogno”.

Nella prefazione del volume Carlo Petrini scrive che “questa è una bella storia, da mandare a memoria”. Partendo da zero senza alcuna conoscenza della materia ma con tanta voglia di imparare, Federico e Guido, amici per la pelle, “hanno rivoluzionato il modo di fare il gelato, imponendo una filosofia e un marchio a livello internazionale”. Voglia, determinazione, lavoro e fantasia hanno fatto della Grom – Il gelato come una volta da quel piccolo negozio di 30 mq, situato in Piazza Paleocapa a Torino aperto il 18 maggio 2003, un impero di gelaterie artigianali che festeggeranno in estate quota 600 collaboratori. In quasi 10 anni di attività sono stati aperti 57 negozi non solo in Italia ma a New York, Parigi, Tokyo, Osaka, Malibu, dove gli appassionati di gelato aspettano il turno per gustare “un gelato di alta qualità, con frutti di stagione, senza aromi, senza emulsionanti, senza coloranti”. Scrivono gli autori, Guido (cuore) e Federico (mente): “forza di volontà. Grom è nata grazie a lei”. Un libro che è “un messaggio di fiducia e ottimismo ai giovani” in un momento particolarmente difficile, perché come chiarisce Petrini “la passione per l’agricoltura e per il cibo oggi possono essere una grande finestra aperta sul futuro di molti ragazzi”. All’inizio del volume allietato dalle piacevoli illustrazioni di Gabriella Bianco insieme a ricette, poesie, citazioni di scrittori (“le idee che hanno enormi conseguenze sono idee semplici” Tolstoj Guerra e Pace), gli ambasciatori del gelato made in Italy si presentano. “Sono Guido, sognatore, visionario, riflessivo”, appassionato di agricoltura, per Grom “studio le ricette e scelgo i fornitori delle materie prime, seguo l’azienda agricola Mura Mura e il marketing”. Federico, “estroverso, razionale, pragmatico” si occupa “dell’amministrazione e della finanza aziendale”.

Un’idea da impazzire” nata per caso quando Guido lesse nell’agosto del 2002 un articolo di Carlin Petrini, presidente di Slowfood, pubblicato su Tuttolibri “diceva che in Italia nessuno faceva il gelato come una volta”. “Facciamolo noi!” la logica conseguenza sua. Così iniziò l’avventura “lavorando ogni giorno per fare un prodotto sano e di alta qualità”, con un business plan (piano d’impresa) di 32.500 euro a testa, miscelando gli ingredienti in un unico luogo di produzione un laboratorio specializzato per “far arrivare nei negozi solo il liquido che poi viene mantecato” per proteggere il bene più prezioso della Grom: le ricette. Il Gusto del mese: cambiato secondo “disponibilità e stagionalità della materia prima”. Il limone Sfusato di Amalfi, la nocciola Tonda Gentile Trilobata delle Langhe, la pesca di Leonforte, il pistacchio di Bronte, ecc… tutte delizie da gustare. In seguito altra idea da manuale: creare “una nostra azienda agricola biologica a Castigliole d’Asti chiamata Mura Mura che in malgascio, la lingua degli abitanti del Madagascar significa piano piano”. A Mura Mura, http://www.mura-mura.it/ita/, nascono prodotti provenienti da “un’agricoltura pensata, saggia, lenta” frutto di lavoro, dedizione e … tanto letame! “Siamo due amici e siamo fortunati” ma la fortuna di G&F non è stata frutto del caso. È stata una fortuna rincorsa ogni giorno e ogni notte (seguendo la pastorizzazione per esempio) “con le maniche rimboccate” avendo fiducia l’uno nell’altro, sempre. I fiori citati nel titolo non sono solo “la metafora dei nostri giovani collaboratori che crescono insieme a noi” come ha recentemente dichiarato Grom in un’intervista. Infatti, se è vero come asseriscono Guido e Federico che “dietro ogni gusto ci sono molti fiori”, “tutte le volte che mangiamo c’è un fiore all’origine di quel gusto”.

Sicuramente una bella storia quella dei Grom portata come esempio da Mario Calabresi in Cosa tiene accese le stelle (Mondadori 2011), “Nessun intervento di padri, madri o nonni: provano a farcela da soli. Il successo è immediato, l’idea e anche il gusto piacciono molto, fuori dalla loro vetrina c’è sempre la coda”. La molla è la curiosità, considerata la “soluzione più divertente”. Un invito, un’esortazione ai giovani sfiduciati a “viaggiare, leggere, indagare”. Osare sulle orme di Ulisse “che ha fatto del viaggio lo scopo della propria vita” per “non viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Federico Grom Guido Martinetti, 39 e 37 anni, sono nati e hanno studiato a Torino. Manager il primo, enologo il secondo, hanno realizzato nel 2003 a Grom – Il gelato come una volta.

Autore: Federico Grom Guido Martinetti

Titolo: Storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori

Editore: Bompiani Overlook

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 17,50 Euro

Pagine: 294

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Alessandra Stoppini

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