Il romanzo di una strage. Piazza Fontana

Roberto Bisogno

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Il volume “La strage. Il romanzo di Piazza Fontana” di Vito Bruschini (Newton Compton 2012) non è un saggio sugli avvenimenti accaduti a piazza Fontana nel 1969, bensì una storia romanzata che restituisce abbastanza fedelmente, a parere di chi quel periodo l’ha vissuto ed ha ancora un vivo ricordo, l’atmosfera tesa ed impaurita in cui fu avvolto il nostro paese in quell’epoca. L’autore ha optato per la formula del romanzo citando fatti veri e personaggi reali ai quali ha cambiato l’identità, per sentirsi più libero di dare una propria interpretazione degli avvenimenti.

La ricostruzione storica, come avverte una nota del libro, pur basandosi su alcun rilevanti report resi noti recentemente dall’Amministrazione degli Stati Uniti ed attingendo dagli atti giudiziari e dalle confessioni di alcuni pentiti, non vuole sostenere alcuna accusa. E non potrebbe essere altrimenti dal momento che la strage di piazza Fontana é una vicenda che fa discutere da oltre quaranta anni perchè mai chiarita, la prima di una lunga catena di avvenimenti della nostra storia recente rimasti avvolti nel mistero. L’Autore si propone di raccontare non solo quanto avvenne quel 12 dicembre del 1969 nella sede centrale della Banca dell’ Agricoltura – la deflagrazione di una bomba che provocò la morte di diciassette persone e il ferimento di ottantotto – ma intende offrire un affresco della situazione italiana degli anni Settanta. Ovvero di quel drammatico periodo che molti considerano una sorta di spartiacque nella storia del nostro paese, quello che inaugurò la c.d. “strategia della tensione”.
Per alcuni, come Guido Salvini, il magistrato che si è occupato dell’inchiesta giudiziaria, “Piazza Fontana ha avuto l’effetto perverso di inquinare il rapporto di fiducia fra Stato e cittadini, creando un clima di sospetto che dura ancora oggi”. Si tratta, infatti, di una vicenda che, svoltasi nel periodo della “guerra fredda” fra i due blocchi contrapposti, ha visto coinvolti i servizi segreti italiani e di alcuni paesi stranieri, ma in cui anche la politica interna ha giocato un ruolo di primo piano.
Il libro di Bruschini, così come il film sullo stesso argomento di Marco Tullio Giordana sugli schermi in questi giorni, oltre che informare, in particolare i più giovani, é destinato a riaprire la riflessione ed il dibattito su un “buco nero” della nostra storia che, oltre che conoscere, è necessario chiarire in tutte le sue implicazioni, con il quale, in definitiva, bisogna ancora “fare i conti”. Un’operazione di verità indispensabile per contribuire a ricreare un clima di concordia e di fiducia nella nostra comunità nazionale e a non ripetere quegli errori del passato, che hanno inferto gravi danni alle istituzioni.

Vito Bruschini giornalista e scrittore. Ha avuto una lunga esperienza di lavoro nel mondo del cinema come sceneggiatore ed aiuto regista in alcuni films degli anni settanta e nella televisione per la quale ha realizzato documentari e trasmissioni culturali, in particolare per la piattaforma Sky. Come giornalista ha lavorato come direttore di riviste come Quark Magazine e Geos ed ha realizzato inserti ed allegati culturali per diverse testate editoriali. Con La strage. Il romanzo di piazza Fontana è alla sua terza opera letterraria, dopo la pubblicazione, nel 2009, di The father. Il padrino dei padrini e, nel 2011, di Vallanzasca, tutti editi da Newton Compton.

Autore: Vito Bruschini
Titolo: La strage. Il romanzo di Piazza Fontana
Editore: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: 9,90
Pagine: 335

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Roberto Bisogno

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