“Una casa di petali rossi”. Un’apparente serenità

Alessandra Stoppini

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Una casa di petali rossi di Kamala Nair (Editrice Nord 2012) ha inizio con una lettera che la protagonista del romanzo ha lasciato prima di partire all’ignaro fidanzato addormentato. “Quando leggerai queste pagine, io sarò in volo sull’Atlantico, diretta in India. Ti sarai svegliato, solo, e avrai trovato l’anello di diamanti che ho lasciato sul comodino, sopra questi fogli che adesso tieni in mano”.

Rakhee Singh è apparentemente una giovane serena, realizzata “fra poche settimane mi laureerò in Architettura, a Yale, e comincerò una promettente carriera presso uno studio di design a New York” e possiede l’amore di “un uomo meraviglioso che mi ha appena chiesto di sposarlo”. Nonostante ciò la donna afferma “ancora non ho sconfitto i miei demoni” anche se “ho cercato di combatterli, di occultarli”. Una lettera giunta dall’India induce Rakhee ad affrontare il suo passato, a portare alla luce un segreto a lungo celato, una volta per tutte. “Avere segreti era diventato una seconda natura, per me, un’eredità tramandata di generazione in generazione, come un cimelio di famiglia”. Ritornare dunque nella propria terra di origine, ripercorrere i passi che conducono “attraverso un prato sabbioso” alla casa dei Varma, la famiglia della Amma di Rakhee, Chitra. Là in quella dimora imponente “circondata su tre lati da una vegetazione un po’ troppo abbondante”, un’ampia scalinata di pietra cosparsa di petali rossi e delimitata da “alberi alti e sottili simili a colonne, dai rami frondosi e carichi di fiori rossi”, portava a un cancello di ferro battuto dove “era incisa la parola ASHOKA”. La parola in sanscrito significa “senza dolore” ed era stata scelta dal nonno di Rakhee stimato medico ayurvedico. Ma in quella grande dimora situata nel cuore di Malamud villaggio rurale nel minuscolo Stato del Kerala all’estremità meridionale dell’India, il dolore si era manifestato troppe volte. “Per i primi dieci anni della mia vita ho abitato con i miei genitori in una grande casa ariosa in cima a una collina, a Plainfield, nel Minnesota”. Il passaggio in India, luogo esotico e misterioso permeato di profumi inebrianti e dalla vegetazione lussureggiante avrebbe cambiato l’undicenne Rakhee per sempre. “Benvenuti nel Kerala, il paese di Dio”.

The Girl in the Garden è il maturo ed elegante debutto letterario di Kamala Nair, subito un successo di stampa e pubblico grazie anche al passaparola dei lettori sedotti da una storia di un universo lontano ma intrigante. “L’idea di scrivere Una casa dei petali rossi mi venne una notte del 2004 durante un viaggio in India” ha confessato l’autrice. Il villaggio del padre della Nair nel Kerala aveva rappresentato per la scrittrice “un mondo antico e complesso, pieno di novità da scoprire”. Inoltre “la giungla spontanea, verdeggiante e selvaggia, era un posto perfetto in cui una bambina curiosa avrebbe potuto disseppellire antichi segreti”. Kamala aveva ripensato al personaggio di Mary Lennox protagonista de Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, pubblicato nel 1909 le cui commoventi pagine avevano allietato la sua infanzia. Era nata così la trama di Una casa di petali rossi, dove Rakhee bambina curiosa e intelligente aveva trovato il coraggio di scavalcare un alto muro, oltrepassare un meraviglioso giardino e scoprire “la verità sulla misteriosa abitante della foresta”. Un libro ricco di fascino che tocca molte tematiche, dall’amicizia adolescenziale al rapporto padri – figli e che contiene anche una lucida analisi dell’arcaica società patriarcale indiana, dove non c’è spazio per i desideri delle donne. Dietro i sari sgargianti e colorati indossati da Chitra, da Sadhana e da Nalini si nascondono aneliti, speranze e delusioni. Molto bella e dolente la figura di Amma “dai capelli neri come la pece che le arrivavano sotto la vita, la pelle color del tè al latte, e gli occhi grandi e sognanti, scuri e intensi come un cielo senza nuvole”. L’acuta sensibilità di Rakhee aveva intuito che nella madre “c’era qualcosa di ultraterreno, era come se non fosse una donna di carne e sangue, bensì un sogno evocato dal nostro amore”.

In questo struggente romanzo il viaggio di formazione della piccola Rakhee era iniziato nel momento in cui era andata oltre il giardino seguendo il volo di una libellula giacché, come dichiara l’anziana zia Savitri: “Voi giovani… voi avete ancora una speranza. Andate, esplorate. Non abbiate paura di cercare la verità. Non c’è niente da temere”.

Kamala Nair è nata a Londra ma ha vissuto fin da piccola negli Stati Uniti. Dopo essersi laureata presso il prestigioso Wellsley College, è tornata in Europa per proseguire gli studi prima a Oxford, poi al Trinity College di Dublino, dove ha conseguito un master in Scrittura creativa.

Una casa di petali rossi è tradotto da Chiara Brovelli.

Autore: Kamala Nair

Titolo: Una casa di petali rossi

Editore: Nord

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 16,60

Pagine: 373

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Alessandra Stoppini

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