“Patria e lettere” di Fracassa. Venerdì 13 aprile da Mondadori

Matteo Chiavarone

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Venerdì 13 aprile alle ore 18,00 a Roma presso la Libreria Mondadori di via Piave, 18 (Zona Termini) sarà presentato il saggio “Patria e Lettere (Per una critica della letteratura postcoloniale e migrante in Italia)” di Ugo Fracassa. Interverranno, insieme all’autore, Caterina Romeo e Filippo La Porta.Il volume di Ugo Fracassa (Roma Tre), da poco uscito nelle librerie, fa parte dei titoli di “Saguni”, collana di saggistica universitaria (e non) diretta da Giorgio Nisini per la Giulio Perrone Editore, e prova a dimostrare l’esistenza di una relazione tra il passato coloniale di alcune nazioni europee (anche l’Italia) e i processi migratori contemporanei che rimanda a dei riflessi a livello letterario.

Il libro, ben curato, raccoglie saggi ed articoli pubblicati tra il 2006 e il 2011 in unico testo che sin dal titolo denuncia la “mancata coincidenza tra i due elementi che lo compongono”, come se “patria” e “letteratura” fossero la “relazione problematica tra due territori, geopolitico e culturale, tenuti assieme da un vincolo linguistico ma non più perfettamente sovrapponibili”.

La scelta di dividere i saggi in due macro-gruppi (“Narrare la colonia” e “Scrivere la migrazione”) deriva proprio da questa connessione non sinonimica (gli scrittori “migranti” in Italia non sempre sono originari del Nord Africa e dell’Albania) che può condurre ad una “geografia de-territorializzata”.

L’analisi procede per “casi esemplari”: Ennio Flaiano e Malaparte (quello di “Viaggio in Etiopia e altri scritti africani”) da un lato; Lakhous (giallista “pour cause” sulla scia del nostrano Gadda), Gezim Hajdari (poeta albanese insignito nel ’97 del prestigioso premio Montale) e Fabrizio De André (il quale con “Princesa” rese omaggio al libro di Fernanda Farias de Albuquerque, uno dei primi titoli di letteratura migrante in Italia).

Interessante i casi di Malaparte – che parte per l’Africa per “sottolineare” la presunta superiorità italica e che ritorna rapito da un’Africa “inattesa”, “inedita”, “sorprendente” – e di un ambiguo Flaiano il cui “Tempo di uccidere” è capostipite di un certo, esiguo, canone italiano di letteratura di genere (il libro racconta di un omicidio commesso da un militare: a farne le spese  è un’indigena dapprima forzata ad un rapporto sessuale).

Ugo Fracassa (Roma, 1966), ricercatore, insegna Critica letteraria e Teorie della letteratura all’università di Roma Tre. Ha pubblicato due monografie – “Sconfinamenti d’autore. Episodi di letteratura giovanile tra gli scrittori italiani contemporanei” (Pisa, 2002), “Letture marginali e altri sconfinamenti” (Napoli, 2007) – ed ha curato due volumi dedicati ai cinquant’anni de “La bufera” di Montale (Genova 2007 e 2008).

Il suo prossimo lavoro sarà interamente dedicato all’opera di Gianni Celati.

Autore: Ugo Fracassa

Titolo: Patria e lettere

Editore: Perrone

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 168

Prezzo: 14 Euro

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Matteo Chiavarone

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