“Ammazzarsi per sopravvivere”

Sara Meddi

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Di libri sul precariato ormai ne sono stati scritti a centinaia, libri-inchiesta, libri ironici, libri-denuncia, tanto da poter dire che è nato un vero e proprio genere narrativo. Dunque non facile trovare dei motivi per i quali un lettore (magari un lettore-precario) dovrebbe mettere le mani al portafoglio (in tempo di crisi poi…) per comprare un altro libro sul precariato. Per fortuna di buoni motivi per comprare questo libro ce ne sono, innanzitutto perché non è un libro sul riscatto e sul ritrovato successo ma sulla sopravvivenza. Ed è alla sopravvivenza che guardano la maggior parte dei precari di oggi. Quella raccontata da Levison non è una sopravvivenza amara e rassegnata ma una vera e propria forma di vita che diventa sempre più simile a quella di un lavoratore errante, un lavoratore votato all’improvvisazione quasi come un attore da palcoscenico. «Sono diventato senza accorgermene, un lavoratore itinerante, un protagonista di Furore dei tempi moderni».

Iain Levison si sveglia, fa colazione e come succede sempre più spesso spulcia tra gli annunci di lavoro. Ormai è un esperto, non di una professione ben inteso, visto che ha collezionato ben 42 impieghi in 10 anni e in 6 Stati, ma della sottile arte di decifrare tra il burocratese degli annunci di lavoro per trovare il perfetto compromesso tra il minimo impegno e il massimo guadagno.

«È domenica mattina e sto spulciando gli annunci di lavoro. Ce ne sono di due tipi: lavori per cui non sono qualificato e lavori che non mi va di fare. Prendo in considerazione entrambi.»

E così Iain si trasforma di volta in volta in tagliatore di pesce di un market per ricchi, in barman per feste private, in conducente di autocisterne, in pirata della televisione via cavo fino a imbarcarsi su una nave per la pesca di granchi giganti nel mare dell’Alaska

Il viaggio di Iain di lavoro in lavoro diventa l’occasione per metterci con lui sulla strada, come nei migliori romanzi on the road, in un’avventura che va da New York fino all’Alaska e ritorno. Un pellegrinaggio lavorativo per conoscere un’America sempre più disorientata e frammentata dietro la sottile facciata del sogno americano.

Non c’è amarezza in questo viaggio ma solo tanto humor e un pizzico di cinismo, tutto quello che serve in fondo per (soprav)vivere come lavoratore errante nell’era della globalizzazione.

La laurea in Lettere forse non gli sarà servita a trovare lavoro ma possiamo dire che sicuramente Levison ha delle bellissime doti letterarie, tanto da trasformare un libro potenzialmente solo amaro e disincantato in un romanzo ironico, incisivo e graffiante, un viaggio sulle strade d’America che ci riporta all’irriverenza di Kerouac e Bukowski.

Iain Levison, nato in Scozia nel 1963, cresciuto negli Stati Uniti, vive nella Carolina del Nord. In Italia sono stati pubblicati Fatti fuori (Instar Libri, 2005), Una canaglia e mezzo (Feltrinelli, 2008). Tradotto in vari paesi, Levison ha suscitato l’interesse della stampa e del pubblico. È considerato un autore di culto. Stando alle ultime notizie, fa il falegname.

Autore: Iain Levison

Titolo: Ammazzarsi per sopravvivere

Editore: Edizioni Socrates

Anno: 2009

Prezzo: 10 euro

Pagine: 160

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Sara Meddi

Sara è nata nel 1985 vicino Roma. Da bambina, prima di convertirsi alla letteratura, sognava di fare la paleontologa o, in alternativa, la disegnatrice di costruzioni Lego. Adesso lavora da qualche anno nell’editoria come redattrice freelance. Votata da sempre al pendolarismo adesso si divide tra Roma e il Trentino; quando non è in treno vive con il marito, un bimbo, due gatte e un congruo numero di libri. Nel (raro) tempo libero corre, guarda film horror e gioca con discreto successo a Super Mario.

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