Romancing Miss Bronte. Intervista a Juliet Gael

Alessandra Stoppini

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La romantica ed evocativa copertina originale di Romancing Miss Bronte di Juliet Gael (Tea 2012) ci conduce nel mondo delle sorelle Charlotte, Emily e Anne Bronte, scrittrici immortali vissute nell’Inghilterra della prima metà del XIX Secolo. Tra verità storica e romanzo, l’autrice statunitense descrive la breve ma significativa esistenza delle sorelle Bronte, trascorsa nella canonica del piccolo villaggio isolato e tranquillo di Haworth nello Yorkshire dove il padre Patrick aveva una curazia.

Mentre il vento ululava tra l’erica e le piante di ginestrone della selvaggia brughiera fuori dall’abitazione “tipica costruzione georgiana di mattoni a due piani”, Charlotte, Emily e Anne scrivevano ispirate dalla loro fervida immaginazione. Le Bronte fin da piccole col fratello Branwell “si erano dedicati alla scrittura di racconti e poesie”, creando regni fantastici che avevano battezzato Angria e Gondal “pulsanti d’intrighi politici, avventure e drammi” certamente più interessanti della “piatta e monotona routine di Haworth”. Giovani e con molte speranze erano convinti della originalità del loro lavoro, giacché “scrivere poteva essere il sentiero per raggiungere la gioia perfetta”. Sarebbero nati così capolavori del calibro di Cime tempestose e Jane Eire, opere delicate come Agnes Grey, dove è descritta la precaria condizione di governante, volumi tutti pubblicati con lo pseudonimo rispettivamente di Currer (Charlotte), Ellis (Emily) e Acton (Anne) Bell, allo scopo di mettere il giusto distacco tra loro e il mondo esterno. Se Cime tempestose attraverso il passionale rapporto di Heatcliff e Cathy rifletteva il grande amore di Emily per la brughiera illuminata dalla “distesa di viola, verde e oro”, Jane Eire era il ritratto di una giovane governante volitiva e coraggiosa. Tra le pagine del volume spicca la figura orgogliosa di Charlotte, “figlia maggiore di un ecclesiastico” piccola di statura, dalla grande intelligenza, che considerava la scrittura “una missione, una vocazione”.

Juliet Gael con questa documentata, coinvolgente e romantica biografia romanzata, restituisce anima e voce a tre donne che vissero quasi due secoli fa ma che continuiamo a sentire vicine a noi. “Ho cercato di dimenticarvi – pensare continuamente a qualcuno che si teme di non rivedere mai più e che, ciononostante, si rispetta profondamente, è logorante per lo spirito e, dopo che si è sofferto questo genere di ansia per un anno o due, si farebbe di tutto per ritrovare la pace mentale”.

Signora Gael, quando è nato il suo interesse per le sorelle Bronte? Il mio interesse per le Bronte iniziò molti anni addietro, quando studiai i loro romanzi all’Università. Rimasi affascinata dalla complessa dinamica familiare e dall’atteggiamento vittoriano verso le donne, in particolare la segretezza della vita delle donne e la battaglia delle figlie per il riconoscimento in una società in cui mostrarsi pubblicamente era considerato non femminile. Dapprincipio iniziai a scrivere la loro storia come sceneggiatura, in seguito, anni dopo, vi ritornai con un romanzo.

Per quale motivo ha deciso di far iniziare il libro dall’arrivo di Arthur Nicholls, nuovo curato di Haworth? Leggendo le loro biografie, con tutti gli affascinanti aneddoti, si capisce che per sviluppare un romanzo con la forza di un filo conduttore narrativo si deve omettere molto della loro storia. La relazione di Arthur Nicholls con Charlotte fece scaturire questo filo conduttore e il suo arrivo a Haworth mi offrì un’intelaiatura nella quale raccontare la storia. Egli fu incompreso e sottovalutato, all’inizio anche a Charlotte non era piaciuto, e la disapprovazione al matrimonio da parte di suo padre generò un conflitto molto drammatico.

Ristampe e film tratti dai loro libri. Che cosa continua ad affascinarci delle sorelle Bronte? Prima e soprattutto, i loro romanzi hanno un’innegabile, universale ed eterna attrazione, come tutte le grandi letterature che conservano il sapore di verità nei secoli. Jane Eyre è la quintessenza del romanticismo gotico: Cime tempestose ritrae una scioccante, crudele e violenta passione, ciononostante è una passione che dura oltre la morte. E quei romanzi furono scritti in una silenziosa canonica in un brullo, desolato angolo di mondo spazzato dal vento, da due solitarie giovani donne che furono abbastanza coraggiose da scrivere le proprie fantasie in un tempo in cui le donne dovevano tenere celate le proprie genuine emozioni.

Per la redazione del testo quali luoghi ha visitato e quali fonti ha consultato? Il mio primo anno di ricerca l’ho speso leggendo le biografie, ne esistono molte, e le edizioni delle lettere di Charlotte. Mi sono anche basata su dei libri illustrati che ritraggono lo Yorkshire e le brughiere, studi culturali e storici di Haworth, e biografie di altre figure che giocarono un ruolo importante nelle loro vite. Ho intrapreso quattro viaggi verso lo Yorkshire e a Haworth, il villaggio dove vivevano. La prima visita è quella che preferisco; vi ci portai mia figlia, che allora aveva otto anni. Soggiornammo nella casupola di un tessitore e a piedi facemmo delle escursioni nelle profondità delle brughiere di erica. Per pranzo consumammo i nostri spuntini sulle cime spazzate dal vento in prossimità dei ruderi della casa colonica che la leggenda vuole aver ispirato Cime tempestose e ci addormentammo sotto il caldo sole su di un erboso poggio in mezzo alle rovine.

Romancing Miss Bronte è anche un interessante spaccato sulla condizione della donna nell’Inghilterra di metà Ottocento. Ce ne vuole parlare? Quella fu una delle cose della loro storia che mi affascinò. Le sorelle originariamente pubblicarono sotto pseudonimo, perché le scrittrici erano giudicate con parametri completamente diversi. L’immagine vittoriana della donna, quella che indicavano come l’Angelo della casa, imprigionava il comportamento delle donne ancora più duramente del precedente periodo Regency. Vi erano dei temi e modi che erano accettati per le autrici. Il ruolo della letteratura nell’era Vittoriana era di elevare la moralità. I libri di Emily furono giudicati molto severamente, perché i suoi personaggi erano zotici, incolti, rudi e violenti settentrionali abitanti dello Yorkshire e questa non era considerata una letteratura edificante.

In questo periodo sta lavorando a un nuovo romanzo? Sto scrivendo un romanzo su Mary Wollstonecraft Godwin, che all’età di 16 anni fuggì con il già sposato poeta Percy Shelley e scrisse Franknstein all’età di 17. Le loro vite furono incredibilmente complicate e molto romantiche, furono tormentati dagli scandali, dalle tragedie e dai tradimenti ma rappresentarono una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi. La gente conosce la loro amicizia con Lord Byron ma pochi sanno che Mary e Percy Shelley erano entrambi politicamente radicali.

Juliet Gael, americana, laureata in architettura francese all’Università del Kansas, dopo aver lavorato per il cinema come sceneggiatrice, ha vissuto quindici anni a Parigi, dedicandosi alla scrittura. Vive ora a Firenze. Romancing Miss Bronte è tradotto da Claudio Carcano.

Autore: Juliet Gael

Titolo: Romancing Miss Bronte

Editore: Tea

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 15 Euro

Pagine: 423

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Alessandra Stoppini

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