Come i discendenti dell’Eden. Paradiso amaro di Hemmings

Alessandra Stoppini

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Non è facile essere tristi ai tropici”. Matt King il protagonista di Paradiso amaro di Kaui Hart Hemmings (Newton Compton 2012) mentre si trova in ospedale riflette sul recente avvenimento che ha sconvolto la sua famiglia. La moglie Joanie è ricoverata al Queen’s Hospital “nella sua quarta settimana di coma” e Matt nelle prossime ore dovrà prendere una decisione “basandomi sulla diagnosi definitiva del medico”.

La sportiva Joanie, di professione modella, “è stata sbalzata fuori da un motoscafo da competizione che andava a centotrenta chilometri orari durante una gara” al largo di Waikiki. Matt e la figlia decenne Scottie ora la osservano abbandonata sul letto, sembra che dorma ma i tubicini che escono ed entrano dal corpo della donna tradiscono le condizioni di Joanie. “Non ho nessuna decisione da prendere, Joanie ha un testamento biologico. È lei a decidere per sé, come ha sempre fatto”. Non è dunque una fortuna vivere alle Hawai come recita un luogo comune, qui lo stato di beatitudine non regna sovrano, anzi a volte il paradiso può anche essere amaro e il dolore degli abitanti contrasta con le bellezze naturali del luogo. Matt lo sa bene in questo particolare momento della propria vita, quando è costretto a occuparsi per la prima volta di due figlie problematiche (Alexandra è una giovane ribelle di 17 anni). Come se non bastasse, l’avvocato Matt deve “decidere a chi vendere il terreno che appartiene alla mia famiglia dal 1840”, comunicare a parenti e amici che il coma di Joanie è irreversibile, tenere a bada il litigioso suocero e Sid il fidanzatino “alto e allampanato” di Alex dall’aria fintamente ingenua. “Sono sveglio, so prendermi cura di me stesso. Sono un grande tennista e un acuto osservatore della vita che mi circonda. So cucinare. Non mi manca mai l’erba”. Un compito durissimo, una grande responsabilità aggravata dalla rivelazione di Alexandra, la quale aveva scoperto che la madre aveva una relazione extraconiugale. “Ti tradiva papà”.

The Descentants caso letterario in Gran Bretagna e negli USA nel 2007, dopo una settimana dalla sua pubblicazione si trova al terzo posto della hit dei libri di letteratura straniera più venduti in Italia. L’autrice racconta con ironia e verismo il fallimento di un uomo sia come marito sia come padre, un uomo che rivela i propri sentimenti e le proprie frustrazioni, un genitore che non conosce le figlie e che deve riconquistare il loro affetto. Impresa non facile. “Ho preso in mano le redini della casa”. Il personaggio di Matt King è nato dalla fantasia letteraria di una scrittrice che ha saputo calarsi perfettamente nella complessa psicologia e nello stato d’animo di questo antieroe, un cinquantenne confuso la cui bisnonna era una principessa. “Appartengo a una di quelle famiglie hawaiane che deve il proprio patrimonio alla fortuna e ai defunti”. La proprietà fondiaria della famiglia King, ereditata dal bisnonno banchiere e uomo d’affari haole, se messa in vendita rischia di diventare da meraviglioso paradiso incontaminato un eden sporcato da tonnellate di colate di cemento. “Ce ne stiamo comodamente seduti mentre il passato ci deposita milioni in braccio. Mio nonno, mio padre ed io stesso non abbiamo mai toccato il denaro del fedecommesso. Vivo con il solo denaro che guadagno con la mia professione non con quello che ho ereditato. Penso che chiunque dovrebbe partire da zero”. Un romanzo che mescola con abilità commedia e dramma, che parla di sentimenti profondi, forti, di individui comuni che perdono le proprie certezze e che con difficoltà trovano un nuovo equilibrio. “Dalla sua morte, io e le mie figlie cominceremo la nostra risalita”. Dal libro è stato tratto l’omonimo film diretto con la consueta bravura da Alexander Payne, protagonista George Clooney. Una curiosità: l’attrice che nel film interpreta la segretaria di Matt King è Kaui Hart Hemmings, la quale in una recente intervista ha dichiarato che “l’attore è una scelta perfetta”.  “Dico alle ragazze di remare più velocemente, per cavalcare su un’onda che ci spingerà a riva. Aumentano il ritmo, saliamo sopra l’onda e scivoliamo sulle rocce e le sagome oscure negli abissi. Deve sembrare che ci stiamo divertendo un mondo, e un giorno sarà così. E anche se ignoro l’arte dell’orientamento, cerco di condurre la canoa fino a riva meglio che posso”.

La pellicola che si è aggiudicata due Golden Globe come miglior film drammatico e come miglior attore protagonista, nella notte degli Oscar 2012 si è aggiudicata la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale.

Kaui Hart Hemmings è nata e cresciuta alle Hawaii. Dopo aver pubblicato su riviste come Zoetrope e Best American New Voices ha esordito nella narrativa con House of Thieves, una raccolta di racconti acclamati dal pubblico e dalla critica. Ora vive a San Francisco con il marito e la figlia.

Paradiso amaro è tradotto da Paolo Falcone.

Autore: Kaui Hart Hemmings

Titolo: Paradiso amaro

Editore: Newton Compton

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 9,90 Euro

Pagine: 312

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Alessandra Stoppini

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