“Educazione non sentimentale”. Il ‘900 di Elisabeth e Sybille

Alessandra Stoppini

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educazione_non_sentimentaleL’ultimo settembre” di Elisabeth Bowen ed “Educazione non sentimentale” di Sybille Bedford (Neri Pozza) sono i rappresentanti dell’editoria di qualità che da sempre contraddistingue la pubblicazione della casa editrice milanese.

“Verso le sei lo scoppiettio d’un motore, già sentito nell’aperta campagna, s’incanalò tra gli alberi del viale e spinse tutti a uscire, eccitati, sui gradini della casa”. Elisabeth Bowen fa iniziare con questo scatto di “un istante perfetto, felice” ambientato nel 1920 a Danielstown nella contea di Cork in “una grande villa di campagna del XVIII” la storia del declino e della fine dell’aristocrazia anglo irlandese. Al centro della trama vi è la diciassettenne orfana Lois che vive con gli zii Sir Richard e Lady Naylor, testimone della vita sociale elegante che la famiglia conduce tra interminabili tornei di tennis, lunghi riti per il tè e infinite chiacchiere. “A quei tempi, le ragazze indossavano sottane candide e camicette di tessuto trasparente con fiori bianchi in rilievo, e nei capelli intrecciavano nastri che scendevano in bella mostra sulle spalle. Lois era vestita così… “.

Se la vita della giovane e ingenua ragazza Lois è tutta ristretta nell’ameno ma angusto orizzonte della Big House, l’esistenza di Billi la protagonista dello splendido Educazione non sentimentale dell’autrice tedesca Sybille Bedford è fin dalla più tenera infanzia errabonda e piena di vicissitudini. Figlia del barone teutonico Maximilian von Schoenbeck le beau Max come il nobile era chiamato un tempo “nella società elegante parigina” e di una donna inglese dalla “bellezza bruna e regolare”, Sybille/Billi dopo la separazione dei genitori cresce insieme al padre nella Germania del Sud in uno Schloss,castello fatiscente ma non privo di fascino. “Non veniva apprezzato invece il nostro nuovo tenore di vita modesto… mentre per mio padre quella era la giusta risposta a un’epoca di rivolgimenti, la sabbia in cui lui, come uno struzzo, nascondeva la testa. Si sbagliava”. Dopo la morte del genitore, la ragazzina approda in Italia dalla madre che nel frattempo aveva sposato Alessandro, un italiano molto più giovane di lei. L’educazione alla vita si spenderà attraverso la frequentazione di persone memorabili come lo scrittore britannico Aldous Huxley e la consorte Maria, coppie eccentriche come quella formata dal pittore polacco Moise Kisling e la spregiudicata moglie Renée, in un intenso peregrinare tra l’Italia, la Francia del Sud a Sanary-Sur-Mer e l’Inghilterra. Esperienze indimenticabili per Sybille instancabile viaggiatrice cosmopolita dalla mentalità anticonformista. Autobiografia di un’esistenza intensa e testimonianza inedita e diretta di quella comunità di artisti e scrittori che negli anni Venti e Trenta del XX secolo animavano la Costa Azzurra. “Un primo ricordo coerente è essere spinta per strade alberate in una carrozzina che sembrava troppo piccola per me”.

The Last September pubblicato per la prima volta nel 1929 interpreta le temps retrouvé dell’autrice, perché la dimora di Danielstown si ispira a Bowen’s Court, Big House situata nella contea di Cork nella quale la scrittrice aveva trascorso le vacanze estive nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza. Ventitré anni dopo la prima edizione del suo secondo romanzo Elisabeth Bowen scrisse nell’introduzione alla ristampa del volume “questo libro, che fra tutti è quello più vicino al mio cuore, nasce da una fonte profonda, spontanea, incontaminata… la giovane della casa cui è ispirata Danielstown sono io”.Nella nota finale del libro Victoria Glendinning precisa che “i Naylor di Danielstoen, come i Bowen di Bowen’s Court, sono anglo irlandesi, membri di quella comunità prevalentemente protestante che deve la sua influenza e le sue terre alla dominazione inglese, e che in teoria dovrebbe essere fedele alla Corona”. In verità i Naylor “hanno legami intimi con le due culture” dopo aver vissuto in Irlanda da generazioni. I disordini (troubles) scoppiati tra l’esercito inglese e l’Ira (Irish Republican Army) proprio nel periodo preso in esame nel romanzo terminarono nel 1922 con la spartizione dell’Irlanda seguita al Trattato Anglo Irlandese. A seguito di ciò “sei contee del nord erano rimaste sotto il dominio britannico”. Quando la Bowen scrisse L’ultimo settembre la sanguinaria guerra civile che era seguita alla firma del trattato, era terminata da tempo. Elisabeth così commentò nel ’28: “la pace in Irlanda era divenuta stabile”. Pace illusoria se si pensa al successivo sangue versato. Il volume è un efficace ritratto di un mondo che cambia, anche se i protagonisti del dramma fanno finta che non stia accadendo nulla continuando a ballare su una nave che sta per affondare. “Pareva che tutti fossero in attesa… “.

“Quello che avevo nella mente era costruire un racconto sugli eventi e le persone che avevano formato, e segnato, la mia prima giovinezza: ovvero quella educazione non sentimentale di cui parlava il titolo”. È una delle frasi di Sybille Bedford cuore ribelle e zingaro contenuta nelle note finali dell’autrice per far comprendere al lettore il significato profondo del suo quarto romanzo. A la recherche du temps perdu inizia dall’infanzia vissuta insieme al malinconico padre superstite di un mondo scomparso in “un angolo rurale del Baden” il Breisach in un piccolo villaggio Feldkirch, proseguendo poi verso climi più caldi seguendo l’umore instabile della madre superficiale e morfinomane. “Il passato di mia madre era il libro di favole della mia infanzia”. L’inverno la ragazza lo trascorreva a Londra studiando da sola. Meravigliose erano le estati fatte di bagni di sole e frequentazioni formative nella Francia meridionale dopo aver conosciuto e amato l’Italia abbandonata in fretta dopo la presa del potere da parte di Mussolini. “La Francia divenne il paese più simile a una patria che avessi mai conosciuto”. A Sanary “la mia patria d’elezione” immerso in un classico “panorama di campagna”Madame Mère e Madamoiselle Billi erano considerate “straniere, uccelli di passo, outsider… talmente estranee da poter essere ammesse in via eccezionale”. È questa l’eredità, anzi Il Retaggio (A Legacy 1956) di Sybille Bedford prendendo in prestito il titolo del romanzo capolavoro dell’autrice. Per comprendere noi stessi, la nostra provenance o identità come si voglia chiamare, dobbiamo sviscerare il nostro passato anche se com’è accaduto a Sybille Bedford, il padre era un uomo ormai anziano “escluso dal mondo” e la madre “intellettualmente rigorosa” aveva una totale “mancanza di interesse verso i bambini, che avevo considerato naturale e che si può trovare in molte più donne di quante siamo portate a credere”.

È il Novecento attraversato da Elisabeth e Sybille nate la prima alla fine dell’Ottocento e la seconda i primi anni del Secolo breve. I loro scritti riproposti da una casa editrice dal gusto raffinato rispecchiano storie vere di donne che ebbero il coraggio in anni non facili di andare controcorrente. È questo il segreto dell’eterna fascinazione della loro produzione letteraria. “Dovevo ricordare a me stessa come personaggio principale; in altre parole scrivere di me, dei miei sentimenti, delle mie azioni”.

Elisabeth Bowen nacque a Dublino il 7 giugno 1899 e morì a Hythe nel Kent il 22 febbraio 1973. Autrice di numerosi romanzi, tra i quali The House in Paris, The Death of the Heart, The Heath of the Day, ricevette la laurea honoris causa in letteratura dal Trinity College di Dublino e dall’Università di Oxford, e nel 1948 fu insignita dell’onorificenza britannica CBE – Commander in the Order of the British Empire. Da L’ultimo settembre, tradotto da Katia Bagnoli, è stato tratto l’omonimo film nel 2000 diretto da Deborah Warner protagonisti Michael Gambon, Tom Hickey e Keely Hawes.

Sybille Bedford nasce nel 1911 a Charlottenburg, in Germania. Dopo l’avvento del nazismo tronca ogni legame con il suo paese e vive tra la Gran Bretagna, la Francia e l’Italia. Amica di Aldous Huxley e di altri grandi scrittori del Novecento, muore il 17 febbraio 2006. Tra le sue opere più importanti figurano A Legacy e Quicksands. Educazione non sentimentale è tradotto da Graziella Cillario.

Autore: Elisabeth Bowen
Titolo: L’ultimo settembre
Editore: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 14,50 euro
Pagine: 297

Autore: Sibille Bedford
Titolo: Educazione non sentimentale
Editore: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 15 euro
Pagine: 461

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Alessandra Stoppini

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