Giorgio Napolitano: l’orgoglio di una nazione

Alessandra Stoppini

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unaeindivisibile-napolitanoLa Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali” così recita l’inizio dell’articolo 5 della Costituzione Italiana. Mutuando questo principio irrinunciabile del testo costituzionale l’editore Rizzoli ha pubblicato Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia raccolta di una selezione degli interventi pronunciati da Giorgio Napolitano nelle sue tappe per le città della penisola “in occasione di cerimonie e incontri che hanno preparato e accompagnato le celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia“.

All’inizio della prefazione redatta un mese fa il Presidente Napolitano scrive: “Il ciclo delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità non può considerarsi ancora esaurito: lo dicono notizie e annunci che continuano ad affluire. Ma un bilancio sostanziale è certamente possibile, e vorrei sottolinearne alcuni aspetti”. Il Presidente in ciascun discorso ha posto in rilievo quei tanti motivi di orgoglio che ci offre la storia del movimento di unificazione culminato nel Risorgimento quando si sviluppò l’idea di un’identità unitaria.”Senza l’apporto del volontariato non sarebbe stata concepibile la spedizione dei Mille. … nelle sue famose e sempre fascinose Noterelle Giuseppe Cesare Abba dice di udire a bordo «tutti i dialetti dell’Alta Italia» … Insomma, italiani che si sentivano italiani e che accorrevano là dove altri italiani andavano sorretti nella lotta per liberarsi e ricongiungersi in un’Italia finalmente unificata”. (1) Un volume quanto mai attuale perché le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno visto una crescente partecipazione popolare in tutto il territorio nazionale. Si è assistito a un “risveglio di coscienza unitaria e nazionale, le cui tracce restano e i cui frutti sono ancora largamente da cogliere”.”Si è davvero trattato di un gran fiume di soggetti che si sono messi in movimento, in special modo al livello locale, fin nei Comuni più piccoli, istituzioni, associazioni di ogni genere, gruppi e persone. È stato un gran fervore di richiami di antiche memorie, anche famigliari, e di impegni di studio, di discussione, di comunicazione. Quel che si è mosso, poi, nelle scuole è stato straordinario: quanti insegnanti, per loro conto, e quanti studenti, a ogni livello del sistema d’istruzione, si sono messi d’impegno e hanno dato in tutte le forme il loro contributo! E anche in termini quantitativi che cosa è stata la partecipazione dei cittadini anche alle manifestazioni nelle piazze e nelle strade e dai balconi delle case, in un’esplosione mai vista di bandiere tricolori e di canti dell’Inno di Mameli!”. Un successo che ha sorpreso lo stesso Presidente. “Ce lo aspettavamo? In questa misura e in questi toni, no”. È stata quindi una “lezione secca per gli scettici, e ancor più per coloro che prevedevano un esito meschino o un fallimento dell’appello a celebrare i Centocinquant’anni dell’unificazione nazionale”. Le celebrazioni del 2011 sono state la conferma “della profondità delle radici del nostro stare insieme come Italia unita. Si può davvero dire che le parole scolpite nella Costituzione, la Repubblica, una e indivisibile, hanno trovato un riscontro autentico nell’animo di milioni di italiani in ogni parte del paese. E non in contrapposizione ma in stretta associazione, come nell’articolo 5 della Carta, all’impegno volto a riconoscere e promuovere le autonomie locali”.

Il testo diviso in 12 capitoli, ha inizio dall’intervento del Presidente Napolitano al convegno Mezzogiorno e Unità nazionale. Verso il 150° dell’Unità d’Italia tenutosi presso Palazzo Fortunato a Rionero in Vulture in Basilicata e termina con il discorso da lui pronunciato lo scorso agosto al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini. “Orgoglio e fiducia, innanzitutto. Non temiamo di trarre questa lezione dalle vicende risorgimentali!”. (2) C’è in Italia “un bisogno diffuso nei più diversi strati sociali di ritrovare, in una fase difficile carica di incognite e di sfide per il nostro Paese, motivi di dignità e di orgoglio nazionale, reagendo a rischi di mortificazione e arretramento dell’Italia nel contesto europeo e mondiale”. Attenzione però avverte il Presidente che “non ci porti fuori strada l’impressione che appena dopo aver finito di celebrare il Centocinquantenario in un clima festoso e riflessivo, aperto e solidale, si sia ritornati alle abituali contrapposizioni, alle incomunicabilità, alle estreme partigianerie della politica quotidiana”. Perciò il nostro Presidente auspica che “quel lievito di nuova consapevolezza e responsabilità condivisa che ha fatto crescere le celebrazioni del Centocinquantenario continuerà a operare sotto la superficie delle chiusure e rissosità distruttive e non favorirà i seminatori di divisione, gli avversari di quel cambiamento di cui l’Italia e gli italiani hanno bisogno per superare le ardue prove di oggi e di domani”. Conclude Napolitano:”Qual è la conclusione che oggi ne traggo? Che non si è trattato di un fuoco fortuito, di un’accensione passeggera che già sta per spegnersi, di una parentesi che forse si è già chiusa. No, si è trattato di un risveglio di coscienza unitaria e nazionale, le cui tracce restano e i cui frutti sono ancora largamente da cogliere.”

Il libro esce a pochi giorni dall’insediamento del nuovo governo Monti del quale il Presidente della Repubblica, avvalendosi delle proprie prerogative costituzionali, ne è stato l’ispiratore. La svolta (la nomina del Prof. Mario Monti a Senatore a vita) è stata decisiva per lemagnifiche sorti e progressive dell’Italia al termine di un’ennesima giornata nella quale il nostro Paese si trovava “in piena bancarotta politica, e a un passo dalla bancarotta finanziaria” come ha scritto sul quotidiano La Repubblica Massimo Giannini nell’articolo La svolta del Quirinale del 9 novembre 2011. Risulta quindi illuminante leggere Una e indivisibile dove il nostro Presidente stilando un bilancio di quasi un anno di celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia propugna che dopo le celebrazioni operi una responsabilità condivisa e un alto senso di responsabilità che debba riguardare ciascuno di noi. “Nei Centocinquant’anni trascorsi dal giorno dell’unificazione nazionale, l’Italia ha compiuto un lungo e travagliato cammino. Ci siamo sforzati di ripercorrerlo con spirito critico in occasione di un così solenne anniversario, traendone motivi di lucida consapevolezza, di orgoglio e di fiducia”. (3) Sono le parole del Presidente della Repubblica timoniere della nave Italia il cui sostegno popolare è il più alto della storia repubblicana, il quale nel corso del suo mandato presidenziale si è sempre mosso con grande autorevolezza e nell’assoluto rispetto della Costituzione e del ruolo del Parlamento. “Vorrei dirvi che siamo consapevoli dell’ineguagliabile valore del patrimonio storico di cui, nella modestia delle nostre persone, siamo eredi come italiani, e quindi della responsabilità che ci spetta di mostrarcene degni custodi e continuatori. Mai dimenticando l’ampiezza di orizzonti, che ha animato gli spiriti più altamente rappresentativi del genio italiano. Scrisse di sé, nei primi anni del XIV Secolo, Dante Alighieri: ” Noi che pure amiamo Firenze tanto da subire ingiustamente l’esilio per averla amata, abbiamo per patria il mondo, come i pesci il mare”. (3)

  1. Nei luoghi della memoria: Lo scoglio di Quarto. Intervento in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della partenza dei Mille. Genova, Nave Garibaldi, 5 maggio 2010

  2. L’orgoglio di una nazione: Discorso celebrativo dinanzi al Parlamento del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Aula di Palazzo Montecitorio, 17 marzo 2011

  3. L’Italia merita fiducia: Saluto ai Capi di Stato e agli ospiti internazionali convenuti a Roma in occasione della Festa della Repubblica. Palazzo del Quirinale, 2 giugno 2011. Risposta al saluto augurale del Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel corso del pranzo di Stato

Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia sarà presentato giovedì 1 dicembre nell’Aula Magna dell’Università di Roma La Sapienza su invito del rettore Luigi Frati, da Giuliano Amato, Giuseppe Galasso, Paolo Mieli, Giovanni Sabbatucci e dal Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi.

Giorgio Napolitano è nato a Napoli il 29 Giugno 1925, laureato in Giurisprudenza, è stato eletto per la prima volta nel 1953 alla Camera dei Deputati, di cui è stato Presidente tra il 1992 e il 1994. Più volte parlamentare europeo, tra il 1996 e il 1998 è stato Ministro dell’Interno nel governo Prodi. Nominato Senatore a vita nel 2005 da Carlo Azeglio Ciampi è stato eletto Presidente della Repubblica il 10 maggio 2006. Tra i suoi libri ricordiamo Intervista sul Pci (con Eric Hobsawm Laterza 1975), Oltre i vecchi confini. Il futuro della sinistra e l’Europa(Mondadori 1989), Dove va la Repubblica 1992/94, una transizione incompiuta (Rizzoli 1994) e Dal Pci al socialismo europeo.Un’autobiografia politica. (Laterza 2005).

Autore: Giorgio Napolitano
Titolo: Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 15 euro
Pagine: 174
Il volume è disponibile anche in e-book

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