L’osservatore di Thilliez. Atmosfere francesi

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losservatore-nordTorna Franck Thilliez con “L’osservatore” (Nord). Due indagini parallele tra la Francia, l’Egitto e il Canada. Una catena di delitti che attraversa cinquant’anni. Due investigatori agli opposti, uniti dal bisogno di sapere la verità.

Lucie Henebelle ha trentasette anni, due gemelle di otto anni e un’attrazione morbosa nei confronti dei delitti di sangue. Ma non i delitti semplici, di facile risoluzione, quasi banali: i delitti efferati e complessi, opera di serial killer e psicopatici. Lavora nella polizia di Lille, e nella sua carriera si è trovata solo una volta ad affrontare questo tipo di indagine, pur desiderandolo nonostante la sua situazione di madre single.

Durante le ferie, si trova involontariamente trascinata in un’inchiesta dai risvolti oscuri, al cui centro c’è un vecchia pellicola risalente agli anni 50. All’origine del suo coinvolgimento una chiamata in cui Ludovic, amore passato appassionato di cinema d’autore, in preda al panico le annuncia di essere diventato cieco in seguito alla visione di un vecchio film acquistato dal figlio di un collezionista fanatico, deceduto in seguito a un incidente domestico. Su questa pellicola sono incise immagini a prima vista innocenti, seppur strane, ma che suscitano nello spettatore un terrore immediato e sconosciuto.

Dopo averlo visionato, Lucie decide di consegnare il film a un esperto in grado di decifrarne le origini. Scopre così che il regista ha nascosto un altro cortometraggio sotto il primo, sovrapponendo le immagini, una visione così perversa e contorta da suscitare nello spettatore angoscia in maniera subliminale. Prima di riuscire a saperne di più, la poliziotta viene chiamata sulla scena di un crimine: proprio la casa dell’esperto cinefilo, ucciso in modo atroce. Inizia per Lucie un’indagine sul filo del rasoio, che la condurrà nei luoghi più oscuri dell’animo umano.

Frank Sharko ha quasi cinquant’anni, ha perso moglie e figlia in un tragico incidente e gli è stata diagnosticata una rara forma di schizofrenia paranoide: è perseguitato da Eugenié, una bimba di dieci anni che solo lui vede e sente. Dopo aver abbandonato il lavoro sul campo, è diventato un profiler, un agente che dalle retrovie studia i delitti e le scene del crimine per ricavare il profilo psicologico dell’assassino. Vive e lavora a Parigi, e questa volta è chiamato per risolvere uno strano caso: in una fossa comune vengono ritrovati cinque cadaveri non identificabili cui sono stati asportati occhi e cervello.

Sharko si butta a capofitto nell’indagine, tentando di risalire all’identità dei cadaveri, cercando casi simili per stabilire un punto di partenza. Durante le indagini salta fuori il caso di Lucie, il vecchio cineasta, ucciso a quanto pare con lo stesso modus operandi.
L’indagine diviene dunque una sola, e i due poliziotti si rendono conto che è proprio il film maledetto, girato da un regista sconosciuto, la causa di tutta quella violenza.

Dalla Francia passando per il Cairo, fino ad arrivare a Montreal, Lucie e Sharko indagano fianco a fianco, sviluppando non solo l’affiatamento professionale, ma anche, loro malgrado, quello personale. Risalendo alle origini, riescono a trovare un filo conduttore che unisce tutte le vittime, fino ad arrivare alla sconvolgente spiegazione.

Un thriller nella migliore tradizione francese, con una scrittura evocativa e ricca, che riesce a risultare sempre accattivante, anche nei momenti più tecnici. I personaggi sono pieni di fragilità e difetti, perfettamente umani, e la loro storia si sviluppa in maniera naturale, senza forzature. Thilliez è, a mio parere, il più degno erede di un altro grande thrillerista francese, Jean Cristophe Grangè, che ricorda non solo nella scrittura, ma anche nella struttura dei suoi libri e nella tipologia di storie che racconta.

Unica nota stonata, l’epilogo: un po’ troppo commerciale, forse, per un libro così interessante e avvincente.

Franck Thilliez
, classe 1973, vive nel Pas-de-Calais, nell’estremo Nord della Francia. Ingegnere informatico, è da sempre appassionato di scrittura e thriller. Nel 2004 pubblica il suo primo libro Train d’enfer pour Ange rouge, inedito in Italia. Ha vinto i premi Prix des lecteurs Quai du polar 2006 e Prix SNCF du polar français 2007 con La chambre des morts (La stanza dei morti, Nord, 2007). In Italia sono stati pubblicati due dei suo romanzi: La stanza dei morti e Foresta nera (Nord, 2008).  Attualmente vive tra Pas-de-Calais, Antille e Guyana.

Autore: Franck Thilliez
Titolo: L’osservatore
Editore: Nord
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 426
Prezzo: 18,60 euro

Articolo di Andrea Francesca Barsanti

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