Labaro, storia e storie di una borgata romana

Alessandra Stoppini

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labaro-edilazioUn libro che nasce dalla memoria”. Con questa frase Andrea Pergolari sintetizza il significato del volume “Labaro. Storia e storie di una borgata romana” (Edilazio 2011) scritto con Francesca Biancat.

A nord di Roma al centro del XX Municipio il più vasto della città, Labaro sorge lungo la via Flaminia sulle sponde del Tevere.

La grande borgata si perde nella campagna della periferia settentrionale romana e in questo interessante libro le testimonianze dei suoi abitanti ricostruiscono in 12 capitoli tematici cent’anni di vita del quartiere. Labaro quindi un po’ paese, un po’ quartiere chiuso, un po’ campagna attraverso i ricordi dei labaroli, hortus conclusus che rievoca le trasformazioni sociali della società italiana del Novecento. “In hoc signo vinces” era scritto nei labari portati dalle milizie di Costantino il quale proprio in questi luoghi il 28 ottobre del 312 d. C. “tra le colline di Castelnuovo e la piana di Ponte Milvio” vinse sulle truppe di Massenzio sotto i costoni di tufo di Saxa Rubra conquistando il potere imperiale. Il nome del quartiere deriva dunque da quelle insegne delle truppe di Costantino che rappresentavano un’aquila. Nel 1878 fu la bonifica dell’Agro Romano il primo passo per la nascita delle borgate rurali a nord di Roma. Nell’introduzione al volume Francesca Biancat pone l’accento su quel momento magico nel quale gli intervistati dopo un iniziale imbarazzo spalancavano “quel tesoro nascosto nella memoria che sembra irrimediabilmente perso, ma se solo si apre uno spiraglio… si viene assaliti da questi ricordi rimasti sopiti… che si spingono l’uno l’altro per uscire per primi”. Una marea di storie e di emozioni, un bagaglio di ricordi che i labaroli tiravano fuori. “Una vera operazione maieutica”. Francesca Biancat invita i lettori “a perdersi nei dettagli, nella semplicità delle parole, nelle piccole cose”. Ha sicuramente ragione Francesca quando scrive che alla fine della lettura del libro, completato da emozionanti immagini d’epoca e da fotografie in bianco e nero scattate da Angelo Pergolari della Labaro odierna, si prova una sensazione di arricchimento personale, colpiti dai racconti degli intervistati. “Mi padre venne in bicicletta, nel 1932… col treno, da Rosciano… ”. Apre la galleria dei ricordi Antenisca D’Amico.

L’idea del libro parte da lontano… ” precisa per noi Andrea Pergolari. “Nel 2008 ho partecipato a un progetto ideato dall’Associazione Spazio Tempo per la Solidarietà e dalla Biblioteca delle Galline Bianche di Labaro che proponevano un metodo di ricerca orale storico – autobiografica. L’Associazione cercava ragazzi che intervistassero anziani per raccontare le loro storie. Era una mia ossessione quella di raccogliere storie. Ho raccolto una decina di interviste e considerato che questo lavoro non ha avuto uno sbocco particolare, ho recuperato quel materiale e l’ho riutilizzato cercando di seguire quella che era la mia idea: mettere insieme tutte queste storie e fare una storia del posto. Il libro scritto insieme a Francesca Biancat è quindi nato da questo progetto non concluso. Del resto una delle attività del centro culturale Le sedie ideato da me e da Francesca è proprio quello di andare alla ricerca di racconti… ”. Ricordiamo ai nostri lettori che Le sedie è un centro di narrazione dotato anche di un teatro cofinanziato dalla Provincia e dalla Camera di Commercio di Roma con il Fondo della Creatività. Le sedie si presenta dunque come “spazio interattivo proponendo una delle attività più vecchie del mondo cioè raccontare storie e offrendo, allo stesso tempo, un servizio nuovo per la città di Roma: la mnemoteca”. Prosegue Andrea: “Prima della nascita de Le sedie nel quartiere non c’era mai stato un centro di aggregazione culturale nemmeno una piazza perché Labaro era una borgata cresciuta senza un piano regolatore. L’unico luogo di ritrovo era a metà degli anni Sessanta una pista da ballo adiacente a un bar che stava sulla via Flaminia ma ha chiuso dopo 5/6 anni. Del resto Labaro lo si può considerare ancora più che un quartiere come un paese… Se si pensa che l’ultimo cinema a Labaro è stato chiuso nel 1981!”. Andrea è nato e vive da sempre a Labaro. “Mio nonno paterno capostazione a Viterbo su di una linea privata del Lazio che si chiamava Roma Nord venne trasferito insieme alla propria famiglia a Labaro nel 1956”. Un progetto ambizioso quello di Francesca e Andrea che permette “di ridare corpo a volti, nomi, paesaggi che sembravano persi per sempre e nello stesso tempo di interrogarci sulle nostre esistenze: raccogliere storie, stimolare la propria e l’altrui memoria, significa fermarsi a riflettere, dare un valore al tempo, alla propria vita, al proprio arco esistenziale”.

Il libro è un mosaico di molte voci e tante storie di gente che cercò e trovò “la propria America nella campagna romana”. Erano “fattori, mezzadri, figli di braccianti, operai” i quali da soli o insieme alla propria famiglia arrivarono da varie regioni d’Italia quali l’Abruzzo, la Sicilia, la Calabria, la Campania, le Marche.. in cerca di fortuna. “Ed era solo settanta anni fa”. Le case “la casa è stata costruita piano piano. Il sabato e la domenica”. Il lavoro “la vita del Labaro andava avanti con le fornaci”. I divertimenti “si facevano interminabili partite a pallone… … il cinema di Prima Porta era mitico…”. L’alluvione del settembre del 1965 dopo un’estate secca e polverosa “era come un ruscello grosso che andava dentro al portone”. Andando alla ricerca di nuovi sistemi di racconto gli autori dalla rara sensibilità e partecipazione emotiva si sono dedicati alla testimonianza di racconti orali perché “convinti che ogni esperienza, ogni persona, ogni paesaggio sia potenzialmente racconto”. Come settant’anni fa gli uomini e le donne del nostro Paese arrivarono a Labaro con la speranza nel cuore di trovare un lavoro migliore, di condurre una vita dignitosa in terra straniera, oggi nel quartiere i nuovi migranti sono “altri viaggiatori da altre terre straniere” che provengono da luoghi lontani: Romania, Egitto, Polonia, Ecuador, Senegal, Sri Lanka. Ciò che li accomuna ai discendenti dei primi labaroli non è solo “un futuro da costruire” o “famiglie da difendere” ma soprattutto “una memoria da condividere” in piena tolleranza etica e civile.

Venivano tutti a lavorare alle fornaci o in campagna. Le cose erano due. Perché qui non c’era nient’altro”.

Andrea Pergolari è nato a Roma il 27 giugno 1975. Laureato in Storia e Critica del cinema presso l’Università La Sapienza di Roma è Dottore di Ricerca in Tecnologie digitali per la Ricerca nello spettacolo. Ha pubblicato, fra gli altri, La fabbrica del riso (2004), Pasquale Festa Campanile ovvero La sindrome di Matusalemme (2008), Flavio Mogherini scenografo praticamente regista (2009). Con Emanuele Salce ha scritto Luciano Salce – Una vita spettacolare (Edilazio 2009). Nel 2009 ha realizzato sempre con Emanuele Salce il documentario su Luciano Salce L’uomo dalla bocca storta ottenendo una menzione speciale ai Nastri d’Argento 2010. Nel 2010 in collaborazione con Paolo Silvestrini ha scritto Tognazziingiallo. Dal 2011 gestisce il centro di narrazione Le sedie a Labaro.

Francesca Biancat, attrice, regista e insegnante di teatro. Dopo essersi laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo e in pedagogia teatrale presso l’Accademia d’Arte drammatica Silvio d’Amico, completa la sua esperienza teatrale lavorando per anni nell’organizzazione Le vie dei festival di Roma, e nella redazione dell’omonima guida teatrale. Dal 2003 lavora come assistente alla regia di teatro e cinema e, successivamente, come regista teatrale, realizzando due spettacoli ispirati allo scrittore ungherese Istvan Orkény (Questa non è una pipa, Giochi di gatti) e un giallo interattivo scritto in collaborazione con Andrea Pergolari, A luci spente, come curatrice di rassegne di cinema e letteratura e come insegnante di recitazione per bambini, adolescenti e adulti. Dal 2011 gestisce il centro di narrazione Le sedie a Labaro. Il libro Labaro. Storia e storie di una borgata romana è stato presentato lo scorso 28 settembre al Teatro Le sedie dalla giornalista Rai Maria Agostinelli alla presenza degli autori.

Centro di narrazione Le sedie

Vicolo del Labaro, 7 – 00188 Roma
Tel. 0633615618 – http://www.centrolesedie.it/
Autori: Andrea Pergolari e Francesca Biancat
Titolo: Labaro. Storia e storie di una borgata romana
Editore: Edilazio
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 18 euro
Pagine: 171

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Alessandra Stoppini

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