Giovanni Paolo II: il mio santo in terra

Roberto Bisogno

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giovannipaoloii-tauGiovanni Paolo II: il mio santo in terra” di Aurora Simone Massimi (Tau Editrice, 2011). La recente beatificazione di Giovanni Paolo II ha visto il fiorire di una cospicua pubblicistica incentrata sulla figura del papa polacco: ristampa delle sue opere pastorali ma anche delle sue poesie e pièces teatrali, di biografie, di ricostruzioni storiche del suo lungo pontificato.

Tra le innumerevoli testimonianze della devozione e dell’affetto che il grande papa seppe suscitare non solo tra i fedeli ma tra le genti di ogni parte del mondo, si segnala quella di Aurora Simone Massimi per la quale l’incontro con Giovanni Paolo II ha segnato una vera e propria svolta della sua vita.

Il racconto dell’autrice si apre con la descrizione dell’atmosfera di ansia e di attesa della folla riunitasi in piazza San Pietro in quel tardo pomeriggio del 16 ottobre 1978, quando per la prima volta Karol Wojtyla, neo eletto papa, si affaccia dalla Loggia delle Benedizioni

La semplicità del suo primo discorso“, rivela l”autrice, “incantò anche me“. Ma una sorta di folgorazione la colse a seguito di quel grido impetuoso del Pontefice nel giorno della sua solenne incoronazione: “Aprite le porte a Cristo!”. Un invito ad aprire il proprio animo, a cambiare stile di vita, ad iniziare un cammino di fede in Cristo: un invito al quale non si sentì di potersi sottrarre. Da quel giorno inizia per Aurora Simone un cammino spirituale, autentico e profondo, attraverso il quale si compie per lei il “graduale passaggio da una fede immatura e assopitasi negli anni, ad una fede adulta e ad un rapporto vivo con Cristo“.

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Roberto Bisogno

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