Cuori cinesi

Alessandra Stoppini

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fioredineveNel romanzo “Fiore di neve e il ventaglio segreto” di Lisa See (Longanesi 2011) traduzione di Federica Oddera, la protagonista Giglio Bianco “una vedova di ottant’anni” scrive: “ho una vita intera da raccontare; non ho nulla da perdere e rischio di offendere ben poche persone”. Nella Cina rurale del XIX Secolo Giglio Bianco era venuta al mondo nel 1823 “nel terzo anno di regno dell’imperatore Dao Guang, il quinto giorno del sesto mese lunare” nel villaggio di Puwei nella contea di Yongming, quella del Fulgore Perenne.

Il padre di Giglio Bianco insieme al fratello coltivava “riso, cotone, taro e ortaggi” in sette mu di terra affittati da un ricco proprietario terriero “che viveva nell’estremo Ovest della provincia”. Nella tipica casa cinese esposta a sud “una delle camere al piano superiore era dedicata alle riunioni delle donne, e vi dormivano le ragazze nubili”. Ormai anziana con una serie di lunghe giornate di fronte a sé Giglio Bianco scrive che le interessa solo il passato lei che aveva “sempre aspirato all’amore”. Ma ciò che più preme alla donna è ricordare il suo legame d’amicizia più forte che qualsiasi parentela “laotong” con Fiore di nevela mia vecchia me stessa” iniziato da piccole attraverso il nu shu “la nostra scrittura femminile in codice” espressa nei ventagli simbolo di leggiadria ed eleganza. “Ritengo che nella vostra casa viva una fanciulla di buon carattere, esperta nelle arti femminili. Lei e io siamo nate nel medesimo anno e nel medesimo giorno. Non potremmo essere la stessa l’una per l’altra?”. Era stato questo il primo messaggio di Fiore di neve per Giglio Bianco pennellato su di un ventaglio impreziosito da “una semplice ghirlanda di foglie a decorare il bordo superiore”. Un ventaglio leggero “rispetto a tutte le gioie e tutti i dolori di cui è carico”, un ventaglio che agita il vecchio cuore di Giglio Bianco, i cui fruscii di ciascuna piega nascondono un ricordo, un messaggio segreto, “il palpito di un cuore” perché Fiore di Neve era il mio rifugio e io il suo”.

Snow Flower and the Secret Fan, bestseller da 1.500 mila copie, di Lisa See narra della condizione di sudditanza delle donne nella società patriarcale cinese e della condizione d’isolamento femminile spezzata dal nu shu. Le origini del nu shu la scrittura basata su di un codice segreto utilizzata dalle donne di una remota regione della provincia meridionale dello Hunan, vengono fatte risalire a mille anni fa”. L’autrice precisa che il nu shu è “l’unica lingua scritta al mondo creata dalle donne esclusivamente per il proprio uso”. Quanti segreti e quanti misteri dunque tracciati nei ventagli o ricamati sui fazzoletti per un linguaggio creato e usato dalle donne e mantenuto celato agli uomini. Nella nota finale Lisa See scrive che rimase conquistata dal nu shu per caso, mentre scriveva una recensione per il Los Angeles Times sul saggio Aching for Beauty di Wang Ping. L’autrice si rese conto che erano rimaste poche testimonianza di questo linguaggio particolare (lettere, storie, ventagli, tessuti o ricami), perché “la maggior parte finiva bruciata sulle tombe, per ragioni pratiche e metafisiche”. La Rivoluzione culturale cinese aveva fatto il resto e quindi durante la seconda metà del XX Secolo il nu shu era scomparso quasi del tutto, perché “venivano meno anche le principali ragioni per cui era stato utilizzato”.

In poco più di trecento pagine la voce di Giglio Bianco rievoca per il lettore la vita delle donne nelle campagne della Cina nell’Ottocento, esistenze condizionate da arcaiche regole di obbedienza e colme di sofferenza come l’odioso rito della fasciatura dei piedi che l’autrice descrive nei minimi particolari. Per raggiungere un assurdo canone di bellezza, rappresentato dal possedere piedini perfetti dalla forma simile a un bocciolo di loto, le bambine cinesi erano costrette a sopportare dolori lancinanti. “Una bambina su dieci perdeva la vita in seguito alla fasciatura dei piedi, non solo nella nostra contea, ma nell’intera Cina”, tutto questo perché le dimensioni dei piedi “avrebbero determinato il mio valore come sposa”.

Da bambina, obbedisci al padre; una volta sposata, obbedisci al marito; da vedova, obbedisci a tuo figlio”, era questa la regola di vita di Giglio Bianco, Fiore di Neve e di tutte le altre donne, le quali però nei loro cuori cercavano di tramutare la frase in un diverso assioma: obbedisci, obbedisci, obbedisci, e poi fa ciò che vuoi”. La scrittura segreta era la voce interna delle donne che permetteva loro di avvicinarsi l’una all’altra nonostante i piedi fasciati mettendo le ali della libertà ai pensieri, donando loro quella libertà mentale da sempre negata in un mondo retrivo che non poteva immaginare che le donne provassero emozioni o sapessero formulare idee creative. “Siamo due anatre mandarine, siamo due fenici librate in volo nel firmamento. Il racconto emozionante e commovente di Lisa See parla alla coscienza e al cuore di ciascuno di noi e la storia di Giglio Bianco e Fiore di Neve che ebbero poche opportunità di cambiare il loro destino è sicuramente motivo di profonda riflessione. Siedo dietro lo schermo della finestra e guardo oltre i campi, verso il villaggio in cui sono nata. Ti immagino nella stanza delle donne, mentre volgi lo sguardo dalla mia parte. Il mio sguardo si libra sopra la campagna e vola fino a te. Sei davvero là? Mi vedi? Senti quello che provo io? Sono triste senza di te. Scrivimi, ti prego, o vieni a trovarmi. Fiore di Neve”.

Lisa See nata nel 1955 vive a Los Angeles. Collaboratrice di Los Angeles Times, Washington Post, Cosmopolitan e Publishers Weekly ha compiuto frequenti viaggi in Cina, soprattutto per visitare i luoghi di origine della sua famiglia. Oltre a Fiore di Neve e il ventaglio segreto, Longanesi ha pubblicato In una rete di fiori di loto candidato al Premio Edgar, La ragazza di giada e Le ragazze di Shangai. Dal romanzo Fiore di Neve e il ventaglio segreto è stato tratto il film Il ventaglio segreto diretto da Wayne Wang.

Autore: Lisa See
Titolo: Fiore di Neve e il ventaglio segreto
Editore: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 17,60 euro
Pagine: 335

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Alessandra Stoppini

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