L’ultima eredità: mistero a Orvieto

Alessandra Stoppini

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ultima-ereditaNel libro “L’ultima eredità” di Valentina Pattavina (Fanucci Editore 2011) il lettore avrà il piacere di incontrare di nuovo Matilde Ferraris e l’eterogenea comunità orvietana già protagonisti de La libraia di Orvieto libro rivelazione della scrittrice catanese pubblicato un anno fa. In una notte di giugno del 1944, mentre la rocca della cittadina umbra era scossa dai bombardamenti degli “squadroni volanti”, una figura si aggirava tra le lapidi e le croci del cimitero.
Dopo aver individuato un punto adatto, l’uomo senza volto sotterrò un fagotto ricoprendo subito dopo la buca. “Sessant’anni (e rotti) dopo durante un inverno particolarmente freddo “per Orvieto si aggira un ignoto delinquente che, armato di vanga e di altri strumenti non bene identificati, scava buche più o meno profonde nei posti destinati all’eterno riposo”. Così scrive nel suo articolo il giornalista Michele Paolini, nipote del Professor Paolini proprietario della libreria dove lavora Matilde. Nello stesso tempo un ladro buontempone si diverte a prelevare tutto ciò che “in una cittadina tranquilla e fiduciosa nel prossimo, viene lasciato sulla strada” compresa la bicicletta di Matilde. C’è molto materiale per avviare una serie d’indagini e la mente acuta e perspicace della libraia non si sottrae a questa sfida. Per quale motivo viene profanato il cimitero di guerra? Che cosa nasconde ancora una volta la rupe tufacea su cui si erge Orvieto?”.

Nel palcoscenico di questa black comedy si affacciano personaggi vecchi e nuovi come lo stravagante parrucchiere Regolo Maltagliati fidanzato di Elvira figura letteraria già incontrata in precedenza. Accanto al professor Paolini ecco materializzarsi la cantante d’operetta Cosetta Curci – Vitali “dolce amica di un tempo che fu” perseguitata dallo sguardo malevolo e iettatorio di Giorgina padrona di casa di Matilde, segretamente innamorata del Professore. “Nel pieno di questa gelida stagione orvietana” arriva come un fulmine dentro la libreria, il figlio della perpetua, l’undicenne Angelo Celletti, chiamato Cecio “perché sono grande quanto un cecio e perché non mi so tenere un cecio in bocca”. Quest’autentico flagello di Dio “basso e magrolino” è capace di mettere a soqquadro in un battibaleno l’intero locale coadiuvato da Doris e Lessing i lupetti di Matilde. “È così che doveva essere Gavroche, il monello che Victor Hugo fa morire sulle barricate di Parigi… ” riflette Matilde osservando le prodezze di Cecio. La libreria rappresenta il rifugio e la consolazione di Matilde dai dolori e dai drammi che la vita le ha finora inferto. Per la nostra eroina, infatti “la lettura è passione, incanto, apertura mentale” mentre i libri “sono pieni delle parole dei sapienti; parole profonde, penetranti, antiche”. L’amore per la sua professione non impedisce a Matilde di indagare sullo sterratore ignoto, infatti, lei e Michele formano una grande coppia d’investigatori come Nero Wolfe e Archie Goodwin, come orgoglioso dichiara Michele, De noantri” aggiunge silenziosamente Matilde sempre dotata di una buona dose di umorismo e ironia.

Ne L’Ultima eredità, atteso sequel de La libraia di Orvieto, accolto favorevolmente sia dal pubblico sia dalla critica e nel quale humor e dramma s’intrecciano alla perfezione, lo stile dell’autrice è scorrevole, intervallato da dotte citazione letterarie come I sepolcri di Ugo Foscolo All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?”.

Secondo un sondaggio Istat del 2010 le donne leggono più degli uomini. Infatti, si dichiarano lettrici convinte il 53% delle donne contro il 40 % degli uomini. Le prime sono orientate verso la narrativa mentre i secondi si dirigono verso la saggistica e la manualistica. Perché le lettrici sono più numerose dei lettori? Secondo un sondaggio www.feltrinellieditore.it perché sono dotate di più immaginazione (68%), per consolarsi dei loro uomini (22 %) e perché vivono nel mondo dei sogni (10%). Ci domandiamo a questo punto che cosa ne penserebbe la sagace Matilde Ferraris, la quale cita Amos Oz per meglio chiarire la sua passione per i libri. Quando domandavano al bambino Amos che cosa avrebbe voluto fare da adulto, il futuro scrittore israeliano rispondeva “voglio diventare un libro”. Uno scrittore muore mentre una copia di un singolo libro si può conservare in una sperduta biblioteca “della più sperduta città della terra”, quindi un libro non muore mai”.

Valentina Pattavina è nata a Catania nel 1968. Ha studiato Archeologia. Dopo un’intensa attività nel mondo dello spettacolo, nel 1966 si è affacciata nell’editoria. Con Vincenzo Mollica, dal 1999 cura la serie Parole e canzoni pubblicata da Einaudi Stile Libero e dedicata ai cantautori. Per la stessa collana tra il 2008 e il 2010 ha scritto quattro monografie dedicate a Totò, Alberto Sordi, Paolo Villaggio e Ugo Tognazzi. Nel 2010 è uscito La libraia di Orvieto (Fanucci Editore).

Autore: Valentina Pattavina
Titolo: L’ultima eredità
Editore: Fanucci
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 16 euro
Pagine: 214

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Alessandra Stoppini

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