“Questo corpo mortale”. Ritorna Thomas Lynley

Alessandra Stoppini

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questocorpomortaleIn “Questo corpo mortale” (Longanesi) di Elisabeth George  in Gran Bretagna il mese di giugno era insolitamente caldo. Si susseguivano “giorni senza una nuvola” i quali facevano presagire “un luglio e un agosto torridi”.

Questo clima si ravvisava sia nella movimentata Londra sia nella New Forest nell’Hampshire terra incantata nella quale sembrava non accadere mai nulla.

In uno dei tanti villaggi del luogo composto di cottage dai tetti di paglia e dove i pony “abitanti di antica data della New Forest” brucano liberamente nei prati, tra i sorbi e le betulle, sotto querce e faggi antichisssimi, una giovane donna Jemina Hastings era scomparsa improvvisamente alcuni mesi prima lasciando l’ex fidanzato Gordon Josse, il suo negozio avviato di dolci The Cupcake Queen, le sue amicizie e il fratello Robbie. In un rifugio accanto a una cappella del giardino – cimitero di Abney Park nella zona nord – orientale di Londra era stato ritrovato il cadavere di una giovane donna colpita da numerose coltellate, quel corpo mortale apparteneva proprio a Jemina Hastings, la quale aveva deciso di iniziare una nuova esistenza nella capitale britannica lontano dal suo luogo di origine. Le indagini erano state affidate a Isabelle Ardery sovrintendente investigativo provvisorio di New Scotland Yard, due figli gemelli di otto anni, divorziata, con una pericolosa propensione al bere. La squadra investigativa di Thomas Lynley le cui punte di diamante erano i sergenti investigativi Barbara Havers e Winston Nkata “molto alto, molto scuro, con il viso sfregiato da una cicatrice, ricordo di una rissa adolescenziale” ora erano alle dirette dipendenze dell’ultima arrivata, dopo che il sovrintendente Lynley aveva deciso di prendersi una pausa dal lavoro in seguito all’omicidio della moglie Helen.

La maestra assoluta del mystery all’inglese” come l’ha definita The New York Times, non delude i suoi appassionati lettori e riporta sulla scena del crimine l’ottavo Conte di Asherton il quale si era rifugiato nella natia Cornovaglia per cercare di dare libero sfogo al suo immenso dolore. L’aristocratico Thomas aveva deciso di ritornare a vivere a Londra nella sua abitazione nel quartiere di Belgravia accudito dal suo maggiordomo Charlie Denton. L’uomo era stato convinto da Isabelle a ritornare in servizio, insieme avrebbero cercato di risolvere un caso che via via si andava rivelando sempre più complicato. “Io credo che potremmo lavorare insieme Thomas. Credo che possiamo lavorare molto bene insieme, a dirla tutta”. Chi aveva ucciso Jemima dagli “occhi opachi” il cui cadavere è stato ritrovato in uno storico cimitero che sembra un labirinto dove non avrebbe dovuto stare?

This Body of Death è la quindicesima indagine della giallista americana che ha come protagonista Thomas Lynley. Alto, biondo, occhi scuri, comportamento e portamento naturalmente elegante, brillante, colto, educato, Thomas membro dell’upper class “era uno di quegli uomini che si muovevano sempre con aria sicura, dando l’impressione di trovarsi a proprio agio ovunque”. Trascorsi cinque mesi dall’assassinio della moglie, Thomas, definito dai colleghi come il classico gentiluomo, cerca di riprendere in mano la propria vita mentre è ancora troppo vivo il ricordo di Helen. “Eravamo completamente sbagliati l’uno per l’altra, e questo in ultima analisi, ci ha resi perfetti l’uno per l’altra. Io l’adoravo”. Se il Conte di Asherton appare “educato, istruito, con una voce pastosa e fin troppo ben vestito” il “formidabile sergente Havers” è l’esatto opposto. Barbara proviene dalla working class, non è bella, non sa assolutamente vestirsi, non si trucca e ha un carattere burbero. Havers però possiede una straordinaria acutezza e una profonda umanità. In questa indagine Isabelle consiglia, anzi ordina alla donna di migliorare il proprio look e il sergente si vede costretta a ubbidire aiutata dalla sua piccola vicina di casa e amica Adiyyah. Sono queste le pagine più divertenti e ironiche del romanzo nel quale ancora una volta l’autrice sviluppa le personalità dei singoli personaggi.

Thriller psicologico nel quale in più di seicento pagine il lettore si trova coinvolto nella complicata trama che assomiglia a un mosaico. In una Londra sempre più violenta e permeata di zone oscure Isabelle Ardery, che si era dovuta costruire una corazza di freddezza e autocontrollo per lavorare e avere ambizioni “in un mondo dominato dagli uomini”, e Thomas Linley dovrebbero venire a capo di una morte violenta, tenendo a mente il versetto della Lettera ai Romani 7:24 di San Paolo che si trova all’inizio del volume Che uomo infelice sono! Chi mi salverà da questo corpo mortale?”.

Elisabeth George è nata a Warren nello Stato americano dell’Ohio il 29 febbraio 1949. Si è laureata all’Università della California. Ha svolto la professione d’insegnante per tredici anni fino alla pubblicazione del suo primo romanzo A great deliverance nel 1989 che fu premiato come migliore opera prima dell’anno. Si è divisa poi tra la scrittura e l’insegnamento di scrittura creativa in seminari presso varie università. Ha creato il personaggio dell’ispettore Thomas Lynley da cui è stata tratta una serie televisiva. Ha ricevuto alcuni prestigiosi premi internazionali per la narrativa poliziesca, tra i quali il premio Agatha per il miglior romanzo d’esordio E liberaci dal padre (2001), il Grand Prix de la Littérature Policière e il premio tedesco MIMI per Scuola Omicidi (2005). Vive nello Stato di Washington ma fa frequenti viaggi a Londra, dove possiede un appartamento a South Kensington. È autrice di quattordici romanzi gialli, un saggio e due raccolte di racconti, tra i quali Agguato sull’isola (2004), Nessun Testimone (2005), Prima di ucciderla (2007) e La donna che vestiva di rosso (2009) tutti pubblicati dalla Casa Editrice Longanesi.

Autore: Elisabeth George
Traduzione di Maria Cristina Pietri
Titolo: Questo corpo mortale
Editore: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 18,60 euro
Pagine: 654

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Alessandra Stoppini

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