L’Italia quotidiana, oggi come oggi

Michele Lupo

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piazza-dellunitaDue libri, il romanzo “Piazza dell’Unità” (Marcos y Marcos, 2011) di Maurizio Matrone e la raccolta di racconti “Amori al singolare” (Effigie edizioni) di Teo Lorini, sull’odierno paesaggio sociale della penisola, narrato attraverso storie minime, amare e sentimentali.


La terra delle vicende contenute nel romanzo di Maurizio Matrone si chiama Italia, la lingua che sembrerebbero usare i suoi personaggi l’italiano e, ma solo fino a un certo punto, potrebbe nella sua relativa libertà sintattica far intuire ciò che è poi portato sulla scena: cinesi, marocchini, albanesi, rumeni, rom.

A leggere questo libro – non privo di una sua vena divertente – la trasformazione in atto del nostro territorio parrebbe dirompente. E acquisita in via definitiva: colpisce che gli unici italiani presenti a fare da contraltare alle storie di giovani immigrati, più o meno acclimatati, più o meno sbandati, siano forze dell’ordine e insegnanti. Come in un estremo tentativo di marcare lo spazio attraverso simboli istituzionali, i quali non possono granché rispetto al disordine – lo dico in senso neutro, ovvio – implicato da uno smottamento storico, oggettivo delle forme culturali che lo abitano. Che non hanno da fare solo o tanto con gli indigeni, ma con altri migranti, diversi in tutto, se non in una cosa, forse: il sesso.

Ecco, il sesso, fatto per gioco, per amore, per piacere e anche per soldi. Il sesso tiene insieme queste storie ma soprattutto sembra l’unica lingua a disposizione di persone diversissime per accoglierle dentro un unico precario tessuto che si disfa nello stesso momento in cui  prova a costruirsi. Il marocchino Mohammed, la cinese Schen Li, e poi Roman, Elena, ognuno in queste periferie urbane che pure appaiono le sole vive delle nostre città scollate, spavaldi o timidi, nel sesso riconoscono un mezzo e un fine attraverso un continuo passaggio di scene, una pulsione irrefrenabile e uno strumento per far soldi, o per guadagnarsi quel prestigio che aiuta a vivere specie chi non ha molto altro. Sesso e droga, va da sé. E gelosia, una grammatica dei sentimenti riconoscibilissima oltre il colore della pelle. Una lingua svelta, accattivante che lascia entrare una storia nell’altra, un personaggio accanto all’altro. Una scrittura agile, quella di Matrone, non di rado oscena ma mai volgare.

A una lingua estremamente comunicativa sembra puntare anche Teo Lorini nei racconti tenuti insieme in Amori al singolare (Effigie Edizioni). Il che non vuol dire (in questo caso) intendere la scrittura come un semplice lasciapassare di “fatti” o peggio “messaggi”, né indulgere a espressioni corrive e puramente funzionali alle storie ma un tentativo di farle scorrere nei loro tratti essenziali, mimetici dei passaggi che rappresentano. Come nel primo dei racconti “Donne che non” nel quale assistiamo alla precaria evoluzione (non fosse quella dell’inevitabile trascorrere degli anni) di un fanciullo poi adolescente, poi giovane, la cui vita successiva all’università cerca una traccia verosimile di se stessa attraverso il rapporto che il narratore ha avuto con l’universo femminile. Spesso le vite dei personaggi di Lorini vorrebbero essere elementari, vorrebbero pascersi di illusioni amorose, seguire il flusso degli impulsi e delle passioni – laddove si scontrano invece con una serie di ostacoli che fanno dell’amore e della vita tutta un campo di complicazioni indesiderate quanto inevitabili.

L’inclinazione ironica di queste voci narranti dovendo fare i conti con le amarezze quotidiane, i piccoli e grandi fallimenti personali, disavventure a volte divertenti altre meno, l’osservazione obbligata di una realtà disturbante, ambigua, non di rado ipocrita, spesso prende una piega caustica e amara. Il segno, anch’esso, di una maturità di cui a volte si farebbe a meno.

Maurizio Matrone, quando faceva il poliziotto, scriveva un sacco di relazioni di servizio, ma anche saggi, romanzi, racconti, sceneggiature, fumetti, storie per ragazzi, format, progetti, didascalie, pièce, canzoni, presentazioni, prefazioni e postfazioni. Adesso che ha quarantacinque anni e fa lo scrittore, ha smesso di scrivere le relazioni di servizio.

Autore: Maurizio Matrone
Titolo: Piazza dell’Unità
Editore: Marcos y Marcos
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 15 euro
Pagine: 272

Autore: Teo Lorini
Titolo: Amori al singolare
Editore: Effigie Edizioni
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 12 euro
Pagine: 101

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Michele Lupo

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