“Nato all’inferno”: una vera storia di miseria e dignità

Michela Gelati

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natoinferno-salaniMario Gregu, autore del romanzo autobiografico “Nato all’inferno” (Salani, 2011), cresce nella Sardegna misera e rurale degli anni ’30, orfano di madre, abbandonato dal padre, terzo di sei fratelli.

La sua, appuntata a mano in una lingua imperfetta e per questo estremamente viva, autentica, capace di rappresentare fino all’osso una realtà durissima senza mai scadere nel patetico, è una storia vera, perfettamente rappresentata dal titolo, eppure anche grazie a quella lingua essenziale risulta quasi simbolica, come una fiaba.

Come nelle fiabe, dove il protagonista affronta incredibili prove, Mario ancora bambino si ritrova solo, poverissimo, senza scarpe, a inventarsi decine di lavori per sopravvivere in una terra aspra e impietosa. Fa il pastore di capre, il servo, poi il manovale nei campi, vende biancheria e selvaggina, attraversa a piedi terre selvagge per portare giornali nei covi di briganti e santini nelle masserie.

La sua non è ricerca di fortuna, ma almeno all’inizio l’accanimento umano per la vita, la speranza di un lieto fine che coincide semplicemente la normalità. Mario Gregu attraversa boschi scuri, villaggi desolati, lande desertiche di una Sardegna sconosciuta, in un susseguirsi di fatiche, sfortuna e tenacia davvero degne di una fiaba amara, che oltre alle vicissitudini di un uomo racconta una Regione popolata di “cattivi”, miserabili, prepotenti, disperati, eppure anche, magari nascosti in boschi impenetrabili, i poveri e generosi, l’ospitalità in una notte di tempesta, la convivialità e la condivisione nonostante tutto.

Mario andrà anche a Roma, dove farà per un breve periodo la comparsa nella Cinecittà degli anni del boom, vedrà le città della costa, entrerà sbalordito e spaesato nel primo grande magazzino, la Rinascente. Prima di andare emigrante in Germania e poi rifarsi una vita a Milano, città d’adozione dove Gregu apre un negozio di frutta e verdura, ma che il romanzo non racconta. E sarà proprio l’ingegnere milanese Paolo Arosio, dopo aver incontrato Gregu ormai in pensione nella sua Sardegna, ad ascoltarne la storia e a convincerlo a raccontarla in un romanzo. Un piccolo, grande romanzo che racconta una preziosissima storia di coraggio e fiducia nella vita, un sogno italiano di tenacia, riscatto e  – soprattutto  – immensa dignità.

Mario Gregu, nato in Sardegna nel 1934, lasciò l’isola poco più che ventenne per lavorare in Germania per qualche mese. Tornato in Italia, è stato dipendente dell’industria aeronautica Caproni di Vizzola Ticino e della Ursina di Milano. Nel capoluogo lombardo ha poi aperto un negozio di frutta e verdura, attività che ha incrementato costantemente negli anni finché, nel 1995, è tornato in Sardegna, ad Arzachena, dove vive con la moglie.

Autore: Mario Gregu
Titolo: Nato all’inferno
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 10 euro
Pagine: 112

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Michela Gelati

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