“Il buio oltre la siepe”. Intervista ad Alba Rohrwacher

Alessandra Stoppini

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buio-oltrela-siepeLa voce piena di sensibilità e intensità di Alba Rohrwacher legge “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee (Emons), uno dei libri più belli di tutta la letteratura americana del ‘900 e Premio Pulitzer nel 1960 anno della sua pubblicazione.

La vita nella Maycomb degli anni Trenta una piccola cittadina americana dello Stato sudista dell’Alabama vista attraverso gli occhi innocenti e curiosi di Scout Finch figlia del protagonista, l’avvocato Atticus, ha colpito la coscienza e l’immaginazione d’intere generazioni di lettori. Ho avuto la mia parte di guai. Avrei facilmente potuto guastarmi. Quando guido per Harlem o nei quartieri del South Side di Chicago, quando vedo i ragazzi all’angolo, dico: Quello potrei essere io se Dio non mi avesse aiutato”. La frase tratta da Il buio oltre la siepe fu pronunciata dal Presidente degli USA Barack Obama il 17 luglio 2009 a New York durante le celebrazioni per il centesimo anniversario della NAACP, la National Association for the Advancement of Colored People, la più antica associazione per i diritti civili. “Abbattete le barriere razziali” era stato l’accorato appello del primo Presidente afroamericano degli Stati Uniti d’America rifacendosi anche alla trama di questo romanzo incentrato su un processo ingiusto a un uomo di colore difeso dal progressista Atticus Finch.

Ascoltare l’audiolibro Il buio oltre la siepe letto da una delle nostre giovani interpreti più preparate e apprezzate, offre una nuova chiave di lettura per ritrovare l’atmosfera di un libro capace di insegnare a tutti noi coerenza e onestà.

Alba, che cosa ha provato nel dare voce alla piccola Scout coscienza e io narrante de Il buio oltre la siepe?
“È
stata un’esperienza intensa, molto significativa. Mi sono immedesimata nella curiosità di Scout, nel suo sguardo intelligente e nella sua voce. Insieme a Scout sono entrata nelle pagine del libro, in una fiaba nera che affronta il tema della paura del diverso. È diverso Arthur Boo Radley, un uomo misterioso che vive da anni nella casa maledetta attigua all’abitazione della famiglia Finch ed è considerato diverso perché afro americano Tom Robinson, ingiustamente accusato di omicidio. Scout, il fratello Jem e il loro compagno di giochi Dill hanno paura di Boo e al tempo stesso ne sono affascinati. Insieme alle avventure dei tre piccoli protagonisti Harper Lee racconta la stramba e varia comunità di Maycomb e fa un ritratto bellissimo dell’avvocato Atticus Finch padre di Scout e Jem.”

Nel 2010 il romanzo ha compiuto 50 anni ma resta sempre attuale. Qual è secondo Lei il motivo del costante interesse da parte dei lettori?
“Ci sono alcuni temi universali su cui l’uomo, pur se in forme diverse, continua a interrogarsi e continuerà a farlo: la convivenza tra culture diverse, gli istinti razzisti, il pregiudizio verso ciò che è sconosciuto.
Il buio oltre la siepe è un romanzo che affronta temi universali e quanto mai attuali: il razzismo, la tolleranza, la paura del diverso. Non ci troviamo più nella Maycomb degli anni Trenta ma quanti sono ancora i pensieri ottusi, carichi di ciechi pregiudizi che ci circondano?”

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Alessandra Stoppini

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