Huxley, il sogno dell’immortalità

Chiara Pieri

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dopomoltestati-ilcignoCavallo di Ferro ha ripubblicato nel novembre 2010 uno dei romanzi meno noti dello scrittore britannico Aldous Huxley, “Dopo molte estati muore il cigno“, nella traduzione di Catherine Mc Gilvary. Il libro, edito per  la prima volta nel 1939 e definito dallo stesso Huxley una ‘bizzarra stravaganza’, torna oggi a oltre settant’anni di distanza con un tema di grande attualità come la ricerca dell’eterna giovinezza.

Tra parti narrative, riflessioni filosofiche e sperimentazioni scientifiche, la complessa opera di Huxley si può leggere a vari livelli. Per quanto riguarda la parte narrativa, un miliardario americano sovvenziona un umanista inglese perché legga degli antichi manoscritti, che celano dei misteri e delle scoperte. Alla corte dell’uomo ricchissimo, possessore di uno strano castello un po’ kitsch, tra gabbie di babbuini e una grotta con la vergine, vive anche una giovane e bella attricetta hollywoodiana, che lo fa sentire ancora giovane. Con loro c’è anche un medico, che, per l’alleviare l’ossessione per la morte del miliardario, gli inietta ormoni sessuali che lo facciano sentire ancora vitale, oltre a  compiere ricerche sul prolungamento della vita. Anche nelle antiche carte studiate dall’umanista si scoprono tracce di un tentativo di longevità, fatte dal quinto conte di una nobile casata, ma la ricerca della vita eterna cela amare sorprese.

L’ironia di Huxley è evidente: la sua opera irride il mito americano dell’eterna giovinezza e vuole condurre il lettore, attraverso le riflessioni del filosofo Propter all’aspirazione a una vita religiosa più elevata, lontana dalle lotte e dalle dittature, che in quel periodo stavano emergendo in Europa.

L’opera di Huxley ha il pregio dei classici: è ancora attuale. Ricerche scientifiche, meditazioni filosofiche, narrazione sconcertante si congiungono fino a formare un insieme bizzarro, ironico, stravagante, che sprona ad allontanarsi da sogni impossibili e anche pericolosi. Tithonus si intitolava infatti l’opera del poeta Tennyson che aveva al centro la figura mitica di colui che aveva ricevuto in dono dagli dei l’immortalità, ma non l’eterna giovinezza e questo era il titolo originario pensato da Huxley per il suo libro.

Aldous Huxley (1894-1963) è uno degli scrittori e intellettuali inglesi più importanti della sua generazione. Tra le opere più significative ricordiamo: Giallo Cromo, Punto contro punto, Il mondo nuovo, Il tempo si deve fermare, Le porte della percezione e L’isola. Grande viaggiatore, soggiornerà in vari paesi, tra cui anche l’Italia, terra natale della sua seconda moglie. Dopo una lunga malattia, muore il 22 novembre 1963, giorno dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Nel 2008 Cavallo di Ferro ha pubblicato anche I diavoli di Loudon.

Autore: Aldous Huxley
Titolo: Dopo molte estati muore il cigno
Editore: Cavallo di Ferro
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 19 euro
Pagine: 333

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Chiara Pieri

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