Sono nove storie quelle raccolte in “Meridione d’inchiostro. Racconti inediti di scrittori del Sud” da Giovanni Turi per la Stilo Editrice di Bari. Nove storie per nove scrittori (in netta prevalenza le presenze pugliesi), diversi fra loro, per generazione, poetiche e stili.
L’intreccio geografico dei fili cerca nell’antologia la trama di un sud possibile, dunque, con tutte le difficoltà di un’epoca come la nostra di contrassegnare in modo stretto una realtà territoriale: specie in questo sud che è tornato – senza nessuna voglia - a cercar nemmeno fortuna ma mera sopravvivenza altrove. Ce lo ricordano, intanto, in un pezzo di costume dedicato alle mamme meridionali apprensive ma sveglie e tecnologicamente aggiornate Gabriella Genisi (Le mamme del Sud), e il racconto duro e teso di Giuseppe Goffredo (Anche oggi mangio sabbia), dedicato a un ragazzo costretto a “partire soldato” per l’Afghanistan. Una guerra assurda vista come l’ennesimo capitolo di un mondo che non funziona a dovere (sud di un altro sud) – l’insistenza sulla frase minima e la struttura ritmica martellante, però, unite al grido esplicito contro l’ingiustizia del mondo, ne fanno un récit un po’ troppo prevedibilmente risentito.
Anche nel barbone raccontato da Osvaldo Capraro (Il sopra e il sotto) si sta chiaramente dalla parte dei deboli, così come in Madre giustizia di Cristina Zagaria che ripercorre la vicenda di una donna che trova il coraggio di denunciare la violenza di un uomo su sua figlia. Se nella contrapposizione antropologica di vittimismo e riscatto è lecito leggere una parte della storia del nostro meridione (tracciata anche in questo libro), direi che il racconto di Andrej Longo, Se si sveglia è un miracolo, potrebbe agevolmente costituirne l’exemplum più riuscito. Si tratta di una storia semplice ma concentratissima che in poche pagine riesce a compiere il miracolo di rendere credibile (in termini letterari, va da sé), senza rischiare la stucchevolezza della vicenda edificante, il gesto coraggioso di chi si oppone alla violenza.
Giovanni Turi nell’introduzione rileva come diversi fra gli scrittori presenti nella raccolta “abbiano fatto della sperimentazione linguistica e dei calchi dall’oralità un connotato della narrazione”; mi pare però che lo sforzo linguistico più esibito, nei racconti di Livio Romano e Cosimo Argentina, corrisponda a un di meno di incisività letteraria. Persuadono maggiormente il racconto di Omar Di Monopoli Nostro Signore l’Uomo-Purpu, nel quale non mancano echi di certa narrativa verista in cui è presente anche quello che sembra un clichè del meridione, la superstizione, reso però in una tonalità credibile: e la misura garbata, lieve ma intensa del viaggio “della speranza” verso Losanna di Raffaele Nigro che accompagna il padre malato. Questa storia toccante in cui il padre dello scrittore avrebbe fatto meglio a fidarsi dei medici della sua terra chiude l’antologia con una fatalistica, amara ironia.
Gli autori di questa antologia sono esponenti significativi del variegato panorama letterario del Meridione.
Autori: AA VV - a cura di Giovanni Turi
Titolo: Meridione d’inchiostro. Racconti inediti di scrittori del Sud
Editore: Stilo editrice
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 12 euro
Pagine: 135
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spiace e mi scuso per il refuso, lo scrittore è Osvaldo Capraro
m.l.
A me in realtà è piaciuto molto anche il racconto di Goffredo, credo che il suo stile non potesse essere che franto e tumultuoso; per il resto mi trovo abbastanza in accordo con “il Recensore”: nel complesso un buon testo davvero.