“Il diavolo in blu” (Einaudi 2011), esordio letterario di Walter Ellis Mosley nel 1990, è il primo di una serie di undici best seller, che hanno per protagonista Easy Rawlins, texano, divenuto detective privato per necessità, originario di Watts, la città da dove partì nel l’estate del 1965 la rivolta razziale contro la polizia. Questo romanzo é stato anche la base di un film diretto nel 1995 da Carl Franklin ed interpretato da Denzel Washington.
E’ l’anno 1948: siamo nella rovente atmosfera della Los Angeles post-bellica segregazionista. Una ragazza bellissima e di facili costumi, Daphne Monet, è sparita nel nulla. Ezechiel Rawlins, chiamato familiarmente “Easy”, valoroso reduce di guerra, è appena stato licenziato dalla fabbrica aeronautica dove lavorava dopo il rientro dal fronte. Ha un disperato bisogno di soldi per pagare il mutuo della sua casa: questa è la ragione per la quale diventa, suo malgrado, un detective privato accettando di svolgere un’indagine sottobanco sulla ragazza, propostagli da un faccendiere della zona, un sedicente avvocato, Dewitt Albright.
Per raccogliere notizie di Daphne, Easy comincia a battere i locali di Watts, di cui conosce, per esservi nato, gli ambienti equivoci e le loro regole, giungendo con una certa facilità sulle tracce della misteriosa ragazza. Ma proprio quando sembra vicino alla conclusione della sua indagine con il ritrovamento di Daphne, cominciano per lui guai seri, venendosi a trovare tra due fuochi: l’elite del potere politico bianco e i fermenti dell’inquieta comunità nera di Central Avenue. Solo grazie all’intervento di un suo vecchio amico di Houston, Alexander Mouse, Easy riuscirà a salvare la pelle.
Quando fu pubblicato per la prima volta la critica accolse questo libro con apprezzamenti entusiastici: “Quest’uomo ha davvero un tocco magico, “Il Diavolo in blu” è senz’ombra di dubbio il romanzo di esordio più forte ed originale che abbia mai letto” scrisse, tra gli altri, Andrew Vachiss. Il pubblico ha confermato tanto entusiasmo in occasione della pubblicazione dei dieci gialli che lo hanno seguito.
Walter Ellis Mosley (classe 1952) figlio di un afroamericano e di un’ebrea, è lo scrittore statunitense rappresentativo di una minoranza che, sottomessa per secoli alla classe dominante bianca, ha dovuto lottare a lungo per ottenere il riconoscimento, alla pari con gli altri cittadini americani, dei propri diritti civili. La sua città natale, Los Angeles, i locali e lo slang dei ghetti e dei suoi sobborghi sono lo scenario per eccellenza della narrativa poliziesca e del crimine, salutata come uno dei capisaldi del nuovo “noir”. Mosley è autore di una trentina di libri di vario genere, dalla narrativa alla fantascienza, ai libri per ragazzi, ai saggi politici, per i quali ha ricevuto numerosi premi ed importanti riconoscimenti. Tra i quali ricordiamo l’”Amsfield Wolf Award” che negli Stati Uniti viene conferito alle opere che contribuiscono in misura rilevante ad accrescere il reciproco apprezzamento e comprensione tra le razze. Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Pallax per il suo romanzo per ragazzi “47″, ancora inedito nel mostro paese. Tuttavia, la sua fama è essenzialmente legata ai suoi romanzi gialli che, tradotti in 21 lingue, hanno fatto il giro del mondo.
L’anno scorso ha esordito come commediografo portando al successo “The fall of Heaven”.
Autore: Walter Mosley
Titolo: Il diavolo in blu
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 14 euro
Pagine: 243
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