La leggenda del morto contento. Andrea Vitali a Genova

Francesca Camponero

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la-leggenda-del-morto-contentoIn occasione di “Un libro, una storia”, incontri promossi per il 3° anno consecutivo dal Comune di Genova, il 15 aprile a Palazzo Tursi è arrivato Andrea Vitali per promuovere “La leggenda del morto contento” e per raccontare di sé.

Con una Lacoste verde a maniche lunghe e un paio di jeans, lo scrittore con fare assolutamente informale si è seduto tra il Prof. Franco Contorbia dell’Ateneo genovese e la giornalista del Secolo XIX Roberta Olcese, che lo hanno presentato ad un folto pubblico di appassionati.

Contorbia ha parlato di lui come di uno scrittore che pur avendo cominciato questa carriera a 40 anni è stato accolto subito dalla critica come grande narratore con in mano una straordinaria tecnica del racconto. La narrazione di Vitali -ha detto Contorbia- senza dubbio leggera, non per questo è priva di intensità immediata, dote che lo fa essere amato da lettori di generazioni diverse. Roberta Olcese, con in tasca una serie di domande preparate per l’occasione ha cominciato chiedendo allo scrittore: “Adesso che ha raggiunto la fama è ancora convinto di fare il medico?”- “Fare lo scrittore è un lavoro divertente, ma non lo si può considerare serio, per questo continuo a fare il medico. A 15 anni non osando andare da mio padre a confessargli: voglio fare lo scrittore, esordii dicendogli che volevo fare il giornalista. Mi rispose secco NO. Allora ho fatto il medico. Certo ho sempre letto molto e questo mi ha aiutato ad imparare a scrivere.

La Olcese continua: “Perché nei sui racconti è sempre presente la cittadina di Bellano?”- “Io sono periferico come personalità. Preferisco vivere il mondo nelle sue diversità. Bellano è la mia terra e la voglio protagonista di tutti i miei libri. A differenza dell’amico Camilleri non scrivo in dialetto perché il mio dialetto non mi piace. Alcuni dialetti hanno dignità di lingua, ma il bellanese no. Ha un suono duro ed elaborato in cui non mi ritrovo. Sono attaccato a Bellano da quando ero bambino e mi accadde questo semplice episodio: mia madre una sera d’estate mi prese per mano e portandomi in terrazzo davanti al lago al crepuscolo mi disse:Guarda come è bello!…beh, da lì ho cominciato ad innamorarmi del mio mondo.

C’è sempre un ritorno ironico nei suoi libri, è necessario?” chiede la giornalista.- “L’ironia mi contraddistingue se non fossi stato autoironico avrei ucciso il mio Sindaco che ha già fatto la targa con il mio nome che ha murato sopra una panchina di Bellano sulla quale per scaramanzia non mi siedo più.

Parlando poi del suo nuovo libro Vitali racconta che, come in tutti i suoi altri, lo spunto è stato preso da un fatto realmente accaduto il 23 luglio del 1843 quando 2 giovani sprovveduti annegarono nel lago. Un fatto tragico che gettò nello sconforto più totale i genitori e sconvolse tutti i bellanesi. “I miei personaggi anche questa volta sono stati approfonditi al massimo perché la trame dei miei libri sono troppo corali. Non voglio che i lettori siano costretti a prendere appunti per ricordare chi era l’uno o l’altro per non perdersi nell’intreccio della vicenda.

A chi del pubblico alla fine dell’incontro gli ha chiesto dove prende quei nomi bizzarri per i suoi personaggi ha risposto: “Dal calendario di Frate Indovino, che consulto quotidianamente. I nomi sono importanti perché fanno premonire il carattere di chi è raccontato”.

Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L’ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia.

Autore: Andrea Vitali
Titolo: La leggenda del morto contento
Editore: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 18,60 euro
Pagine: 240

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Francesca Camponero

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